Via del Governo Vecchio

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Via del Governo Vecchio collega piazza dell’Orologio a piazza di Pasquino.

Il nome di questa strada deriva da Palazzo Nardini che qui si affaccia. L’edificio, infatti, fu la sede del governo pontificio fino al 1755 quando il Papa decise di trasferirlo a Palazzo Madama. Gli abitanti dell’epoca però continuarono a indicare quel maestoso complesso immobiliare come il luogo dove si esercitava il potere, appunto “il governo vecchio”.

via del governo vecchio

Palazzo Nardini

La sua precedente denominazione era “via Parionis”, o “di Parione” (da non confondersi con quella odierna che è una traversa di via del Governo Vecchio), ma veniva chiamata anche “via Papae”, o “Papalis”, o “dei Pontefici”, per i cortei pontifici che vi passavano in occasione della cavalcata per la “presa di possesso” che il novello papa effettuava, in qualità di Vescovo di Roma, per recarsi da San Pietro alla basilica di San Giovanni in Laterano.

Palazzo Nardini fu convento, pretura, ospizio, governatorato e – negli anni ’70 – in piena rivoluzione femminista, diventò Casa delle Donne.
Di proprietà della Regione Lazio è da oltre 30 anni in rovina. Un piano della giunta Marrazzo prevedeva il recupero e/o la vendita dell’immobile, ma la presidente Polverini bloccò quanto avviato dal predecessore e da allora il nulla.

via del governo vecchioNel 2014 i movimenti per la casa occuparono simbolicamente il cortile per richiamare l’attenzione sul degrado del Palazzo, ma il risultato fu la costruzione di un muro dietro il portone centrale per evitare nuove incursioni.

E così gli oltre 28mila metri quadri di stanze, saloni, scalee, gallerie stanno andando alla malora. Gli scarichi delle acque piovane sono fuori uso da tempo e ad ogni pioggia gli intonaci subiscono danni maggiori. I marmi divorati dall’inquinamento richiederebbero opere di bonifica, mentre le finestre lasciano entrare uccelli e animali vari.

Al civico 96 di Via del Governo Vecchio troviamo una Madonnella di stucco racchiusa in una cornice ovale raffigurante la Vergine contornata da un cielo azzurro e stelle dorate.

Al civico 66 vi è la casa considerata la più piccola di Roma, formata da un solo piano e da una sola finestra sovrastata da un terrazzo. Oggi il portone è costituito da un negozio perchè fu poi inglobata nell’edificio attiguo.

via del governo vecchio

Casa infestata

A partire dall’11 maggio 1861 una stretta palazzina grigia di via del Governo Vecchio 57 fu il palcoscenico di una serie di fenomeni paranormali. Piatti che volavano, coperte che decollavano dai letti e planavano per la stanza, sedie che si spostavano, materassi che si arrotolavano da soli, bottiglie che si infrangevano sui muri, suoni di catene e gatti neri dagli occhi di fuoco che scendevano dal camino! Il padrone di casa, un funzionario pubblico che pare si chiamasse Tromba, ormai disperato, chiese aiuto ad un prete che tentò di porre fine a questi fenomeni, ma a quanto pare i “fantasmi” non gradirono la sua presenza, né l’esorcismo fatto con la “zaffetica”, una sostanza a base di zolfo, che emanava un terribile odoraccio, si diceva potesse cacciare via le presenze cattive ed il prete si trovò costretto a darsela a gambe. Terrorizzata, la famiglia che abitava l’appartamento se ne andò via e porte e finestre vennero murate. La casa che fu dichiarata “maledetta” dagli amministratori papalini.

Ma i fenomeni continuano ancora oggi. Pochi anni fa un gattino entrò nell’appartamento misterioso attraverso una fessura nel muro e non riusciva più a venirne fuori. I padroni del gattino, vicini dell’appartamento “infestato”, chiamarono i pompieri per recuperare il micio che venne salvato! La gente che era fuori cominciò a domandare ai pompieri come fosse fatta la casa degli spiriti, ma il pompiere che vi era entrato rispose semplicemente che era una casa deserta e tranquilla ove c’era un odoraccio.

via del Governo Vecchio

via del governo vecchio

Oggi se qualcuno volesse abitare nella “casa degli spiriti” probabilmente non pagherebbe nemmeno le tasse perché la casa non è registrata all’ufficio del catasto e quindi… formalmente non esiste. Ma pare che nessuno abbia il coraggio di farlo.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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