“Mutuo soccorso”

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Teatro Portaportese
Scritto da Stanzione, Di Palma e Di Renzo
Regia Bruno Stanzione
Con Fabrizio Di Rienzo, Marina Vitolo, Titti Cerrone, Massimo Valentini, Federico Nelli

Dopo un periodo di letargo, ecco riapparire sulla scena Fabrizio Di Renzo con questa nuova, divertentissima e anche riflessiva commedia sulla nostra Sanità.

Un prodotto maturato dopo una sua esperienza di ospedalizzazione. Guardandosi in giro insieme ai suoi colleghi sceneggiatori, Fabrizio riesce a trovare nella vita di tutti i giorni spunti per intrattenerci e divertirci, aggiungendovi una punta di pungente critica.

mutuo soccorsoL’attore si circonda di un cast valido e navigato e qualche volto nuovo, con cui riesce sempre a soddisfare le aspettative del numeroso pubblico che accorre alle sue proposte. Il teatro è pieno e le tante richieste per assistere allo spettacolo lo costringono ad aggiungere nuove repliche. Non male se si considera che l’evento non è stato pubblicizzato se non attraverso un tam tam tra amici, conoscenti e fan della vecchia guardia.

La locandina è allettante e ben confezionata, vi si riconoscono nitidamente, seppur attraverso un tocco fumettistico, gli attori partecipanti a questa nuova impresa.

Ecco, allora, che il Teatro Portaportese si trasforma nella giusta location per questa storia. La scenografia ripropone la corsia di un ospedale nei suoi dettagli con i letti, i separé, i comodini, gli strumenti per ogni esigenza dei pazienti e perfino la mappa della struttura con le vie di fuga in caso di evacuazione. E poi il quadretto con la Madonnina e il cartello che indica il wc…

La storia, camuffata da commedia, è a tratti irriverente. Tra le righe leggiamo un aspro ritratto della situazione sanitaria italiana, di chi vi opera e delle critiche condizioni in cui si trovano i pazienti. Sappiamo bene come facciano fatica a funzionare bene gli ospedali e i pronto soccorso, e come le attese per una visita siano bibliche. A meno che non si abbia qualche santo in paradiso, è difficile, per i malati, vedersi assicurati i propri diritti. Malati a volte costretti a rivolgersi alla sanità privata, se le loro tasche lo consentono…

All’apertura del sipario troviamo due degenti: uno giovanissimo e fortunato con il padre benestante e ammanicato, in grado di far curare il figlio in una struttura pubblica; l’altra una persona di mezza età, piuttosto intimorita di quello che può accadergli a seguito di un intervento appena subito.

Fanno da contorno una chirurga piuttosto opportunista, spocchiosa, ma capace di disponibilità e gentilezza con il degente giusto… Poi troviamo una singolarissima suora dal chiaro e spiccato accento partenope, le cui invocazioni a santi dai nomi improbabili che rimano con le sue perle di saggezza fanno ridere di cuore; e poi c’è un allegro e giovane portantino tik toker.

Intanto si palesa subito l’ inevitabile scontro generazionale tra i due pazienti a causa degli opposti punti di vista nei riguardi della vita, in cui si inserisce efficacemente l’imberbe portantino. Le loro discussioni coinvolgono con un effetto corale il pubblico più o meno giovane che, come sul palco, attraverso il linguaggio diverso si immedesima con l’una o l’altra parte. Il risultato è un mix irresistibile di battute riuscite e fulminanti che funzionano piuttosto bene.

C’è posto anche per una stoccatina critica sulla disparità nel mondo del lavoro e sulle difficoltà di inserimento della donna, ma si parla anche di raccomandazioni, clientelismo e soprattutto della discutibile gestione del sistema sanitario.

Gli attori

Fabrizio Di Renzo sembra non recitare tanto appare come fosse se stesso: naturale, schietto, sarcastico, pungente sempre pronto alla battuta verace.

Dopo un breve, timido inizio, gli tiene subito testa Federico Nelli, che finisce per contendersi con lui la scena come fa un ottimo antagonista che dialoga a colpi di battute sarcastiche e velenose strappate alla quotidianità.

Massimo Valentini è uno scoppiettante bambinone che preferirebbe fare più l’influencer che le medicazioni. Esuberante, un po’ immaturo e superficiale, risulta energico e assai divertente con le sue continue intromissioni.

Titti Cerrone dona al personaggio una simpatica antipatia. Determinata ed opportunista, nasconde un lato sensibile attraverso una recitazione che sa dosare questi due distinti aspetti. Non le manca una buona dose di comicità.

mutuo soccorsoMarina è Vitolo semplicemente esplosiva, vivace ed estroversa; non disdegna momenti di esagerata severità attraverso comicissimi sproloqui ingarbugliati. Anche lei, dietro un’apparente intransigenza, cela un cuore tenero che scoprirete piacevolmente a teatro.

I due giovani attori Federico e Massimo si inseriscono con una spiccata personalità chiudendo il cerchio con Marina, Fabrizio e Titti, attori navigati ed esperti. Insieme creano una bella sinergia che riesce ad intrattenere e divertire i presenti.

Il punto di forza della commedia è far ridere facendo trasparire tematiche più serie grazie ad un testo fluido, scorrevole, veloce e diretto, farcito di sana comicità partorita dagli autori Di Palma, Stanzione e lo stesso Di Renzo.

Bella l’idea di dividere le scene con degli improvvisi bui che spiazzano lo spettatore e lo sorprendono piacevolmente con un effetto scenico ben sincronizzato dall’attento gioco di luci e con una colonna sonora che crea un’atmosfera scoppiettante.

Questa soluzione raggiungerà l’apoteosi nei saluti finali, quando sarà davvero difficile capire come e dove troveremo gli attori in scena che intanto raccolgono i loro meritati applausi.

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