Piotta spiazza e emoziona: “Si riparano ricordi” è un viaggio intimo tra dolore, memoria e rinascita

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Dalle crepe nasce la bellezza: un racconto musicale tra assenza e rinascita

Ascoltando Si riparano ricordi, il nuovo album di Piotta, la prima sensazione è molto semplice: questo è un disco che non nasce per caso. È un lavoro necessario, quasi inevitabile, che prende forma da un’esigenza profonda e personale.

Piotta non si nasconde. Non addolcisce niente, non prova a rendere più “facile” quello che racconta. E forse è proprio questo che arriva di più.

Non è un album sul dolore, è un album dentro il dolore. Il fratello Fabio non è solo un ricordo: è come se fosse ancora lì, dentro le canzoni, nelle parole e anche nei silenzi. Piotta non prova a chiudere ciò che non può essere chiuso.

E questa è la sua forza: il disco non prova a sistemare le cose o a darti una risposta. Ti fa capire che certe perdite non si superano, si portano con sé.

Anche musicalmente si sente che qualcosa è cambiato. Il rap c’è ancora, ma è più pensato, più sentito. Le parole contano più del ritmo, vengono prima.

Dentro questo percorso c’è anche un’idea molto chiara: quella del kintsugi, l’arte giapponese che ripara gli oggetti rotti mettendo in evidenza le crepe.

si-riparano-ricordi-cover-3000pxQui funziona allo stesso modo: le ferite non vengono nascoste, diventano parte della bellezza. Non si torna come prima, si diventa qualcosa di diverso.

Una parte importante del lavoro è anche la collaborazione con Francesco Santalucia, che insieme a Piotta costruisce il suono dell’album. Il risultato è un mix tra rap, cantautorato e sonorità più moderne. La musica non invade mai, accompagna.

Poi ci sono le collaborazioni, tante, ma tutte con un senso. Non sono messe lì per fare numero. Dentro il disco troviamo Simone Cristicchi, Tormento, Frankie hi-nrg mc, Giuliano Logos, Remo Remotti, Fabrizio Bosso, Piero Ciampi e Davide Toffolo. Ognuno porta qualcosa, senza mai rompere l’equilibrio del disco.

Tra tutti, colpisce molto l’omaggio a Remo Remotti. Non è un semplice tributo, ma qualcosa di più sentito. Piotta riprende il suo modo di raccontare, tra poesia e realtà, e lo inserisce dentro il suo mondo. Anche la reinterpretazione di Mamma Roma, brano già noto, entra perfettamente nel disco e diventa uno dei momenti più forti.

Si riparano ricordi è un album che non urla, ma resta. Che non semplifica, ma accompagna.

E alla fine, quando si chiude, la sensazione è chiara: non hai solo ascoltato della musica, hai attraversato qualcosa.

In attesa del tour, Piotta presenterà dal vivo il nuovo lavoro sabato 11 aprile a Roma (Largo Venue) e venerdì 17 aprile a Milano (ARCI Bellezza).

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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