I Nasoni raccontano

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TEATROVID-19 Il teatro ai tempi del Corona (la rinascita del teatro…anche in strada!)

La prima volta che ho visto “I Nasoni raccontano” ideato da “La Città Ideale” era il settembre passato. La quarta edizione si svolse all’interno di Villa Gordiani. Memorabile serata, tant’è che il giorno dopo andai a vedere la replica, confermando le mie ottime impressioni sullo staff organizzatissimo, sugli attori ineccepibili, sulle storie raccontate e, dulcis in fundo i costumi impeccabili.

Oggi siamo giunti alla quinta edizione che si svolge tra le strade di Centocelle.

Bella l’iniziativa di portare il teatro in strada, sotto le case della gente, e stimolarne così l’interesse.

Quest’anno l’evento non è stato patrocinato dal comune, “La Città Ideale” ha fatto tutto con le proprie forze. Con una semplice prenotazione telematica lo spettatore può godere gratuitamente dello spettacolo.

Capeggiati da Leonardo Buttaroni alla regia e dall’ideatore Fabio Morgan, il cast di attori è formato da purosangue: Matteo Cirillo, Ilario Crudetti, Chiara David, Alessandro Di somma, Arianna Martinez, Diego Migeni, Giulia Nervi, Emiliano Miranda, Riccardo Viola.

I costumi, tutti fantastici, sono di Alessandra Muschella, coadiuvata da Martina Catelli.

Un’ organizzazione che sembra un orologio svizzero: alle luci Martin Emanuel Palma, Gianni Parrella e Daniele Grifoni a capo dell’organizzazione e tanti altri che non me ne vogliano se non ne rammento i nomi.

Simona Centi, dell’amministrazione, ci accoglie con gentilezza con la sua collega al desk mobile e ci racconta impressioni ed aneddoti sulle passate edizioni. Scopro, grazie a lei, che quella di stasera è una replica della prima edizione.

Incontro poi l’esuberante Fabio Morgan, che mi parla dei suoi progetti futuri. Una persona carica di idee e piena di entusiasmo contagioso.

Si spegne la calda giornata e si accendono le luci, quindi parte quella che sarà la colonna sonora di questo teatro itinerante tra le vie della borgata…

Cominciamo il viaggio a ritroso nel tempo festeggiando i cento anni di Centocelle.

Partiamo con i fratelli “La Bara” che già avevo incontrato nel tour di Villa Gordiani in versione antico romana. Una famiglia di sciocchi e ritardati becchini che ricordano con le loro movenze il compianto Marty Feldman di “Frankenstein Junior”, quando interpretava il gobbo Igor. Visto che in questi giorni ricorre il suo anniversario di morte, lo recepisco come un omaggio a questo grande comico. Il loro compito è di portarci indietro nel tempo grazie al bastone magico di Martina ( dolcissima ragazzina che i nostri chiamano Franco!?).

Ogni scena ci porta a ritroso di circa dieci anni per dare vita a questa divertente avventura.

La prima rappresenta il solito gruppo di amici del muretto, con Diego e Alessandro che arrivano su un ciclomotore sgangherato e raggiungono Emiliano e Matteo; questi veste i panni di un tontolone innamorato che si illude di essere ricambiato da una ragazza che in realtà lo ascolta solo per educazione, visto che è amica della cugina Chiara. Entrambe le incontreremo nella scena successiva.

Chiara e Giulia scendono da due scale speculari, che sembrano messe lì apposta per loro. (complimenti per la scelta della scenografia). Le due amiche vorrebbero entrare a far parte del mondo dello spettacolo, fanno allusioni a Berlusconi e ai retroscena di questo mondo con le relative “scorciatoie” che aiutano ad emergere. La scena è legata a quella precedente, i nostri si sbizzarriscono in gag divertenti che coinvolgono il pubblico che, spontaneamente, interagisce, dando spunto ai nostri di improvvisare continuamente ed arricchire lo spettacolo con battute fuori copione.

Questo è il bello del loro show, il pubblico è coinvolto da protagonista. Bravi e divertenti.

Incontriamo poi due lestofanti, Diego e Alessandro, strepitosi nei panni di tossici coatti malviventi. Loro due sono dei veterani del palco, due professionisti tra loro affiatatissimi. Sono Stanlio e Onlio, Jerry Lewis Dean Martin, i Fratelli Marx.

In compagnia del riuscitissimo prete cocainomane Ilario, che riporta alla mente Benigni nel “Il piccolo diavolo”, dà vita ad un’interpretazione grottesca ma divertentissima. I nostri vorrebbero sostituire il papa Giovanni Paolo II per i loro loschi affari, circuendo un imbranatissimo e divertentissimo Matteo.

Occhio ai personaggi famosi che nomino, servono a contestualizzare il periodo in cui si muovono i personaggi in ogni scena.

Ci troviamo ora coinvolti in una manifestazione e contestazione degli anni ‘60 – ‘70. Questa scena coinvolge Giulia, Emiliano, Alessandro, Riccardo e Diego. Lo sfondo è più drammatico nonostante le battute umoristiche. Assistiamo a scontri di coscienza tra amici e parenti contrapposti tra loro da idee di destra e di sinistra. Ma di fondo emergerà una spinta più forte, qualcosa di più grande li unirà: il senso della famiglia. Una morale profonda e toccante.

Un balletto per la strada con Matteo e Chiara, che come i pifferai magici portano dietro tutto il pubblico tra le strade di Centocelle, ballando brani famosi rock’n’roll e twist e coinvolgendo anche chi si affaccia dalle finestre sulla strada. Con i loro abiti azzeccatissimi ci riportano agli anni ‘50 e ‘60.

Ci aspetta ora un’ altra scena tutto sommato seria e drammatica, ma sempre farcita di umorismo.

Incontriamo due coppie (Chiara con Matteo e Ilario con Giulia )nel periodo della seconda guerra. La classica italiana che vive il sogno di andare in America con il suo soldato americano, ma si ritrova sedotta e abbandonata. Brava, bravissima Giulia che in questa edizione trova più spazio in personaggi più impegnati. Dà il meglio di sé e canta con una bella voce. Una riscoperta per me di quest’artista che trovo cresciuta e ben amalgamata al cast che ho sempre ritenuto eccezionale.

La serata finisce con Riccardo e Diego nei panni dei fratelli Wright e il loro primo volo con un aereo che ricorda quello dei cartoni animati di “Stop the pigeon” con Dastdardly e Muttley degli anni ‘70. Matteo, nelle vesti di presentatore italiano, interagisce con Riccardo, che parla un americano maccheronico comprensibilissimo, mentre Diego traduce tra le risate di tutti. Matteo ruberà l’improbabile aereo dando una svolta finale alla serata con una morale che emoziona tutti: regalare speranze.

Stanchi e sudati tutti, pubblico e artisti, siamo felici insieme.

Un cast, come ho detto, eccezionale senza riserve, professionisti vincenti… Tengono nelle loro mani il pubblico dall’inizio alla fine. Alcuni nel pubblico sono anni che li seguono, addirittura dalla prima edizione…

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