A Palma Campania la tradizione sfida l’AI e premia le eccellenze come a Hollywood
Dal 7 al 17 febbraio 2026, Palma Campania (Napoli) diventa il cuore pulsante di una tradizione che non ha eguali al mondo. Qui il Carnevale non sfila su carri di cartapesta, ma prende vita attraverso ago, filo, musica e corpo, in un’opera collettiva che affonda le sue radici agli inizi dell’Ottocento e che ancora oggi si rinnova senza perdere la propria identità.
È il Carnevale in Quadriglie di Palma Campania, l’unico in Italia — e tra i pochissimi al mondo — a basarsi su una struttura coreografica, sartoriale e musicale interamente artigianale, documentata da fonti storiche che ne attestano la continuità secolare. Una tradizione che trasforma il paese alle pendici del Monte Sant’Angelo in una sorta di Hollywood a cielo aperto, dove però a vincere non è l’algoritmo, ma l’Intelligenza Artigianale.
Stefano Fresi “ambasciatore” 2026: il ciak è pronto
A dare ufficialmente il via all’edizione 2026 sarà Stefano Fresi, amatissimo attore e musicista, scelto come Ambasciatore del Carnevale. Un ruolo simbolico ma centrale, che lo vedrà guidare una giuria chiamata ad assegnare i veri e propri “Oscar” della tradizione.
Come nei grandi Festival del Cinema, il Carnevale si aprirà con un Red Carpet il 7 e 8 febbraio, sul quale sfileranno le 9 storiche Quadriglie, per un totale di oltre 2.000 protagonisti: un esercito di artisti, artigiani, musicisti e performer pronti a contendersi i premi per miglior regia, colonna sonora, scenografia, opera sartoriale e molte altre categorie.
Nessun carro, nessun digitale: qui tutto è cucito e suonato dal vivo
A Palma Campania non esistono carri allegorici costruiti con colla e giornali. Qui nulla si incolla, tutto si cuce. I costumi sono opere sartoriali monumentali, frutto di mesi di lavoro manuale. Anche la musica rifiuta il digitale: le Quadriglie sono accompagnate da strumenti della tradizione napoletana come scetavajasse, putipù e triccaballacche, che danno vita a un’orchestra primitiva, fisica, travolgente.
Un linguaggio performativo che, pur non rifiutando la tecnologia, risponde alla contemporaneità con la forza del Made in Campania, mettendo in scena vere e proprie epopee teatrali dal vivo, con oltre 200 elementi per ciascuna Quadriglia.
Un evento corale sostenuto dal territorio
Il Carnevale è reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e comunità: dal Sindaco Nello Donnarumma all’Assessore al Carnevale Nello Nunziata, dalla Fondazione Carnevale, presieduta da Nicola Montanino, alla direzione artistica di Luca Lombardo, trasformista e artista poliedrico con una carriera ricca di successi teatrali e televisivi in Italia e all’estero.
Una giuria stellare e ospiti d’eccezione
Accanto a Stefano Fresi, una giuria e un parterre di ospiti che uniscono teatro, cinema, tv e cultura contemporanea. Tra i nomi confermati: Elena De Curtis (nipote di Totò), Paolo Ruffini, Julien Cottereau — stella del Cirque du Soleil e vincitore del Premio Molière — Augusto Fornari, Luca Ramacciotti.
Presenti anche Emanuela Fresi, Veronica Gonzales, gli influencer Teresanna, Le Twinsisters, Jey Lillo, Alberto Pagnotta, l’attore clown Pippo Crotti. Ampia la rappresentanza campana con Ciro Giustiniani, Le Ragazze di Iconica, Mario Zinno, il ventriloquo Antonio Diana, i comici Salvatore Gisonna, Marco Cristi, Mago Elite, la speaker Fabiola Ciminella e il fotografo Carlo William Rossi.
Il Piazzale delle Meraviglie e l’economia circolare della bellezza
Accanto alle Quadriglie, spazio anche al Piazzale delle Meraviglie, con un circo senza animali, aperto ad artisti di fama internazionale e a chiunque voglia esprimere il proprio talento. Un Carnevale che non si limita allo spettacolo, ma diventa esperienza sensoriale totale.
I preziosi costumi, una volta dismessi, non vengono abbandonati: alcuni entrano nel Museo del Carnevale, altri rientrano in un sistema di economia circolare della bellezza, dando nuova vita alle opere dell’ingegno.
Più che un Carnevale, un’opera vivente
Le esibizioni principali delle Quadriglie si terranno il 14, 15 e 17 febbraio, divise in due gruppi. Ma Palma Campania, per dieci giorni, è molto di più: un palcoscenico multietnico, magnetico, senza tempo, dove il Carnevale smette di essere una festa e diventa arte collettiva.
Chiamarlo solo “Carnevale” è riduttivo. Qui va in scena una produzione monumentale, irripetibile, che dimostra come la tradizione — quando è viva — sappia parlare al presente più di qualsiasi algoritmo.
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