Di Miria Maiorani
Quella notte magica a casa di Alberto Sordi: se chiudi gli occhi senti ancora la sua risata
Il giardino della storica Casa Museo Alberto Sordi in questi giorni di giugno si è trasformato in un’arena cinematografica sotto le stelle.
Ieri sera, per la proiezione di “Io e Caterina”, l’atmosfera era speciale, intrisa di quell’ironia sorniona e di quel calore pop che solo il padrone di casa sapeva regalare.
Stare seduti lì, tra la fitta vegetazione davanti alla villa affacciata sulle Terme di Caracalla, fa respirare ad ogni angolo la sua celebre risata, quella beffarda, quella canzonatoria e pungente, uno sberleffo affettuoso ai vizi degli italiani, e sembra quasi di vederlo spuntare dall’ombra del parco, accennando quel saltello inconfondibile che lo rendeva riconoscibile tra mille.
A guidare il pubblico in questo viaggio nel tempo è stato il regista Luca Verdone.
Nella sua introduzione, Verdone si è soffermato sull’assoluta originalità di Io e Caterina, pellicola diretta e interpretata da Sordi uscita nelle sale nel 1980.
Un’opera decisamente all’avanguardia per il periodo, capace di anticipare tematiche di impressionante attualità.
Luca Verdone ha analizzato con lucidità come il film si sia occupato, in tempi non sospetti, di questioni complesse riguardanti la robotica (in questo caso importata d’oltreoceano) e l’intelligenza artificiale applicata alla quotidianità, sottolineando come nessuno, all’epoca, avrebbe mai pensato che argomenti così fantascientifici e tecnologici potessero entrare con tanta naturalezza nella filmografia del grande attore romano.
La trama del film ci riporta a Enrico Melotti (Alberto Sordi), un uomo d’affari romano profondamente maschilista ed egoista, che decide di sbarazzarsi delle nevrosi delle donne della sua vita (la moglie, l’amante e la segretaria) sostituendole con Caterina, un sofisticatissimo robot programmato per i soli lavori domestici e per l’ubbidienza assoluta.
Tuttavia, la macchina finirà per sviluppare un’ossessiva, umanissima e pericolosa gelosia nei confronti del padrone, ribaltando i ruoli e imprigionandolo in una gabbia tecnologica.
L’ambientazione del film fotografa alla perfezione l’atmosfera degli anni ’80: uffici di rappresentanza, appartamenti eleganti e dinamiche sociali di una classe agiata che cercava la modernità per fuggire dalle proprie responsabilità affettive.
Nel pubblico, attentissimo e affettuoso, si respirava la romanità più autentica.
Guardando le facce degli spettatori disposti sulle poltroncine all’aperto, si scorgevano quei tratti somatici, quelle espressioni e quegli sguardi che incarnano la Roma vera, la stessa che Albertone ha difeso, sbeffeggiato e amato per tutta la vita.
La serata ha visto anche una forte e prestigiosa partecipazione istituzionale, a testimonianza del valore culturale che la conservazione di questo patrimonio rappresenta per la città.
Per la Fondazione Museo Alberto Sordi, custode dell’eredità artistica dell’attore, era presente il Presidente Giambattista Faralli, insieme ad alcuni membri della Governance nelle persone di Piergiacomo Jucci e Laura Del Santo.
La loro presenza ha sottolineato la continuità di un impegno che non vuole essere solo memoria museale, ma condivisione viva e popolare dell’arte di Sordi con il suo pubblico.
Mentre i titoli di coda scorrevano sullo schermo e le luci dell’arena si riaccendevano nel silenzio del parco, la sensazione rimasta nel cuore di tutti i presenti è stata una sola:
Alberto non se n’è mai andato da questa casa, e finché ci saranno i suoi film a risuonare tra quegli alberi, la sua voce rimarrà il battito più sincero di Roma.
INFO E PROSSIME PROIEZIONI
L’arena all’aperto di Villa Sordi prosegue con gli ultimi giorni della sua programmazione serale, sempre con inizio alle ore 21:00:
- Oggi, Mercoledì 24 Giugno, ore 21:00: Una botta di vita, di Enrico Oldoini (1988, 92 min)
- Giovedì 25 Giugno, ore 21:00: Fumo di Londra, di Alberto Sordi (1966, 106 min)
- Venerdì 26 Giugno, ore 21:00: Il diavolo, di Gian Luigi Polidoro (1963, 104 min)
- Sabato 27 Giugno, ore 21:00: Polvere di stelle, di Alberto Sordi (1973, 152 min)
Come partecipare: L’ingresso alle proiezioni è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento posti.
Per riservare il proprio posto è necessario inviare una richiesta scritta alla mail ufficiale: comunicazione@fondazionemuseoalbertosordi.org.
L’accredito è valido solo dopo aver ricevuto la mail di conferma dalla segreteria.
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