Under Comedy al White Rabbit con Chiara Casali

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Il bello di essere un assiduo frequentatore di rappresentazioni teatrali, è che alla fine diventi familiare anche gli attori che non ti conoscono, quasi non fanno più caso a te che ormai sei diventato parte della scenografia.

Questo ti permette di assistere a quello che succede nel backstage e ti regala delle emozioni in più rispetto a quelle che proverà il pubblico.

Sarai testimone silente di ciò che in questo limbo accade: indecisioni, timori, dubbi, paura… poi si apre il sipario e l’attore abbandona ogni indugio e seppur emozionato, vestendo i panni del personaggio che fara’ vivere, esce e affronta questa nuova dimensione da solo con il suo coraggio e tu assisti a questa incredibile e fantastica mutazione.

Il White Rabbit non è un teatro, bensì un delizioso locale per stare in compagnia e darsi alle libagioni, il monologo del ‘sotto umano’ che viene interpretato dall’attore di turno, si svolge direttamente tra gli spettatori, non su un palco, ma in un fittizio appartamento creato appositamente in un sottoscala del locale stesso.

Sei nella fossa di leoni, sei faccia a faccia con chi è li per vederti, giudicarti, non hai la distanza di ‘sicurezza’ che ti dà il palco, che ti distanzia e ti eleva e ti pone al di sopra del ‘pericolo’.

Chiara è li, vestita anzi svestita dei panni del proprio personaggio, in abiti succinti ci invita ad entrare con una disinvoltura che imbarazza gli astanti inconsapevoli di quello che succederà a ‘casa sua’.

Chiara gioca con le sue espressività con il suo corpo, con la sua femminilita’ racconta il suo personaggio appassionato di sesso, così tanto da scegliere di diventare un assistente sessuale per disabili, ai quali dona e con cui condivide la sua passione, persone che altrimenti nella vita difficilmente potrebbero beneficiare di questa bellissima esperienza a causa del loro handicap.

Lei li ama in un modo tutto suo ma sinceramente e li racconta, dando ad ognuno un nomignolo simpatico che li contraddistingue e ne sottolinea la particolarità.

Lo sconcerto dei presenti è palpabile di fronte a questa donna sicura di se, padrona della sua sessualità così vivacemente espressa e raccontata senza il minimo imbarazzo.

Fieramente Chiara gode appieno di ogni situazione che incontra senza il timore del giudizio altrui, anzi con una dose di provocazione che ci ammutolisce.

Ci si trova davanti ad una gradevolissima figura femminile, assai espressiva, loquace ed effervescente.

L’imbarazzo del pubblico maschile è palpabile così come il suo interesse, soprattutto quello della porzione femminile, che segue con ‘attento distacco’ il racconto di Chiara sul suo rapporto con il sesso, così scomodo da buttare in faccia alla gente, gente che non può fare altro che riflettere sui propri tabu’ o eccessi.

Non sapremo mai cosa quei visi perplessi ci nascondono, posti inconsapevolmente di fronte allo specchio della propria coscienza erotica riflessa.

Tutti sono attenti nelle abituali e obbligate tre repliche della serata, triplice apparizione che caratterizza il format di Under Comedy da quando viene qui proposto.

Il pubblico ride, si diverte o rimane impietrito, dipende.
Si tratta di gruppi di 20 persone che a turno abbandonano il proprio aperitivo e scendono dal piano stradale in questo piccolo universo che prende corpo nel sottoscala di questo delizioso pub.

Un angusto ma allo stesso tempo accogliente piccolo monolocale, che accoglie gli ospiti e allo stesso tempo cela e protegge i segreti dei personaggi che qui si rivelano ai pochi presenti, ognuno dei quali affronterà a suo modo la forte figura chi si esibisce in maniera personale ed interiore.

È bello vedere la trasformazione di questa ragazza un po’ timida e che ho saputo, ha avuto pochissimo tempo per preparare questa parte.
Chiara è una professionista, appena si trova davanti il pubblico lascia ogni imbarazzo e ogni incertezza crollare a terra e recita disinvoltamente.

L’anima di Melpomene si impossessa di lei e da via a questo particolare monologo, schietto diretto e divertente.

Chiara è molto sensuale, molto femminile, piena di energia ma anche molto divertente nella sua irriverenza, ci imbarazza perché l’argomento è esplicitamente raccontato, quindi colpisce i poveri maschietti presenti, soprattutto quelli affiancati dalla propria compagna che imbarazzati distolgono il loro sguardo al cospetto di una così emancipata figura che si aggira tra loro ammiccanti e accarezzandoli maliziosamente con le proprie vesti.

Queste moine fanno parte del personaggio scritto da Lorenzo Girolami che grazie al promotore Matteo Quinzi trova casa in questo scantinato dove lui porta tutti i suoi sotto umani di turno, per imbarazzare, divertire ed inorridire, i presenti.

Chi conosce il format sa a cosa va incontro, chi si è trovato qui per passare una serata in compagnia di un bicchiere di birra un po’ meno.

Ottima performance quella di Chiara, sciolta e disinibita ha finito per guardare in faccia in maniera spregiudicata il suo pubblico che spesso non ha retto il suo sguardo, mentre con maestria impersonava questo personaggio scomodo, insolito, difficile, esplicito e provocatorio. Brava!

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