“Don Chisciotte”: il capolavoro di Cervantes torna al cinema nel nuovo film di Fabio Segatori

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Un grande classico della letteratura mondiale torna sul grande schermo con una nuova rilettura cinematografica. “Don Chisciotte”, il nuovo film diretto da Fabio Segatori e prodotto da Baby Films, arriverà al cinema dal 26 marzo, riportando in vita il leggendario cavaliere nato dalla penna di Miguel de Cervantes.

Il film sarà presentato in concorso il 22 marzo alla 17ª edizione del BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival, con proiezione ufficiale alle ore 16.30 al Multicinema Galleria.

Un progetto ambizioso che porta sullo schermo una rilettura fedele ma allo stesso tempo attuale di uno dei personaggi più iconici della storia della letteratura.


Un cast di grandi interpreti

A vestire i panni del leggendario “cavaliere dalla trista figura” è Alessio Boni, che offre un’interpretazione intensa e credibile del protagonista.

Accanto a lui, nel ruolo dell’indimenticabile scudiero Sancio Panza, troviamo Fiorenzo Mattu, che porta sullo schermo un personaggio ricco di umanità e profondità.

Il cast è completato da interpreti di grande esperienza come Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri.

Accanto a loro anche due giovani esordienti: Gabriella Bagnasco, nel ruolo di Dulcinea, e Martina Molinaro, che interpreta Altisidora.


Un Don Chisciotte tra sogno, libertà e disincanto

Il regista Fabio Segatori racconta il cuore del film con una riflessione che tocca il senso più profondo del personaggio:

«Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?»

E aggiunge:

«Intorno a Don Chisciotte c’è il deserto, un Medioevo che non finisce mai. Il cavaliere esorta gli uomini a essere liberi, ma alla fine si rende conto che “la libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati”».

Il film nasce al di fuori delle logiche industriali dominanti, puntando soprattutto sulla forza del testo classico, sul lavoro degli attori e sulla potenza visiva dei luoghi.


alessio_boni_in_don_chisciotte_di_fabio_segatoriIl Sud Italia protagonista del film

Uno degli elementi più suggestivi del progetto è rappresentato dalle ambientazioni.

Girato nell’Alto Ionio tra Basilicata e Calabria, il film attraversa paesaggi aspri e spettacolari: calanchi scolpiti dal vento, castelli medievali affacciati sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.

Il Sud Italia diventa così un vero co-protagonista della storia, trasformandosi in una terra sospesa nel tempo, mitica e reale allo stesso tempo.


Un film fisico nell’epoca dell’intelligenza artificiale

“Don Chisciotte” è stato realizzato con un approccio fortemente materico e concreto.

In un momento storico dominato da immagini digitali e dall’uso crescente dell’intelligenza artificiale, la produzione ha scelto di costruire un vero mulino a vento funzionante alto 12 metri.

Durante una delle scene più spettacolari, Alessio Boni è stato ripreso mentre volava a testa in giù nel cielo, in una sequenza che rappresenta il celebre scontro con il mago Freston, simbolo del nemico della giustizia e della libertà.


La nascita del mito

La storia prende avvio nel 1571, quando Miguel de Cervantes, ferito durante la Battaglia di Lepanto, giace in un ospedale a Messina.

La scena è stata girata in un autentico castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film.

Tra febbre e allucinazioni, Cervantes immagina libri dati alle fiamme: appartengono a Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di trasformarsi in cavaliere errante.

Nasce così Don Chisciotte della Mancia.

Il cavaliere elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e convince Sancio Panza a seguirlo nella sua avventura, promettendogli un castello da governare.


Il sogno ostinato di un’umanità più libera

Don Chisciotte combatte per difendere i più deboli, anche quando questo significa apparire folle o ridicolo agli occhi degli altri.

Sbeffeggiato, umiliato e infine sconfitto, viene riportato a casa in gabbia. Ma per lui una vita senza ideali è impossibile.

La storia si chiude con una potente immagine: nella notte siciliana Cervantes riapre gli occhi.

Dal dolore della guerra, dalla follia e dalla sofferenza è nato Don Chisciotte, simbolo di un sogno ostinato: quello di un’umanità più libera.


Informazioni

Proiezione ufficiale BIF&ST
22 marzo – ore 16.30
Multicinema Galleria

Uscita al cinema:
dal 26 marzo

Produzione e distribuzione: Baby Films
Con il sostegno di Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Calabria Film Commission e Lucana Film Commission, in collaborazione con Rai Cinema.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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