Scoppia il caso sui contributi pubblici al cinema: il documentario su Giulio Regeni resta fuori dai finanziamenti del Ministero della Cultura, e le principali associazioni di autori chiedono ora un confronto urgente sui criteri adottati.
A sollevare la questione è il coordinamento composto da 100autori, ANAC, WGI, AIR3, AIDAC e ACMF, che ha analizzato le graduatorie relative alla prima sessione 2026 dei contributi selettivi.
Esclusioni che fanno discutere
Secondo le associazioni, tra i progetti esclusi figurano opere che, per qualità e rilevanza, apparivano meritevoli di sostegno pubblico.
Tra queste, il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, diretto da Simone Manetti, già realizzato e presentato in numerosi festival.
Un’opera che, sottolineano gli autori, è stata accolta positivamente dalla critica, che ne ha evidenziato:
- il forte valore testimoniale
- la capacità di mantenere alta l’attenzione sul caso Regeni
- il coraggio nell’affrontare un tema ancora aperto e sensibile
Per molti osservatori, il film rappresenta una vera e propria operazione di memoria pubblica e denuncia.
“Decisione difficile da comprendere”
Proprio per queste ragioni, l’esclusione dal finanziamento viene definita dalle associazioni come una scelta “difficile da comprendere” e penalizzante per il regista e la produzione.
Pur evitando confronti diretti con i progetti selezionati, il coordinamento sottolinea come il caso sollevi interrogativi più ampi sull’intero sistema di valutazione.
Il nodo delle commissioni
Al centro della polemica c’è il tema delle competenze di chi assegna risorse pubbliche.
Secondo le associazioni:
- la valutazione di sceneggiature e documentari complessi richiede competenze specifiche
- i criteri di selezione degli esperti dovrebbero garantire massima trasparenza e qualità
Un tema già sollevato in passato ai ministri Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli.
Oggi, pur riconoscendo la presenza di alcune figure di alto profilo, il coordinamento ritiene che tali criteri non siano stati pienamente rispettati nella composizione complessiva delle commissioni.
Richiesta di confronto urgente
Le associazioni tornano quindi a chiedere alla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura un confronto immediato sulle modalità e sui criteri utilizzati per le valutazioni.
L’obiettivo è portare il tema al centro del progetto di riforma del sistema di sostegno pubblico al cinema e all’audiovisivo, considerato fondamentale per garantire:
- credibilità
- trasparenza
- efficacia nell’assegnazione delle risorse
Un caso destinato a far discutere, che riaccende il dibattito su come vengono sostenute le opere culturali in Italia e su quali criteri debbano guidare le scelte pubbliche.
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