Laika torna in azione: arte e attivismo sulla Global Sumud Flotilla

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Barcellona – L’arte torna a farsi voce potente e visibile nel cuore del Mediterraneo. La street artist Laika è tornata a dipingere per la Global Sumud Flotilla, lasciando il suo segno sulla “nave madre” partita il 12 aprile da Barcellona.

Un ritorno significativo: l’artista aveva già partecipato alla precedente missione, e oggi rinnova il suo sostegno con due nuove opere destinate a viaggiare insieme alla flotta, che nei prossimi giorni si ricongiungerà con circa 100 imbarcazioni tra Italia e Grecia.


🖌️ Due opere, un messaggio potente

Le nuove creazioni di Laika colpiscono per forza simbolica ed emotiva.

La prima raffigura la piccola Hind Rajab mentre indica la rotta: un omaggio alla bambina uccisa da 355 colpi di artiglieria, ma anche a Ritaj Rihan, colpita a soli 9 anni mentre studiava, e agli oltre 18.000 minori vittime del conflitto.

laikaLa seconda opera mostra una coppia di manifestanti pro-Palestina che si baciano, accompagnata dalle scritte:

  • “Nel nome di Hind”
  • “Blocchiamo tutto”

Due immagini che uniscono denuncia e umanità, trasformando la nave in un manifesto itinerante.


🌍 Una missione tra arte e attivismo

La partecipazione alla Global Sumud Flotilla rappresenta per l’artista un gesto concreto di impegno. Secondo Laika, è oggi più che mai fondamentale sostenere la missione, sottolineando come la situazione a Gaza sia ancora drammatica.

L’artista evidenzia inoltre la necessità di garantire l’arrivo continuo di aiuti umanitari e risorse mediche, e di porre attenzione al tema del blocco navale imposto dal 2009.


⚠️ Un appello che attraversa il mare

Attraverso le sue opere, Laika lancia un messaggio chiaro: rompere il silenzio e riportare l’attenzione su una crisi che, secondo la sua visione, continua a richiedere una risposta collettiva.

laikaUn invito rivolto anche alle istituzioni europee e ai governi, affinché si riapra il dibattito pubblico e si torni a mobilitarsi.


✨ Arte che viaggia, messaggi che restano

Con queste nuove opere, la “nave madre” della Global Sumud Flotilla diventa molto più di un mezzo: un simbolo in movimento, capace di portare arte, memoria e riflessione lungo le rotte del Mediterraneo.

“Sogno la fine dell’occupazione e dell’oppressione coloniale a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Buon vento Sumud”, conclude l’artista.


Un intervento che conferma come l’arte urbana possa superare confini geografici e culturali, trasformandosi in uno strumento diretto di racconto e testimonianza.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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