Manifesto Festival compie 10 anni: a Roma arrivano Quantic, Kode9, Alessandro Cortini e Mad Professor
Dieci anni di esplorazioni sonore, incontri tra culture musicali e sperimentazioni che spingono l’elettronica oltre i confini dei generi.
Manifesto torna a Roma dal 25 al 29 novembre 2026 per celebrare il suo decimo anniversario, con un programma che attraversa musica elettronica, dub, ambient, jazz, bass music e performance audiovisive.
Quantic, Kode9, Alessandro Cortini, Carmen Villain, Mad Professor con DJ King Karmz e Maria Arnal sono tra i protagonisti di un’edizione che riunisce artisti internazionali affermati e progetti della scena contemporanea.
Quattro giornate di appuntamenti, distribuite tra il Nuovo Teatro Orione, la Chiesa Valdese e il Monk, con concerti, dj set e spettacoli in cui suono e immagini si incontrano.

Prodotto da DNA Concerti e Monk Roma, con il contributo della Regione Lazio, il festival festeggia un percorso iniziato nel 2016, quando nacque con l’obiettivo di dare spazio e visibilità ai produttori italiani.
Da allora, Manifesto ha ampliato progressivamente il proprio orizzonte, costruendo un programma in cui l’elettronica dialoga con tradizioni musicali, geografie culturali e linguaggi artistici differenti.
Manifesto 2026: una line-up tra avanguardia elettronica e culture globali
Il decimo anniversario mette insieme artisti che hanno esplorato l’elettronica da prospettive diverse, dal dub alle composizioni ambient, dalle mutazioni della dubstep alle contaminazioni con le musiche del mondo.
Il 25 novembre, al Nuovo Teatro Orione, Alessandro Cortini presenterà per la prima volta a Roma il progetto audiovisivo Nati Infiniti.
Storico membro dei Nine Inch Nails e artista della Mute Records, Cortini costruisce una performance in cui tecnologia, improvvisazione e ricerca sonora si intrecciano con una riflessione sul rapporto tra natura e trasformazione.
Nella stessa serata è attesa Carmen Villain, compositrice e produttrice di origini norvegesi e messicane, che porterà dal vivo il suo nuovo album Memoria, un lavoro che esplora le relazioni tra suono, ricordo e percezione.
Il 27 novembre, alla Chiesa Valdese, sarà la volta di Blak Saagan con Un Sequestro Lungo 10.000 Anni, triplo album che intreccia elettronica, kosmische music, industrial e suggestioni rave, nato dalla collaborazione con l’autore iraniano Majid Bita. Accanto a lui,
Laura Agnusdei presenterà 4 Poesie, un set acustico per sax tenore, tom e rullante che mette in dialogo la musica con quattro testi poetici di diversa provenienza.
Il fine settimana al Monk porterà sul palco alcune delle proposte più attese dell’edizione. Sabato 28 novembre Maria Arnal arriverà per la sua unica data italiana con AMA,
il suo primo album sulla lunga distanza, pubblicato da Atlantic Records nel 2026. Nel progetto, la tecnologia diventa uno strumento per ampliare le possibilità della voce e creare nuove forme di polifonia.
La stessa sera sarà protagonista Quantic, musicista e dj britannico che nel corso della sua carriera ha attraversato jazz, hip-hop, soul, reggae, dub,
cumbia ed elettronica, fino ad avvicinarsi più recentemente alla deep house e alla musica da club.
Domenica 29 novembre il festival si sposterà tra le traiettorie della dubstep e le radici del sound system giamaicano. Kode9, dj e musicista scozzese, fondatore dell’etichetta Hyperdub e
figura centrale nella storia della dubstep, presenterà per la prima volta a Roma Escapology, progetto audiovisivo che unisce dimensione fisica e ricerca concettuale.
A seguire, Mad Professor, accompagnato da DJ King Karmz, porterà The Dub Show: un’esperienza in cui il banco di missaggio diventa parte integrante della performance, tra manipolazioni sonore, bassi e interventi vocali.
Maria Arnal, Quantic e i protagonisti del Monk
La giornata di sabato 28 novembre sarà dedicata a una pluralità di linguaggi, con artisti che attraversano elettronica, ritmi spezzati, scrittura orchestrale e contaminazioni tra club culture e sperimentazione.
Maria Arnal presenterà AMA in un’esibizione audiovisiva che indaga il significato della voce in un’epoca in cui la tecnologia può riprodurla, manipolarla e trasformarla. Il progetto arriva dopo performance in contesti internazionali come il Sónar, la Biennale Danza di Venezia e il CERN Art and Science Summit.
Quantic porterà invece la propria esperienza di esploratore musicale, maturata attraverso l’incontro con scene locali e tradizioni provenienti da diverse parti del mondo.
La sua selezione attraversa generi e culture, dal soul al reggae, dalla cumbia all’elettronica.

Nel programma del Monk trovano spazio anche Norf Tech, progetto di Emanuele Marchetto, che presenterà il nuovo EP Phantom Grade con un live audiovisivo
ispirato alle atmosfere dei film d’azione di Michael Mann e caratterizzato da bassi profondi, ritmi UK Garage e techno.
Il collettivo bolognese Orange Combutta porterà sul palco una miscela di rock, soul, hip-hop, elettronica e scrittura orchestrale, alternando groove, distorsioni e aperture cinematiche a improvvise accelerazioni punk.
Completa la serata Enea Pascal, cofondatore di Ivreatronic, con un live set costruito attraverso batterie grezze, bassi acidi e vocalizzi imprevedibili.
Kode9 e Mad Professor: la domenica tra dubstep e sound system
Domenica 29 novembre il Monk ospiterà una giornata che attraversa due momenti fondamentali della cultura elettronica: la ricerca legata alla dubstep e la tradizione del dub.
Con Escapology, Kode9 porterà a Roma un progetto audiovisivo che supera la dimensione del dj set tradizionale, intrecciando ricerca sonora e componente visiva.
Musicista, teorico del suono e docente, è noto anche per aver fondato Hyperdub, etichetta di riferimento per le evoluzioni della bass music.
Mad Professor, tra le figure più conosciute del dub e del reggae britannico, presenterà invece The Dub Show insieme a DJ King Karmz. Il suo approccio al live mixing
trasforma il banco di missaggio in uno strumento espressivo, secondo una tradizione in cui effetti, riverberi, bassi e manipolazioni in tempo reale diventano parte della composizione.
La line-up della domenica comprende anche Amore Audio, duo fondato da Alessandro Scola e Luigi Lonetto, che combina UK bass, fast house, future garage ed elementi pop in una proposta audiovisiva dai ritmi serrati.
Ci saranno poi Leonar, dj e membro dei collettivi Ivreatronic e Ariafresca, e Populous, nome d’arte di Andrea Mangia, che chiuderà la giornata con uno Special Cumbia Set dedicato alle sonorità e ai ritmi della cumbia.
Dieci anni di Manifesto: da Coldcut a James Holden, una mappa sonora di Roma
La storia del festival racconta anche l’evoluzione della scena elettronica e indipendente nella Capitale. Nato nel 2016 per sostenere i produttori italiani,
Manifesto ha progressivamente ospitato alcuni dei nomi più significativi della musica elettronica internazionale, tra cui Coldcut, fondatori della storica etichetta Ninja Tune, James Holden, Nathan Fake, Gold Panda, Alessandro Cortini e Kode9.
Alcuni artisti sono tornati più volte nelle diverse edizioni, costruendo nel tempo un rapporto con il festival e con il pubblico romano.
Il programma delle passate edizioni ha attraversato territori molto diversi: dalle contaminazioni tra elettronica e flamenco di Marina Herlop alle incursioni nel jazz di James Holden,
dalle riletture delle musiche di Ennio Morricone firmate dai Calibro 35 alle traiettorie afro-elettroniche di Clap! Clap!, fino alle pulsazioni sudamericane di Dengue Dengue Dengue.
Questa apertura ha contribuito a definire l’identità di Manifesto: non una semplice successione di concerti, ma un percorso attraverso modi differenti di intendere la musica elettronica e il suo dialogo con altre tradizioni.
Anche la geografia del festival riflette questa ricerca. Il Monk è stato il punto di partenza di un itinerario che ha coinvolto nel tempo spazi indipendenti come
Angelo Mai e la redazione di Scomodo, fino a istituzioni culturali come l’Auditorium Parco della Musica e il Palazzo delle Esposizioni.
Per la decima edizione, il festival torna a distribuire gli appuntamenti tra tre luoghi della città, mettendo in relazione pubblici e contesti differenti.
Manifesto arriva anche a Bologna con Nosaj Thing e Daito Manabe
Prima di tornare a Roma per l’edizione del decennale, Manifesto farà tappa a Bologna il 6 novembre 2026 con una preview speciale al Locomotiv, realizzata in collaborazione con Friday Best.
In programma la performance audiovisiva di Nosaj Thing, producer statunitense, e Daito Manabe, artista multimediale giapponese.
I due collaborano da oltre quindici anni, intrecciando musica elettronica, arte digitale e innovazione tecnologica.
La serata sarà completata dal live di Juni e dal dj set di Enea Pascal.
L’appuntamento bolognese segue l’anteprima del 27 ottobre al Monk con corto.alto e anticipa il ritorno del festival nella Capitale. I biglietti per la preview sono disponibili attraverso i canali ufficiali dell’organizzazione.
Accessibilità e biglietti: pass, singole giornate e agevolazioni under 26
Per l’edizione 2026 sono disponibili il Full Pass, il Monk Pass e i biglietti per le singole giornate. Per il pubblico under 26 è previsto uno sconto del 20% su tutte le tipologie di biglietto e pass, richiedibile scrivendo a info@dnaconcerti.com.
Un’attenzione particolare è riservata anche all’accessibilità. Nelle serate del 28 e 29 novembre al Monk, grazie al progetto AAA (All Access Area),
le persone sorde potranno usufruire di giubbotti vibranti specifici, che consentono di percepire la musica attraverso le vibrazioni.
Un’iniziativa che affianca alla ricerca musicale l’attenzione verso modalità diverse di vivere la performance dal vivo.
Per il programma completo, le informazioni sui biglietti e i pass è possibile consultare il sito ufficiale del festival.
Manifesto Festival 2026 – Roma
-
- Date: dal 25 al 29 novembre 2026
-
- Luoghi: Nuovo Teatro Orione, Chiesa Valdese e Monk
-
- Organizzazione: DNA Concerti e Monk Roma
-
- Con il contributo di: Regione Lazio
-
- Biglietti e informazioni: Sito ufficiale Manifesto Festival
-
- Full Pass: Acquista su DICE
-
- Informazioni e agevolazioni under 26: info@dnaconcerti.com
-
- Instagram: @manifestofest
Manifesto festeggia dieci anni riportando al centro la musica come spazio di incontro tra generi, culture e sperimentazione.
Dal dub alla cumbia, dalle performance audiovisive alla ricerca sulla voce, il programma 2026 attraversa mondi sonori differenti e trasforma tre luoghi di Roma in tappe di un unico percorso musicale.
Scrivi a: redazione@viviroma.tv