Laika celebra il 25 aprile a Roma: alla Garbatella appare “Senza memoria non c’è futuro”

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Un’immagine potente, destinata a far discutere e a lasciare il segno.

Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, la street artist Laika torna a intervenire nello spazio pubblico con una nuova opera comparsa nel quartiere Garbatella, da sempre simbolo della Resistenza romana.

Il titolo è chiaro, diretto, impossibile da ignorare: “Senza memoria non c’è futuro”. Un messaggio che attraversa il tempo e si impone nel presente.

L’opera, realizzata insieme ai collettivi Join the Resistance e Artivismo, raffigura un nonno partigiano mentre porge un fiore rosso alla sua nipotina. Un gesto semplice ma profondamente simbolico: il passaggio della memoria e dei valori tra generazioni, il filo invisibile che lega chi ha combattuto per la libertà a chi è chiamato a custodirla.

laika_senza_memoria_non_ce_futuroA completare il lavoro, un riferimento al brano Oltre il Ponte di Italo Calvino, che richiama idealmente il dialogo tra passato e futuro, tra le speranze di ieri e quelle delle nuove generazioni.

“Quel fiore è un passaggio di testimone”, ha spiegato Laika. Un’immagine che racchiude il sacrificio di chi ha lottato per la democrazia e il dovere, oggi, di non disperdere quella memoria. Le storie dei partigiani, sottolinea l’artista, rappresentano le fondamenta dell’Italia antifascista e devono essere ricordate, custodite e trasmesse.

Nel suo intervento, Laika richiama anche il dibattito politico contemporaneo, facendo riferimento al governo guidato da Giorgia Meloni e alle dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa, criticando quelli che definisce tentativi di normalizzazione del fascismo e narrazioni che, a suo giudizio, non reggerebbero al confronto con la storia.

Di fronte a questi scenari, il messaggio dell’opera si fa ancora più netto: difendere la memoria storica non è solo un esercizio del passato, ma una responsabilità attuale. Trasmetterla alle nuove generazioni diventa un atto necessario per evitare che le tragedie del passato possano ripetersi.

Nel giorno della Liberazione, il muro della Garbatella diventa così una voce viva: un richiamo visivo e civile che invita a ricordare, riflettere e prendere posizione. Perché, come suggerisce il titolo, senza memoria non può esserci futuro.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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