Un terzo degli impianti fotovoltaici non sono idonei

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Secondo gli analisti di Solar Power Network nel nostro Paese sono state messe in campo tariffe incentivanti esagerate per la costruzione di impianti da collegare alla rete, dando così il via a grandi speculazioni che hanno bruciato rapidamente le risorse disponibili, pregiudicando la reale possibilità di produrre un beneficio esteso e circolare nell’ottica di una transizione energetica sostenibile.

Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca), che dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l’Australia ha già cambiato il mercato del fotovoltaico in tutto il mondo, traccia un bilancio sulla situazione del fotovoltaico in Italia.

Secondo la multinazionale canadese, i dati e le esperienze fino ad ora condotte nel nostro Paese dimostrano una forte instabilità nelle proposte di sviluppo economico del solare e della speranza che vi era stata riposta.

Il dato più eclatante si riferisce al 2016, quando i controlli sugli impianti soggetti ai vari «conti energia» ha portato a sospendere o revocare gli incentivi per oltre un terzo degli impianti. A confermare questi dati è lo stesso Gestore dei Servizi Energetici (GSE), secondo il quale «il 35% dei 2.147 procedimenti conclusi nel corso dell’anno ha avuto esito negativo, derivandone la necessità di recuperare 183 milioni di euro».

Insomma, oltre un terzo degli impianti controllati sono risultati inidonei ad avere tariffe incentivanti e, da quanto si è potuto osservare, gli organi di controllo hanno cercato ogni possibile pretesto per tagliare gli incentivi riconosciuti anni prima e sui quali molti privati e molte aziende avevano fatto conto per i loro investimenti.

Secondo gli analisti di Solar Power Network, il vero problema della scarsa diffusione del solare in autoconsumo, a livello industriale e commerciale, è stato tuttavia determinato proprio dal fatto che nel nostro Paese sono state messe in campo tariffe incentivanti esagerate per la costruzione di impianti da collegare alla rete, dando così il via a grandi speculazioni che hanno bruciato rapidamente le risorse disponibili, pregiudicando la reale possibilità di creare una nuova filiera economica stabile e di produrre un beneficio esteso e circolare nell’ottica di una transizione energetica sostenibile.

Il problema, per fortuna, diventa oggi superato per le aziende Italiane che scelgono Solar Power Network come partner. Perché la multinazionale canadese per contratto si assume il rischio ed è anzi proprio attraverso questa «assunzione del rischio» che Solar Power Network ha creato un vero e proprio network globale di aziende per cui il solare è diventata un’opportunità profittevole sotto molti punti di vista, da quello economico a quello sociale, essendo stati in grado di abbracciare metodologie di produzione di energia distribuita a «impatto zero», non alterando quindi il bilancio naturale di anidride carbonica, metano o altri gas inquinanti del sistema-ambiente.

«Il punto di forza della comunicazione non è tuttavia solo l’impatto zero per l’ambiente, ma anche l’impatto zero per le imprese, che con zero investimenti possono accedere all’energia rinnovabile al prezzo più basso garantito per i primi 10 o 15 anni e poi gratuita per sempre. Una vera soluzione “ZERO IMPACT” che cambierà il mercato» puntualizzano gli specialisti di AJ-Com.Net che, con l’intento di aprire il dialogo con nuovi target di consumo nel nostro Paese, cura la comunicazione della multinazionale per l’Italia.

Continua così a livello globale la transizione verso economie più sostenibili mediante un maggior uso di energie rinnovabili e mediante l’adozione di sempre più sofisticate tecniche di efficientamento energetico. Una transizione che parte dalla volontà di spostarsi dall’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili a fonti rinnovabili.

«Ma la vera transizione energetica, tuttavia, non è un mero passaggio da fossili a rinnovabili ma la riorganizzazione della produzione e del consumo» spiega l’ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network.

Leader mondiale nel settore solare industriale, Solar Power Network ha al suo attivo contratti per la generazione ed autoconsumo “in situ” di energia elettrica per oltre 400 MW di potenza generata attraverso il sole in ben 678 località, tra siti industriali ed edifici commerciali.

La grande innovazione apportata dalla multinazionale canadese è dettata da un nuovo strumento denominato Corporate PPA (Power Purchasing Agreement) che consente di passare all’energia rinnovabile a costo zero, senza assumersi l’onere dell’acquisto ed installazione di pannelli solari, conduzione e manutenzione dell’impianto o quant’altro.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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