Teatro Tor Bella monaca
di Paolo Triestino
regia Paolo Triestino
da un’idea di Matteo Cirillo
con Viviana Toniolo, Paolo Triestino, Matteo Cirillo
e con Matteo Montaperto, Federica Calderoni
luci Alessandro Nigro
scena Francesco Montanaro
costumi Lucrezia Farinella
decorazioni pittoriche Ilaria Pergolesi
animazioni Valeriano Spirito
È vero, ormai siamo così abituati ad internet ed ai social, che come riportato la presentazione dello spettacolo: “Se non sei su internet non esisti!”
Si tratta di un’affermazione dileggiante e che non nasconde un senso di superiorità (seppur superficiale) di chi la pronuncia. Ma di fatto spesso e volentieri risponde a realtà, in qualche modo chi rifiuta questa nuova realtà viene ostracizzato.
La commedia tratta proprio questo argomento, bilanciando momenti comici a momenti più profondi e toccanti se non drammatici, che sanno colpire lo spettatore, sensibilizzarlo e farlo riflettere. Una commedia che alla fine parla di noi e del nostro rapporto con questo invadente sistema di relazione, che forse nasconde il timore di interagire direttamente con il prossimo mettendo in gioco i propri sentimenti, cosa che dietro uno schermo non accade e dove ci si sente protetti.
Due genitori, interpretati da due grandi del teatro come Viviana Toniolo e Paolo Triestino, che ricordano in questo frangente la coppia Vianello-Mondaini, vengono spinti quasi con una punta di masochismo nel mondo dei social dal figlio Mario interpretato da un comicissimo Matteo Cirillo.
L’anziana coppia palesa subito le proprie diffidenze e ritrosie per questo ambiente sconosciuto e lontano dai loro canoni, ma per accontentare l’insistente figlio si fanno pian piano coinvolgere, prima la madre, che poi trascina dietro anche il marito. Entrambi ne rimarranno completamente travolti, tanto da arrivare ad organizzare una festa per il primo anno di amicizia sui social!
La coppia è divertentissima sia nella fase del rifiuto, sia in quella in cui si affaccia su questo mondo utilizzando goffamente tutti quei termini tecnici ormai conosciuti, ma che loro storpiano in maniera assolutamente divertente.
Queste uscite rubano ovviamente risate e strappano applausi. Devo dire numerosi e sentiti, e non solo in concomitanza con la fine di ogni scena ma soprattutto quando il testo tocca dei momenti cruciali. Un grande coinvolgimento del pubblico, che raramente ho visto in altri spettacoli.
Questo conferma che il tema tocca tutti. L’apoteosi si raggiunge quando il riottoso marito si ritrova completamente invischiato e dipendente da Facebook, diventando una sorta di macchietta, proprio come quelle che criticava e detestava.
Le dinamiche sono molto divertenti e neanche così esasperate. I due si trasformano in adolescenti sempre con la testa china sul PC o sullo smartphone per controllare impazientemente l’arrivo di notifiche e commenti. Un modo ironico ma anche realistico con cui il testo rappresenta e denuncia il nostro mondo. Triestino e la Toniolo sono bravissimi in questo ruolo, tanto credibili da far affiorare la loro critica in modo molto naturale.
Il figlio dapprima è divertito dalle loro reazioni, poi è sorpreso e infine basito, sgomento. La cosa gli è completamente sfuggita di mano, ha creato involontariamente due mostri!
In un’altra scena Mario (Matteo Cirillo) discorre con il migliore amico (Matteo Montaperto), barman in un locale; poco concentrato sulla conversazione perché anche lui fortemente distratto dal cellulare, ma all’improvviso si accorge di una cantante con una bellissima voce.
Resta profondamente affascinato da Martina (Federica Calderoni) e le chiede il contatto social, ma la ragazza risponde di non usare i social. Evidentemente preferisce avere contatti diretti con le persone piuttosto che postare, taggare, bannare.
Accade allora qualcosa di inaspettato, presentato in maniera esilarante e a allo stesso tempo drammatico. Grazie all’ausilio video che supporta egregiamente una buona parte dello spettacolo, Mario fa un sogno in cui interloquisce con una specie di identità olimpica: il signor Facebook gli appare in sogno per dissuaderlo dalla scelta di uscire dal social. L’idea è ben congegnata, efficace, divertente ma anche di sapore amaro.
Con questo gesto il ragazzo finisce per condannarsi ad un limbo in cui non lo riconoscerà più nessuno, né i suoi amici né i suoi genitori. Di fatto non esiste più, si ritrova in una dimensione parallela dove l’unico a riconoscerlo è proprio la cantante, condannata alla stessa sorte.
La surreale commedia è ispirata al corto “Internet sparito”, vincitore di una trentina di premi in vari festival. Partorito dalla geniale mente di Matteo Cirillo, “Gli Internettuali” è una commedia che parla di noi, delle nostre prigioni, delle debolezze e degli eccessi.
Non demonizzo i social, da quando esistono ho rintracciato persone perse di vista da tanti anni e ne ho conosciute altre che hanno i miei stessi interessi e che vivono nella parte opposta del mondo; ho avuto l’opportunità di conoscere realtà sconosciute e condividere le mie passioni, scoprire gruppi musicali, libri, luoghi, musei in cui non avrei mai messo piede e soprattutto, cosa molto importante per me, rimanere in contatto con il mondo del teatro.
Ma di contro vedo quanto i social possano divenire una trappola se si rimane invischiati in diatribe o in notizie false. L’ago della bilancia siamo noi e il nostro senso di responsabilità.
La coppia Triestino-Toniolo è strepitosa, divertente con i suoi battibecchi e gli sfondoni. Attente e curate le trasformazioni da una fase all’altra attraverso battute ed escamotage efficaci.
Matteo Cirillo veste bene i panni del suo personaggio; a volte fa fatica a trattenersi mentre la Toniolo e Triestino si ingarbugliano con i termini dei social, litigano con gli altri fruitori ed entrano nel panico per i malfunzionamenti della connessione. Simpaticissimo il distratto Matteo Montaperto, sempre incollato al cellulare, e la deliziosa Federica Calderoni, che ci regalerà anche dei brani cantati dal vivo.
Il cast, quindi, esalta la storia, accompagnati da brani conosciuti italiani e stranieri e su una scenografia curata anche con eccellenti inserti video che danno una marcia in più alla commedia.
Riporto una frase iconica che presenta lo spettacolo
“… per arrivare al pubblico, la via migliore è quella della commedia. Quando la gente si diverte, è più disponibile, crede in te. Non puoi ridere con qualcuno che non ti piace. E quando ridono, cadono le difese e allora cominciano ad essere interessati a quello che hai da dire, al messaggio. Frank Russell Capra, nato Francesco Rosario Capra:
uno dei registi più importanti di Hollywood, autore di film memorabili, commedie e apologhi morali.
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