L’ultimo abbraccio – “Chi come me”: il documentario che avvicina le generazioni

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Alla Festa del Cinema di Roma arriva “L’ultimo abbraccio – Chi come me”, il documentario di Michele Mally che esplora il disagio adolescenziale, il bisogno di essere ascoltati e ciò che unisce genitori e figli.

Nato dall’esperienza teatrale di Chi come me, diretta da Andrée Ruth Shammah su testo di Roy Chen, il film approda sul grande schermo dopo 300 repliche e continui sold out. La prima assoluta è in programma lunedì 19 ottobre 2026 all’Auditorium MAXXI di Roma, con una seconda proiezione mercoledì 21 ottobre al Cinema Giulio Cesare.

“Chi come me”: quando le fragilità degli adolescenti parlano anche agli adulti

Ci sono momenti in cui sentirsi soli non significa necessariamente essere senza nessuno accanto. Può succedere a un adolescente che non riesce a trovare il proprio posto nel mondo, a un genitore che non sa più come comunicare con un figlio o a un adulto convinto di aver lasciato certe fragilità alle spalle.

È proprio su questa distanza, spesso invisibile, che si concentra L’ultimo abbraccio – Chi come me, il documentario diretto da Michele Mally e prodotto da 3D Produzioni, presentato dal Teatro Franco Parenti in collaborazione con Sky Arte.

Il film nasce da una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: quanto siamo davvero diversi dalle persone che facciamo fatica a comprendere?

Al centro del racconto ci sono cinque adolescenti ricoverati in un centro di salute mentale. Ognuno porta con sé paure, rabbia, difficoltà nel comunicare e il desiderio di essere riconosciuto e amato. Attraverso il teatro, i ragazzi iniziano a trovare uno spazio in cui esprimersi, incontrarsi e dare voce a emozioni che spesso rimangono nascoste.

Le loro storie parlano di adolescenza, ma non si fermano agli adolescenti. Interrogano anche gli adulti, chiamati a confrontarsi con ciò che non sempre riescono a vedere o ad ascoltare nei propri figli. Ed è qui che il documentario allarga il suo sguardo: le fragilità individuali diventano un’occasione per riflettere sulle relazioni, sulla comunicazione e sul bisogno, comune a tutti, di sentirsi accolti.

Dal successo teatrale al cinema: 300 repliche e un dialogo che continua

Prima di diventare un documentario, Chi come me è stato uno spettacolo teatrale capace di raggiungere pubblici di generazioni diverse. Diretto da Andrée Ruth Shammah e basato sul testo del drammaturgo israeliano Roy Chen, ha superato le 300 repliche registrando continui sold out.

Un percorso che ha dimostrato la capacità del teatro di aprire conversazioni su temi delicati, facendo incontrare esperienze personali e sensibilità differenti.

Michele Mally riparte proprio da questa esperienza per costruire il film. La macchina da presa segue l’ultima rappresentazione dello spettacolo al Teatro Franco Parenti di Milano, entra nel dietro le quinte e raccoglie le testimonianze di psicologi, intellettuali, artisti e spettatori.

L’obiettivo non è soltanto documentare il successo di una produzione teatrale, ma comprendere che cosa accade quando una storia riesce a toccare corde profonde in chi la guarda.

Il risultato è un percorso che attraversa il malessere psicologico, l’autolesionismo, la disforia di genere e le difficoltà nel dialogo tra genitori e figli. Questioni affrontate attraverso le esperienze e le testimonianze, senza limitarsi a descrivere il disagio, ma cercando di mettere in luce anche i legami che possono nascere dalla possibilità di riconoscersi negli altri.

Il momento in cui il pubblico smette di essere soltanto spettatore

C’è un passaggio che racchiude il cuore dell’esperienza raccontata nel documentario: il gioco del «Chi come me…».

La domanda viene lanciata e chi si riconosce nell’esperienza evocata è invitato ad alzare la mano. Un gesto semplice, capace di cambiare il modo in cui si guarda ciò che accade sul palco.

Le distanze tra chi racconta e chi ascolta iniziano a ridursi. La paura, la solitudine, il dolore e il desiderio d’amore non appartengono più soltanto ai personaggi della storia. Diventano emozioni che possono attraversare persone con età, vissuti e percorsi diversi.

È in questo incontro che L’ultimo abbraccio – Chi come me trova una delle sue chiavi di lettura più significative: scoprire che qualcuno può aver vissuto qualcosa di simile a ciò che credevamo esclusivamente nostro.

Nelle note di regia, Michele Mally racconta così l’esperienza che lo ha spinto a realizzare il film: «Di fronte a quei ragazzi e ai loro genitori, e insieme a chiunque fosse in sala, avevo vissuto un momento di vita, non un momento di intrattenimento».

Una consapevolezza che spiega il passaggio dal palcoscenico allo schermo. L’esperienza teatrale non si esaurisce con la rappresentazione, ma diventa il punto di partenza per un racconto cinematografico che cerca di conservarne la forza relazionale.

Genitori e figli, il bisogno di ascoltarsi oltre le incomprensioni

Il rapporto tra adolescenti e adulti è uno dei temi centrali del documentario. Le difficoltà di comunicazione possono creare distanze proprio tra le persone che vorrebbero essere più vicine, trasformando la preoccupazione in conflitto e il desiderio di aiutare in un dialogo che non riesce a trovare le parole giuste.

L’ultimo abbraccio – Chi come me invita a guardare queste situazioni da una prospettiva diversa: non fermarsi a ciò che divide, ma provare a capire che cosa si nasconde dietro un comportamento, una reazione o un silenzio.

Il film non si rivolge soltanto alle famiglie che vivono direttamente situazioni di disagio psicologico. Parla anche a chi ha sperimentato la sensazione di non essere compreso, a chi ha avuto difficoltà a chiedere aiuto e a chi si è trovato, almeno una volta, dall’altra parte, senza sapere come avvicinarsi a una persona in difficoltà.

In un momento in cui il malessere giovanile viene spesso raccontato attraverso numeri e categorie, il documentario sceglie di riportare l’attenzione sulle persone e sulle loro esperienze. Non per semplificare problemi complessi, ma per ricordare che dietro ogni difficoltà esiste una storia che merita di essere ascoltata.

L’ultimo abbraccio – Chi come me alla Festa del Cinema di Roma: date e biglietti

Il documentario di Michele Mally sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma con due appuntamenti. La prima assoluta si terrà lunedì 19 ottobre 2026 alle 17.15 all’Auditorium MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4/A. La seconda proiezione è prevista per mercoledì 21 ottobre alle 19.00 al Cinema Giulio Cesare, Sala 6, in viale Giulio Cesare 229.

I biglietti sono indicati come disponibili attraverso i canali di vendita dell’evento.

Le proiezioni in programma:

Lunedì 19 ottobre 2026, ore 17.15: prima assoluta all’Auditorium MAXXI, via Guido Reni 4/A, Roma.

Mercoledì 21 ottobre 2026, ore 19.00: Cinema Giulio Cesare, Sala 6, viale Giulio Cesare 229, Roma.

Per entrare nel mondo del film è possibile guardare il trailer ufficiale di L’ultimo abbraccio – Chi come me.

Cast e scheda tecnica del documentario

L’ultimo abbraccio – Chi come me, titolo internazionale The Last Embrace – Someone Like Me, è un film italiano del 2026, a colori, della durata di 75 minuti, in formato DCP 2K, in lingua italiana con sottotitoli inglesi.

La regia è di Michele Mally. Il soggetto è di Andrée Ruth Shammah, che firma anche la sceneggiatura insieme a Matteo Moneta. La fotografia è curata da Lorenzo Giromini, mentre il montaggio è affidato a Sol Capasso.

Gli interpreti, in ordine alfabetico, sono Sara Bertelà, Paolo Briguglia, Fausto Cabra, Giovanni Crippa, Elena Lietti, Silvia Giulia Mendola e Pietro Micci. Con loro partecipano Bea Barret, Amy Boda, Federico De Giacomo, Chiara Ferrara, Roberta Filannino, Daniele Santoro e Alia Stegani.

Il film è prodotto da 3D Produzioni srl. La produzione è presentata dal Teatro Franco Parenti e realizzata in collaborazione con Sky Arte. La distribuzione internazionale e i World Sales sono affidati a 3D Produzioni srl.

L’opera è stata realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, nell’ambito del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Un film che invita a riconoscersi negli altri

Con L’ultimo abbraccio – Chi come me, Michele Mally porta al cinema un’esperienza nata a teatro e costruita attorno alla possibilità di creare un dialogo tra persone che, almeno in apparenza, sembrano lontane.

Il documentario guarda alle fragilità senza ridurre le persone alle loro difficoltà e mette al centro il valore dell’ascolto, delle relazioni e della possibilità di condividere ciò che spesso si fatica a esprimere.

La sua domanda resta aperta anche dopo la visione: quante volte, prima di giudicare qualcuno, ci fermiamo davvero ad ascoltarlo?

Forse è proprio da qui che può cominciare un incontro. Dal riconoscere, nelle parole di un’altra persona, qualcosa che parla anche di noi.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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