Venerdì 20 febbraio al Teatro Sistina non è andato in scena soltanto un musical. È andata in scena una storia vera, dolorosa, che ancora oggi interroga le coscienze.
Il ragazzo dai pantaloni rosa, diretto da Massimo Romeo Piparo con l’adattamento firmato insieme a Roberto Proia, racconta la vicenda di Andrea Spezzacatena, il quindicenne romano vittima di bullismo e cyberbullismo.

Arisa
Tutto parte da un dettaglio, un paio di pantaloni diventati rosa dopo un lavaggio, trasformato in motivo di scherno continuo. Ma Andrea portava dentro molto di più: il dolore per la separazione dei genitori, la fragilità di un equilibrio familiare spezzato; l’allontanamento, seppur temporaneo, di Sara, l’amica del cuore, che per lui rappresentava un rifugio sicuro; e poi l’episodio più crudele, quando alcuni compagni gli tesero una trappola convincendolo a travestirsi da donna per poi filmarlo e diffondere tutto sui social.
Umiliazione pubblica, amplificata dalla rete. Cattiveria che si è sommata a ferite interiori già profonde.
Sul palco Andrea prende vita in due dimensioni. C’è il ragazzo, fragile e pieno di luce, interpretato da Samuele Carrino, e c’è la sua voce narrante, affidata a Christian Roberto, che accompagna il pubblico dentro i pensieri, quasi fosse una coscienza che osserva e racconta. Accanto a loro Sara Ciocca, delicata e credibile, mentre il ruolo della madre è affidato a Rossella Brescia, intensa e profondamente vera.
- Giorgia Wurth
- Francesco Arca e Irene Capuano
- Sebastiano Somma e la moglie Morgana Forcella
- Stefania Orlando, Anna Pettinelli
In platea, visibilmente commossa, c’era Teresa Manes, la mamma di Andrea, autrice del libro da cui è nato prima il film e ora questo musical. La sua presenza non era solo simbolica: era il cuore stesso della serata. Non una semplice spettatrice, ma una madre che continua a trasformare il dolore in testimonianza.
Il teatro era sold-out. Nel foyer, prima e dopo lo spettacolo, si formavano file davanti al cartonato con i pantaloni rosa: tutti volevano una foto con quel simbolo che da motivo di scherno è diventato segno di consapevolezza.
La musica, pop e rock italiano, accompagna e amplifica ogni passaggio. E quando, nel finale, tutto il cast e gli autori sono rientrati in scena indossando un paio di pantaloni rosa, il pubblico si è alzato in piedi. Una standing ovation lunga, sentita. Poi è stata chiamata sul palco Arisa, che ha regalato un’interpretazione intensa di Canta Ancora, brano portante dello spettacolo e premiato con il Nastro d’Argento. Un momento che ha chiuso la serata con un’emozione collettiva difficile da dimenticare.
- Gabriella Sassone e Miria Maiorani
- Gennaro Marchese
In sala si respirava partecipazione vera. Tra il pubblico si notavano volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura: Silvia Salemi ha seguito lo spettacolo con evidente trasporto, mentre Sveva Sagramola osservava con l’attenzione di chi è da sempre sensibile ai temi sociali. Poco distante, Francesco Arca con la moglie Irene Capuano fotografatissimi, così come Stefania Orlando e Anna Pettinelli, particolarmente vicina alle dinamiche del mondo giovanile.
Presenze che raccontano mondi diversi: il maestro Gianni Mazza, memoria musicale del nostro Paese; Alda D’Eusanio, da sempre sensibile alle tematiche sociali; Donatella Pandimiglio, voce teatrale che ben conosce il valore della scena; Roberta Lanfranchi e Pierfrancesco Pingitore, insieme a Sebastiano Somma, elegante accanto alla moglie Morgana Forcella.
Tra una stretta di mano e un abbraccio si riconoscevano anche Edy Angelillo, Giorgia Wurth, il ballerino Simone Di Pasquale, e volti amatissimi della tv come Paolo Conticini, Beppe Convertini e Luca Capuano.
Presente anche Stefano Coletta, Direttore Rai, a sottolineare l’importanza culturale dell’evento, Alessandro Cardente, presidente dell’Associazione Empaticamente, che lavora proprio sulla diffusione della cultura dell’empatia, parola chiave di questo spettacolo. E Sara Pastore, che ha recentemente presentato un brano contro il bullismo, in perfetta sintonia con il messaggio della serata.
Tra i giornalisti, lo sguardo esperto di Gabriella Sassone, impegnata in Rai per il commento al Festival di Sanremo, e la nostra direttrice Miria Maiorani, profondamente toccata.
E poi i sorrisi di Santino Fiorillo, l’eleganza del makeup artist Gennaro Marchese, la presenza dello scrittore Niky Marcelli. A orchestrare tutto con discrezione e professionalità la press office del Sistina, Federica Fresa.
Ma oltre i nomi e le luci, resta l’immagine più forte: un teatro pieno, in piedi, unito sotto il simbolo di un paio di pantaloni rosa.
Questo musical non è solo uno spettacolo. È un invito a fare attenzione alle parole, ai gesti, alle risate che possono ferire.
E venerdì sera, al Sistina, quel messaggio è arrivato forte. Fortissimo.
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