Fiato sospeso fino alla fine al Cinema Caravaggio, gremito in ogni ordine di posto
L’anteprima speciale de “Il vecchio terribile” si è trasformata in una vera e propria esperienza collettiva. Un debutto che ha unito tensione, emozione e applausi prolungati per il mystery/thriller scritto e diretto da Jacopo Marchini, regista visionario con una identità innovativa.
Un progetto sostenuto da SIAE e Ministero della Cultura nell’ambito del programma “Per chi crea”, prodotto da Movi Production, fondata dallo stesso Marchini insieme a Martina Borzillo, entrambi visibilmente soddisfatti per l’accoglienza ricevuta.
Franco Nero
A rendere ancora più speciale la serata, la presenza di Franco Nero, accolto con calore dal pubblico. L’attore, reduce dall’assegnazione della stella sulla Walk of Fame a Los Angeles — un riconoscimento che celebra una carriera straordinaria e il suo contributo al cinema internazionale — ha impreziosito l’evento con la sua eleganza e la sua generosità.
- Il cast de Il vecchio terribile
- Roberta Gulotta Francesca Piggianelli Jacopo Martini
Con grande umiltà ha voluto sottolineare il suo contributo al progetto, precisando di aver interpretato “un piccolo ruolo”, ma non ha mancato di elogiare con convinzione la musica, la regia e le interpretazioni dei giovani attori e attrici, dimostrando concretamente il suo sostegno alle nuove generazioni del cinema.
Un gesto che ha avuto un peso simbolico importante: una grande star, nel pieno del riconoscimento internazionale della propria carriera, che sceglie di mettersi al servizio di un progetto giovane e di credere nei nuovi talenti. Un segnale forte, che ha emozionato la sala e rafforzato il valore di una serata già memorabile.

Francesco Stoia
Un horror psicologico che rifiuta i cliché
Durante il dibattito, Marchini ha condiviso con il pubblico la genesi del film e la sua visione precisa, quasi chirurgica, della tensione narrativa:
“Il tono del film si muove tra l’horror e il mystery, ma rifiuta i cliché del genere per concentrarsi sull’instabilità emotiva, sulla tensione psicologica e sul senso di minaccia latente. Voglio che la paura emerga gradualmente, senza mai essere urlata, fino a esplodere solo nel finale, come esito naturale di una costruzione emotiva precisa e calibrata.”
E ancora, spiegando le scelte stilistiche:
“Ho scelto di eliminare ogni forma di casualità o isteria nella macchina da presa: niente camera a mano, nessun movimento convulso. Tutto è pensato per trasmettere l’idea che quello che vediamo è inevitabile, come se fosse già scritto.”
Parole che trovano piena coerenza nelle immagini: un horror/thriller che lavora sull’attesa, sulla sospensione, sul non detto.
Il cast e l’energia dell’improvvisazione
Presenti in sala tutti i protagonisti: Marco Bullitta, Carolina Gonnelli, Tommaso Tampelloni, Ermanno De Biagi e Sofia Buttini.
È stato proprio Tommaso Tampelloni a condividere un aneddoto legato a un momento di pura improvvisazione sul set: durante una scena, uno dei personaggi ha inveito spontaneamente e fuori copione contro Carolina Gonnelli e Marco Bullitta mentre scendevano dall’auto. Un’esplosione nata dall’istinto, che ha conferito alla sequenza una forza e un’autenticità ancora maggiori, rendendola particolarmente intensa.
Carolina Gonnelli ha invece condiviso la rapidità sorprendente con cui il progetto ha preso forma: il cortometraggio è stato girato appena un mese fa e si è sviluppato in modo incredibilmente intenso in pochissimo tempo.
Visibilmente commossa, Sofia Buttini ha ringraziato il cast per averle dato la possibilità di inseguire il suo sogno, nonostante fosse stata coinvolta nel progetto senza prove preliminari. Ha raccontato come, in una scena particolarmente delicata, lo sguardo di Franco Nero le abbia permesso di tirare fuori un’emozione autentica, quasi naturale.
Una produzione coraggiosa
Martina Borzillo, compagna nella vita e nel lavoro di Jacopo Marchini, ha evidenziato come i contenuti horror e thriller trovino spesso difficoltà nel sistema distributivo. Portare avanti progetti di questo tipo è, in parte, un azzardo.
Ma è proprio la passione a spingere la produzione a credere in questo percorso, con l’idea futura di sviluppare un progetto seriale sulla stessa linea narrativa.
Le maestranze e gli ospiti
Fondamentale il lavoro della squadra tecnica:
Diego Buonanno (direttore della fotografia), Armando Marchetti (compositore Vfx), Simone Ferroni (sound designer), Anna Rita Severini (make up artist), Samuel Amodeo (scenografo), Silvio Tufanari (direttore di produzione).
Numerosi gli ospiti presenti, tra cui gli attori Liliana Fiorelli, Stefano Giannino, Giorgio Belli, Francesco Venerando, Daniela Giordano.
Tra le altre personalità intervenute: Francesco Stoia, bassista dei Tiromancino, l’artista Roberta Gulotta, i registi Giorgio Caporali, Bianca Marcelli, Riccardo Ferrero.
Presente anche l’Accademia Griffith, rappresentata da Valentina Ramaglia.
Un grande ringraziamento a tutta la stampa e tv che hanno partecipato.
La serata è stata coordinata da Francesca Piggianelli e immortalata dagli scatti di Paola Caputo.
Un brindisi e un inizio
Al termine della proiezione, applausi lunghi, commenti entusiasti e un brindisi collettivo hanno suggellato una serata che segna l’inizio di un percorso ambizioso.
“Il vecchio terribile” non è solo un cortometraggio: è la dimostrazione che il cinema indipendente, quando è sostenuto da visione, coraggio e talento, può riempire una sala e lasciare il segno.
E a giudicare dall’energia respirata al Cinema Caravaggio, questo è solo il primo capitolo.
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