4.700 spettatori e oltre 3,5 milioni di visualizzazioni
Quarantanove edizioni, una città coinvolta, 33?
Sanremo ha archiviato il Premio Tenco 2026 lasciando un segno che va ben oltre le tre serate sul palco del Teatro Ariston.
Dal 21 al 24 ottobre, la Rassegna della Canzone d’Autore ha trasformato la città in un grande spazio di musica, cultura, memoria e confronto, registrando 4.700 presenze all’Ariston, il tutto esaurito negli altri appuntamenti e una crescita significativa della partecipazione digitale.
I numeri parlano chiaro: oltre 3,5 milioni di visualizzazioni sui canali Instagram e Facebook del Club Tenco e più di 113.000 reazioni ai contenuti pubblicati.
La 49ª edizione, dedicata alla memoria di Sergio Secondiano Sacchi, ha scelto un titolo che non lascia spazio all’indifferenza: «Dio è morto».
Una citazione che richiama direttamente la canzone di Francesco Guccini e diventa il punto di partenza per interrogarsi sul presente, sul ruolo della musica e sulla possibilità di continuare a creare legami in una società attraversata da violenza, omologazione e trasformazioni tecnologiche.
Non soltanto una celebrazione della storia della canzone d’autore. Il Premio Tenco ha provato a guardare avanti, mettendo insieme artisti affermati e nuove voci, memoria e sperimentazione, impegno civile e linguaggi contemporanei.
Una direzione che ha attraversato concerti, incontri, presentazioni editoriali, mostre, proiezioni e iniziative rivolte anche agli studenti e ai pazienti dell’ospedale di Sanremo.
«Dio è morto»: il Premio Tenco interroga il presente della canzone d’autore
Il tema scelto per il 2026 ha accompagnato l’intera manifestazione, invitando a riflettere su quali linguaggi, forme di comunità e gesti creativi possano ancora opporsi alla violenza,
all’omologazione e all’idea che ogni esigenza espressiva debba essere subordinata alle logiche del mercato o a quelle di un algoritmo.

ph. Mauro Vigoresi Premio 2026
La canzone d’autore, in questa prospettiva, conserva una funzione precisa: mettere in relazione le persone, custodire la memoria, immaginare il futuro e dare voce a ciò che spesso rimane ai margini del discorso pubblico.
Ad aprire la rassegna è stato Manuel Agnelli, che al pianoforte ha interpretato
«Lontano, lontano» di Luigi Tenco. Un omaggio che ha dato il tono a un’edizione costruita intorno al dialogo tra generazioni e alla necessità di mantenere viva la capacità della musica di raccontare il mondo.
Il ricordo di Sergio Secondiano Sacchi ha attraversato numerosi momenti della manifestazione, confermando il legame tra la storia del Club Tenco e le persone che ne hanno contribuito alla crescita.
Teatro Ariston, 4.700 presenze in tre serate
Il bilancio degli appuntamenti principali è stato particolarmente positivo. Le tre serate del 22, 23 e 24 ottobre al Teatro Ariston hanno registrato complessivamente 4.700 presenze.
A condurre gli appuntamenti si sono alternati Neri Marcorè, il 22 ottobre, Chiara Buratti, il 23 ottobre, e Silvia Boschero, il 24 ottobre.
Anche la componente visiva ha avuto un ruolo centrale.
La scenografia, curata da Vincenzo Sanfo, portava la firma dell’artista messicano Javier Marín, autore che in quarant’anni di attività ha esposto in oltre trecento mostre individuali
e collettive in Messico, Stati Uniti, Canada e in diversi Paesi dell’America Centrale, dell’America del Sud, dell’Asia e dell’Europa.
A dominare il palco era un grande arazzo realizzato con tecnica gobelin, dalle dimensioni di 658 × 320 centimetri. L’opera, creata nel 2018 per la grande mostra parigina dell’artista, era stata esposta al Beffroi nell’ambito del progetto «Jeux de Miroirs», dedicato a Marín.
Il Club Tenco conquista il pubblico digitale: oltre 3,5 milioni di visualizzazioni
Il Premio Tenco 2026 ha trovato una risposta importante anche sul fronte digitale. I canali ufficiali del Club Tenco, tra Instagram e Facebook, hanno superato complessivamente i 3,5 milioni di visualizzazioni.

Instagram ha registrato da solo oltre 3 milioni di visualizzazioni, con una crescita del 367% rispetto all’edizione precedente.
Ancora più significativo il coinvolgimento degli utenti: i contenuti pubblicati hanno raccolto oltre 113.000 reazioni, un risultato dieci volte superiore a quello del 2025.
Durante il periodo della manifestazione la community ha registrato anche un aumento dei follower superiore al 17%.
Numeri che mostrano come la canzone d’autore possa trovare nuovi spazi di diffusione e raggiungere pubblici diversi attraverso i linguaggi e gli strumenti della comunicazione contemporanea.
Un aspetto particolarmente coerente con il tema dell’edizione, che ha posto al centro proprio il rapporto tra creatività, tecnologia e trasformazione della società.
Oltre 1.200 studenti all’Ariston per la masterclass dedicata a Franco Battiato
Tra gli appuntamenti che hanno caratterizzato la rassegna, particolare attenzione è stata riservata alle nuove generazioni.
Il 21 ottobre, nella mattinata che ha aperto ufficialmente il programma, il Teatro Ariston ha ospitato la tradizionale masterclass del Club Tenco, quest’anno dedicata a Franco Battiato.
All’incontro hanno partecipato oltre 1.200 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio.
A confrontarsi sull’opera e sul percorso artistico del cantautore sono stati don Luigi Ciotti, Carmen Consoli, Carlo Guaitoli, Gennaro De Rosa, Rossana De Pace e Stefano Senardi. A moderare l’incontro è stata Marika Amoretti, responsabile del Coordinamento Scuole per il Club Tenco.
La masterclass è visibile anche online attraverso questo collegamento Facebook.
Il progetto formativo viene organizzato dal Club Tenco dal 2018 e ogni anno propone un approfondimento dedicato a un grande protagonista della musica italiana.
L’intento è avvicinare gli studenti alla canzone d’autore attraverso il racconto e l’analisi di chi ne conosce la storia e il linguaggio.
Nel corso delle edizioni precedenti sono stati affrontati Giorgio Gaber nel 2018, Fabrizio De André nel 2019, le attività di «Una canzone senza aggettivi» nel 2021, «Le canzoni su cui è nato il Club Tenco»
con Morgan nel 2022, Enzo Jannacci nel 2023, Pino Daniele nel 2024 e Lucio Dalla nel 2025.
Alla stessa attenzione per la formazione si collega la presentazione del volume «Cantautori nelle scuole», edito da Pendragon, ospitata nella sede del Club Tenco.
All’incontro hanno partecipato Francesco Guarino, Felice Liperi, Marika Amoretti ed Ernesto Marciante. Il libro, curato da Felice Liperi, Paolo Talanca e Francesco Guarino,
è stato sviluppato nell’ambito della rete MAC – Musica d’Autore Contemporanea, in collaborazione con Club Tenco, Officina Pasolini e Officina Roversi.
Il volume raccoglie 23 testimonianze di protagonisti della canzone italiana, accompagnate da strumenti didattici pensati per favorire il dialogo tra musica, scuola e nuove generazioni.
Quattro nuove voci all’Ariston: spazio ai finalisti dell’Opera Prima
Uno degli aspetti caratterizzanti dell’edizione 2026 è stata la scelta di portare sul palco dell’Ariston quattro finalisti della cinquina della Targa Tenco per il migliore album Opera Prima: Francamente, Sara Gioielli, Santamarea e Satantango.
Una decisione che ha dato spazio a percorsi artistici differenti e a una nuova generazione di musicisti, in linea con la volontà di mantenere la canzone d’autore libera dai confini dei generi, dalle mode e dalle forme di omologazione.
L’obiettivo è favorire il rinnovamento dei linguaggi e degli strumenti espressivi, senza interrompere il dialogo con la tradizione che ha reso riconoscibile la storia del Club Tenco.
Tutto esaurito anche per gli eventi fuori dall’Ariston
Il Premio Tenco non si è fermato al teatro simbolo della manifestazione. Gli altri appuntamenti hanno registrato il tutto esaurito, coinvolgendo il Teatro dell’Opera del Casinò, il quartiere Pigna e la sede del Club Tenco.
Quest’anno l’Ariston ha ospitato per la prima volta anche il Tenco Off, che il 20 ottobre ha anticipato la rassegna con la proiezione di tre docufilm a tema musicale.
Al Teatro dell’Opera del Casinò si è svolto il tradizionale concerto inaugurale del mercoledì sera, intitolato «Donne in punta di note», con Paola Turci e
l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta dal Maestro Angelo Valori. Alla serata hanno partecipato anche Gino Castaldo.
Sabato 24 ottobre lo stesso teatro ha ospitato la tavola rotonda «La canzone democratica», moderata da Steven Forti e Paolo Talanca, con Antonio Silva, Fausto Bertinotti, Cesare Bermani, Marco Ongaro, Chiara Ferrari e Giulia Mei.
La sede del Club Tenco è stata invece il luogo di numerosi incontri dedicati alle trasformazioni della musica, alla memoria e al rapporto tra cultura e società.
Tra gli appuntamenti, la tavola rotonda «La canzone ai tempi dell’Intelligenza Artificiale», con Irene Buselli, Alessandro Alfieri e Simone Aliprandi, moderata da Steven Forti, e «La musica è finita», con Gino Castaldo, Bruno Sconocchia, Damir Ivic, Manfredi Maida (Tamango) e Stefano Senardi, moderata da Paolo Talanca.
Il ricordo di Sergio Secondiano Sacchi: musica, disegno e memoria
Tra i momenti più legati alla dedica di questa edizione c’è stato «Quel Vulcano di Secondiano. Progetti di e per Sergio Sacchi», un pomeriggio articolato in diversi appuntamenti per ricordare e valorizzare il lavoro di Sergio Secondiano Sacchi.
L’incontro, presentato da Steven Forti, ha visto la partecipazione di Toni Verona, Michele Staino, Laura Rossi, Claudia Crabuzza e Antonio Silva.
Tra i progetti presentati, il disco «Cantata per Sergio Staino», pubblicato da Ala Bianca Records e distribuito da Warner Music/FUGA Digital. Si tratta di un doppio CD che celebra il rapporto tra musica e disegno nella vita e nell’opera di uno dei fumettisti più conosciuti e amati d’Italia.
Il progetto riunisce 23 artisti e comprende un libretto di 52 pagine con 25 disegni di Sergio Staino, molti dei quali inediti.
Nel corso del pomeriggio è stata presentata anche l’edizione speciale di «Il Cantautore», intitolata «CantaSacchi» e dedicata a Sergio Secondiano Sacchi, oltre al documentario «L’architetto di canzoni» di Claudia Crabuzza.
Sempre nella sede del Club Tenco si è svolta la presentazione del libro «Tutta colpa di Bobo. Sergio Staino e la sinistra italiana» di Aurora Nina Allegra.
Il ricordo ha attraversato così linguaggi differenti, dalla musica alla grafica, dall’editoria al documentario, restituendo la varietà dei progetti legati alla figura di Sacchi.
Mafalda arriva al Premio Tenco: la mostra nel quartiere Pigna
Anche il quartiere Pigna è stato coinvolto nella manifestazione attraverso la mostra «Quino, la pace e i diritti umani. Mafalda al Tenco», rimasta visitabile fino al 31 ottobre.
L’inaugurazione, avvenuta il 21 ottobre, ha visto la presenza di Claudio Marchiori, Gigia Perfetto, Chicca Dedali e Steven Forti.
Un appuntamento che ha portato nel programma della rassegna anche il mondo del fumetto e il tema dei diritti umani, in sintonia con la riflessione proposta dall’edizione 2026.
«I voli di Volodja»: quattro serate tra teatro, musica e sperimentazione
Ogni giorno, alle ore 18, la rassegna ha proposto gli spettacoli di «I voli di Volodja», con quattro appuntamenti che hanno attraversato musica, teatro e contaminazioni artistiche.
Il 21 ottobre è andato in scena «San Francesco Reloaded», con Massimo Donno, Bruno Galeone e Giorgio Distante.
Il 22 ottobre è stata la volta di «Tierra y Pueblo», con Claudia Crabuzza, presentata da Steven Forti.
Il 23 ottobre il programma ha proposto «Misteri Buffi. Cent’anni di Dario Fo», con Alessio Lega, Guido Baldoni e Giulia Angeloni.
La giornata conclusiva del 24 ottobre ha ospitato «David Dei Miracoli», con Chiara Riondino e la partecipazione di Paolo Hendel, insieme a Michele Staino, Paolo Cerri e Fabio Battistelli.
«Cura d’Autore»: Paola Turci porta la musica nel reparto dialisi
Tra le iniziative più significative del Premio Tenco 2026 c’è stato anche «Cura d’Autore», progetto nato da un’idea della dottoressa Lorena Viale e realizzato grazie alla collaborazione tra ATS Liguria e il Direttivo del Club Tenco.
L’iniziativa ha portato la canzone d’autore nei luoghi di cura, con particolare attenzione ai pazienti sottoposti a dialisi.
Il progetto si è concretizzato attraverso una performance dal vivo in versione acustica, chitarra e voce, di Paola Turci nel reparto di nefrologia-dialisi dell’Ospedale di Sanremo. L’esibizione si è svolta durante il trattamento dei pazienti, alla sola presenza dell’équipe curante, in un contesto intimo e raccolto.
A sostegno dell’iniziativa, il comunicato richiama studi secondo i quali ascoltare musica dal vivo per almeno 20 minuti, rispetto alla musica registrata, permetterebbe di incrementare del 21% il benessere psicologico percepito e del 75% la stimolazione mentale.
Un’esperienza che ha portato la musica fuori dai tradizionali spazi dello spettacolo, avvicinandola a persone che, in quel momento, si trovavano in un luogo di cura.
Premi Tenco 2026 alla carriera: tutti i riconoscimenti
La 49ª edizione ha assegnato i Premi Tenco alla carriera, riconoscimenti attribuiti dal Direttivo del Club Tenco ad artisti che hanno lasciato un segno nella canzone e nella cultura musicale.
I premiati sono stati Enzo Avitabile, Manuel Agnelli e Afterhours, Max Manfredi, Frankie hi-nrg mc e Paola Turci.
A questi si è aggiunto un riconoscimento a sorpresa per Antonio Silva, consegnato durante la serata conclusiva del 24 ottobre.
Enzo Avitabile
La motivazione del premio sottolinea il legame tra le radici popolari napoletane e la capacità della musica di attraversare culture e tradizioni differenti.
«Feste popolari e periferie, chiese e fatica, tamburi e fiati, sacro e profano, devozione e rabbia.
Enzo Avitabile ci ha insegnato che solo quando si è fedeli alle proprie radici si può creare una musica universale perché l’identità, quando è consapevolezza, è il passaporto più autentico per attraversare il mondo.
Figlia del ventre popolare di Napoli, la sua musica ha attraversato continenti, lingue e tradizioni con le contaminazioni del jazz, del blues, del funk, delle percussioni africane.
E con collaborazioni che vanno da Pino Daniele a James Brown, da Mory Kante a Manu Dibango, da David Crosby a Enrique Morente, da Francesco Guccini ai Bottari di Portici.
In tempi di frontiere sempre più chiuse, Avitabile dimostra che la musica può costruire non muri, ma passaggi».
Manuel Agnelli e Afterhours
Il riconoscimento celebra il contributo del progetto musicale alla scena italiana dagli anni Novanta a oggi.
«Il Premio Tenco a Manuel Agnelli e agli Afterhours riconosce e valorizza la forza di un progetto che non si è limitato a raccontare il mondo, ma lo ha plasmato per diverse generazioni.
Questo fanno i capostipiti. Dagli anni Novanta a oggi, hanno squarciato la coltre di un benessere plastificato per dare voce alle tensioni nascoste e agli anfratti oscuri del nostro Paese.
Alternando spietata lucidità, timbro aggressivo e malinconica tenerezza, non hanno mai ceduto a compromessi o normalizzazioni. Un viaggio nel buio, un percorso necessario per scorgere una flebile luce di speranza».
Max Manfredi
La motivazione richiama la scrittura indipendente dell’artista e il suo rapporto con la tradizione della canzone d’autore.
«Max Manfredi incarna l’intuizione di Amilcare Rambaldi: premiare la grandezza fuori dalle logiche di mercato. Definito da Fabrizio De André “il migliore di tutti”,
Max è autore di culto per chi non concepisce una canzone d’autore diversa da quella pura e indipendente. La sua scrittura unisce parola, armonia e metrica in uno straordinario strumento di critica al nostro tempo.
A cavallo tra vecchio e nuovo millennio, dimostrò a quanti si piegavano ancora alle vecchie logiche discografiche che Dio non fosse morto, ma era altrove, e che i nuovissimi scenari gli permettevano armi pari con i giganti del mainstream, anche se solo per quei pochi anni di crisi e Luna persa.
Premiarlo oggi, nell’era dell’intelligenza artificiale, è un manifesto civile ed estetico, oltre che un atto di speranza a difesa dell’autenticità umana».
Frankie hi-nrg mc
Il Club Tenco riconosce all’artista il ruolo avuto nello sviluppo del rap d’autore in Italia.
«Il Club Tenco riconosce a Frankie Hi-Nrg MC il suo ruolo storico di primo “rapper cantautore” in Italia.
Con lucida inventiva verbale, ha elevato l’urgenza dell’hip-hop a vera scrittura d’autore. Nel suo flow la parola si fa gesto civile e musicale, capace di trasfigurare la cronaca in parabola
antropologica, con un’attitudine morale ma mai moralistica e praticando, anche nel ritmo serrato e incalzante, quel poetico realismo di chi sa che la canzone può divenire immaginario che parte da concreta attualità.
Frankie ha dimostrato per primo che il rap poteva raccogliere il testimone dei grandi cantautori, aprendo così un varco fondamentale per tutte le generazioni successive».
Paola Turci
Il premio valorizza il percorso dell’artista, dalla prima affermazione con «Bambini» fino all’impegno civile e sociale che ha accompagnato la sua carriera.
«Fin da ‘Bambini’ ha dimostrato che la canzone non è mai un mero esercizio di stile, ma un sismografo del nostro tempo. Da interprete dalla voce calda e graffiante,
Paola Turci si è fatta via via cantautrice a pieno titolo. Ha collaborato con Vasco Rossi, i Tazenda e Francesco De Gregori, ha coinvolto nei suoi progetti Fiorella Mannoia e Carmen Consoli, ha portato nelle piazze e nei teatri di tutta Italia la rivoluzione delle donne nella musica italiana.
Lo sguardo interiore, intimo e profondo, ha sempre dialogato con l’impegno civile e sociale. Perché le ragazze non guardano solo oltre le nuvole, ma in questa parte di mondo vivono giorni di rose tra i fuochi in mezzo al cielo, amando a dismisura».
Antonio Silva: il riconoscimento a sorpresa
Il 24 ottobre, la serata conclusiva all’Ariston si è aperta con un Premio Tenco alla carriera assegnato a sorpresa ad Antonio Silva, legale rappresentante del Club Tenco e storico conduttore della rassegna fino alla scorsa edizione.
A consegnargli il riconoscimento è stata Désirée Lombardi, membro del Direttivo con il ruolo di direttore di palco.
La motivazione ripercorre la sua storia personale e il lungo legame con il Club Tenco:
«La forza propulsiva dell’URSS lo trasformò da irrequieto studente cattolico in giovanissimo sindaco comunista di Ceriano Laghetto.
Era il lungo Sessantotto e la sua strada sembrava segnata: essere un nuovo Masaniello che porta la classe lavoratrice verso il sol dell’avvenire.
Ma, per caso o per gioco, il carro dei Pan Brumisti lo portò a Sanremo e il visionario Amilcare lo ingaggiò come presentatore del Tenco. Amante indefesso della chanson francese, cultore del latinorum ed espressione più pura dell’arte del cazzeggio, ha accompagnato e coccolato diverse generazioni di cantautori sul palco e dietro le quinte dell’Ariston.
Del Tenco è diventato l’anima, dei Dopo Tenco l’animatore. Ma, francesismi permettendo, è anche il passeur de flambeau di un gruppo di amici che ha fatto di un’idea un movimento che, ça va sans dire, guarda al sol dell’avvenire. Dal Brumista a Kavafis, sempre pagato il doppio del compenso dell’anno precedente».
Premio Yorum con Amnesty International Italia a Juan Carlos «Flaco» Biondini
Il Premio Yorum, istituito nel 2020 in collaborazione con Amnesty International Italia, è stato assegnato a Juan Carlos «Flaco» Biondini.
Il riconoscimento è stato consegnato da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
La motivazione mette in relazione la carriera musicale di Biondini, per quasi mezzo secolo al fianco di Francesco Guccini, con la memoria della storia argentina e la difesa dei diritti umani.
«Musicista e compositore raffinato, scudiero per quasi mezzo secolo di Francesco Guccini e amico intimo del Tenco fin dagli albori, con la sua inseparabile chitarra Juan Carlos “Flaco” Biondini ha intessuto melodie, racconti e memorie che, tra milonghe e folk, hanno avvicinato, spinte da un vento di scirocco, la pianura padana alla pampa argentina, il partigiano Johnny a Che Guevara.
La sua vita è anche la memoria di un’Argentina che mezzo secolo fa, dalle piazze, dalle celle dell’ESMA e dall’esilio, ha lottato contro la dittatura, indicando nella difesa dei diritti umani il fondamento imprescindibile per ricostruire una società democratica.
Un grido, quello del “Nunca más”, che continua ad essere un monito da proteggere di fronte a un’ondata autoritaria che tutto vorrebbe sommergere, iniziando dalla memoria del passato».
Premi Tenco all’operatore culturale: riconoscimenti a Cesare Bermani e Andrea Scanzi
Il Direttivo del Club Tenco ha assegnato i Premi Tenco all’operatore culturale a Cesare Bermani e Andrea Scanzi.
Per Bermani, la motivazione riconosce il contributo alla ricerca e alla conservazione della tradizione musicale popolare italiana.
«Leggenda vivente dell’etnomusicologia italiana, è a Cesare Bermani che dobbiamo, così come a Gianni Bosio, Michele L. Straniero o Alessandro Portelli, il salvataggio e la riscoperta dei canti di tradizione orale del nostro paese.
Il suo nome ricorre in tutte le vicende, gli spettacoli, le pubblicazioni discografiche ed editoriali, le battaglie, i dibattiti di quella lunga stagione piena di scienza, ricerca ed impegno noto sotto la triplice ragione sociale di Nuovo Canzoniere Italiano, Dischi del Sole e Istituto Ernesto de Martino. In cui il contributo individuale è stato sempre messo al servizio di un progetto collettivo.
Come in “Ci ragiono e canto” di Dario Fo, di cui fu l’autore insieme a Franco Coggiola. Cesare Bermani ci ricorda che una delle radici essenziali della canzone d’autore è quella fonte popolare pura che fa sgorgare assieme la ninna nanna e l’invettiva, l’inno e la serenata».
Per Andrea Scanzi, il riconoscimento sottolinea il lavoro di divulgazione dedicato ai grandi cantautori italiani attraverso gli spettacoli teatrali.
«Perché da quindici anni racconta i cantautori a teatro con la verve del divulgatore appassionato e dinamico, permettendo alla canzone d’autore di essere storicizzata e conosciuta dalla gente comune.
Il suo amore per figure come Gaber, De André, Graziani o Battiato fa sì che la poetica dei nostri più grandi artisti non resti materia propria di una élite, sofisticata, inavvicinabile, ma diventi – nel cuore pulsante della nostra società, e su larga scala – punto di riferimento esemplare per tempi complicati come quelli che stiamo vivendo».
Premio SIAE 2026 a Francesco Guccini: il riconoscimento consegnato a sorpresa
Tra le sorprese dell’ultima serata all’Ariston c’è stato anche il Premio SIAE 2026 a Francesco Guccini, assegnato il 24 ottobre.
Il riconoscimento richiama il deposito alla SIAE, nel 1967, del brano «Dio è morto», la canzone che ha dato il titolo all’intera edizione del Premio Tenco.
Questa la motivazione:
«Il deposito alla SIAE, nel 1967, del brano Dio è morto, non solo segna l’inizio della straordinaria carriera di Francesco Guccini, ma segna un’autentica svolta nel mondo della musica italiana.
La canzone d’autore entra sempre più al centro della vita civile del nostro paese, in una forma che diventa colta e popolare, politica e intima allo stesso tempo. Le canzoni di Francesco Guccini hanno accompagnato la vita di intere generazioni, regalando spunti di riflessione, emozioni, passioni di cui ancora oggi sentiamo il bisogno e che le rendono immortali».
A consegnare il premio è stato Paolo Franchini, consigliere di gestione della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori. Il riconoscimento è stato ritirato da Juan Carlos «Flaco» Biondini.
Targhe Tenco 2026: tutti i dischi vincitori
La prima serata del 22 ottobre è stata dedicata anche alla consegna delle Targhe Tenco 2026, i riconoscimenti assegnati dal 1984 ai migliori dischi dell’anno nell’ambito della canzone d’autore.
Le opere vincitrici erano state comunicate nel luglio precedente. Il periodo di riferimento per le pubblicazioni premiabili comprendeva i lavori resi disponibili al pubblico dal 1° giugno 2025 al 31 maggio 2026.
Ecco tutti i vincitori:
- Migliore album in assoluto: «Orbit Orbit» (BMG) di Caparezza.
- Migliore album in dialetto: «Amuri Luci» (Narciso Records / ADA Music Italy) di Carmen Consoli.
- Migliore album Opera Prima: «Sta registrando audio…» (Azzurra Music) di Piji.
- Migliore album di interprete: «Avincola canta Carella» (TotoSound / Akkasamia) di Avincola.
- Migliore canzone singola: «Quello che deve essere sarà» (Carosello Records) di Emma Nolde.
- Migliore album a progetto: «80 Buon compleanno Ivan (live in Teramo)» (Officine Pan Idler Tommy, distribuito da Sony Music Italy / evento omonimo a cura di IMARTS – International Music And Arts), prodotto da Filippo Graziani.
Le Targhe vengono assegnate attraverso il voto di una giuria composta da esperti, giornalisti e professionisti del settore musicale, selezionati dal Club Tenco.
Il Direttivo dell’associazione non partecipa alla giuria che vota le opere candidate.
Le informazioni sui riconoscimenti e il regolamento sono disponibili sul sito ufficiale del Club Tenco: albo d’oro delle Targhe Tenco e regolamento delle Targhe.
Tutti gli artisti ospiti del Premio Tenco 2026
Il programma ha coinvolto numerosi artisti, presenti sul palco dell’Ariston e negli appuntamenti organizzati nel quartiere Pigna.
Tra gli ospiti della rassegna figurano Anastasio, Claudia Crabuzza, Fabri Fibra, Sara Gioielli, Francamente, Giulia Mei, Santamarea e Satantango.
Fabri Fibra si è esibito sia insieme a Frankie hi-nrg mc sia in un momento individuale.
Particolare attenzione è stata riservata, come già ricordato, ai quattro finalisti della cinquina della Targa Tenco per il migliore album Opera Prima: Francamente, Sara Gioielli, Santamarea e Satantango.
La loro presenza ha rappresentato una scelta precisa: dare visibilità a percorsi artistici capaci di rinnovare la canzone d’autore, mantenendola aperta a nuovi linguaggi e lontana da qualsiasi forma di omologazione.
Premio Tenco, una storia che parte dal 1974
La Rassegna della Canzone d’Autore si svolge a Sanremo dal 1974 ed è considerata una delle manifestazioni di riferimento per la canzone d’autore italiana e internazionale.
Nel corso degli anni è diventata un luogo di incontro tra artisti, autori, musicisti e operatori del settore.
Le sue origini sono legate al Club Tenco, associazione culturale fondata a Sanremo nel 1972 da un gruppo di appassionati di musica guidati da Amilcare Rambaldi, floricoltore ed ex partigiano.
L’associazione, senza scopo di lucro e autonoma dall’industria musicale, è intitolata a Luigi Tenco e nasce con l’obiettivo di promuovere e sostenere la canzone di qualità, riconoscendo dignità artistica e valore poetico anche alla musica leggera.
Il principio che ne guida l’attività è racchiuso nella dichiarazione fondativa:
«Lo scopo del Club è quello di riunire tutti coloro che, raccogliendo il messaggio di Luigi Tenco, si propongono di valorizzare la canzone d’autore, ricercando anche nella musica leggera dignità artistica e poetico realismo».
Il Premio Tenco 2026 lascia un’eredità che guarda avanti
La 49ª edizione si chiude con un bilancio che comprende numeri importanti, partecipazione del pubblico, attenzione delle nuove generazioni e una presenza digitale in forte crescita.
Ma il dato più significativo è forse la varietà degli spazi coinvolti. Il Teatro Ariston, il Casinò, la sede del Club Tenco, il quartiere Pigna, le scuole e l’ospedale hanno contribuito a costruire una manifestazione che non si è esaurita nella dimensione dello spettacolo.
La dedica a Sergio Secondiano Sacchi, il ricordo di Luigi Tenco, il riconoscimento a Francesco Guccini e l’attenzione verso artisti affermati e nuove voci hanno riportato al centro una domanda: quale spazio può ancora occupare la canzone d’autore in un mondo dominato dalla velocità, dagli algoritmi e dall’omologazione?
Il Premio Tenco 2026 ha provato a rispondere attraverso la musica, la cultura e il confronto.
Perché custodire una tradizione non significa fermarsi al passato. Significa continuare a darle voce, lasciandole la possibilità di cambiare e di parlare anche alle generazioni che verranno.
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