Educatore sportivo, presentata a Roma la proposta di legge

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Lo sport come strumento di inclusione e crescita sociale

Da Palazzo Valentini parte il progetto per riportare famiglie e giovani negli stadi e promuovere una nuova cultura sportiva

Lo sport come luogo di educazione, inclusione e partecipazione. È questo il messaggio lanciato da “Il Calcio che Vogliamo”, la conferenza nazionale presentata nella prestigiosa cornice di Palazzo Valentini a Roma e promossa dalle associazioni ASTIFOSIROMA e ROMA CLUB PALAZZO MADAMA.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere i valori autentici dello sport e contrastare ogni forma di violenza negli stadi e nei luoghi di aggregazione sportiva, riportando al centro il ruolo sociale del calcio e delle attività sportive.

Una proposta di legge per istituire la figura dell’educatore sportivo

Tra i temi principali affrontati durante l’incontro, la presentazione della proposta inviata al Parlamento per l’istituzione della figura dell’educatore sportivo.

L’iniziativa punta a introdurre una figura professionale dedicata ad accompagnare il percorso di crescita dei giovani attraverso i valori dello sport, contribuendo alla diffusione di principi come rispetto, responsabilità, inclusione e fair play.

Secondo i promotori, l’educatore sportivo potrebbe rappresentare un importante punto di riferimento per atleti, famiglie e società sportive, favorendo un clima positivo negli impianti e contribuendo alla formazione delle nuove generazioni.

educatoreL’obiettivo: riportare famiglie e ragazzi sugli spalti

Al centro della conferenza anche una riflessione sul futuro degli stadi italiani e sulla necessità di renderli luoghi sempre più sicuri e accoglienti.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di favorire il ritorno di famiglie, bambini e giovani sugli spalti, restituendo agli impianti sportivi il loro significato originario di spazi dedicati alla condivisione, alla socializzazione e alla partecipazione.

Un percorso che passa attraverso il contrasto alla violenza e la promozione di una cultura sportiva fondata sul rispetto reciproco.

Michele Grillo: “Lo stadio deve essere un luogo di inclusione”

Durante l’incontro è intervenuto Michele Grillo, Consigliere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente di ASTIFOSI ROMA.

“Abbiamo già inviato la proposta della figura dell’educatore sportivo. Andare allo stadio non deve essere un pretesto per scontri e divisioni, ma un’occasione per vivere la passione sportiva, promuovere l’inclusione e costruire comunità”, ha dichiarato.

Parole che sintetizzano la filosofia dell’iniziativa e la volontà di costruire un modello sportivo sempre più orientato all’educazione e alla partecipazione.

Tra gli ospiti Rosella Sensi e Vincent Candela

L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo dello sport, delle istituzioni e del calcio.

Tra gli intervenuti figurano:

  • Rosella Sensi, già presidente dell’AS Roma;
  • Vincent Candela, campione del mondo con la Nazionale francese;
  • Michele Grillo, Presidente di ASTIFOSI ROMA;

insieme ad altri ospiti che hanno portato il proprio contributo al dibattito sui valori dello sport e sul ruolo educativo delle attività sportive.

Presentato anche il grande evento del 3 luglio a Tor Bella Monaca

Nel corso della giornata è stata inoltre annunciata una nuova iniziativa territoriale in programma il 3 luglio a Tor Bella Monaca.

L’evento, promosso da ASTIFOSI ROMA in collaborazione con la Fondazione Saint Michel, sarà dedicato ai giovani, alle famiglie e a tutti coloro che credono in una tifoseria responsabile e in uno sport capace di generare inclusione e crescita sociale.

L’obiettivo è promuovere una passione sportiva vissuta in modo positivo e rafforzare il ruolo educativo dello sport all’interno delle comunità.

Un messaggio chiaro: no alla violenza, sì allo sport che unisce

La manifestazione del 3 luglio vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo del calcio e di grandi protagonisti dello sport, uniti da un messaggio comune.

Un invito a dire no alla violenza e a sostenere uno sport che sappia educare, unire e includere, valorizzando il rispetto delle regole, il dialogo e la partecipazione.

Una sfida che guarda al futuro e che punta a restituire allo sport il suo ruolo più importante: quello di strumento di crescita personale e collettiva.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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