Come fosse amore

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Teatro de Servi
di Marco Cavallaro
regia di Marco Cavallaro

con Anna Bellucci, Marco Cavallaro, Alessia Francescangeli, Ludovica Bei, Peppe Piromalli, Margherita Russo.

Torna il simpaticissimo Marco Cavallaro con una nuova proposta. Al tema trattato è molto affezionato e ne ha ricavato sempre grande successo: l’amore. “That’s Amore”, “Se ti sposo mi rovino” e “Amore sono un po’ incinta” sono le commedie che hanno preceduto quella di stasera. Marco, oltre che un bravo attore, è un prolifico autore; le sue commedie sanno divertire e catturare il suo pubblico che lo segue fedelmente. È noto anche all’estero, dove le commedie sono tradotte in varie lingue e hanno grandi riscontri.

Questa volta Marco affronta l’amore attraverso l’ottica femminile. Incontriamo tre giovani donne che dopo aver raccolto i pezzi dei propri rapporti sentimentali, alquanto scoraggiate e frustrate si rivolgono ad una psicologa per affrontare il lutto emotivo; ma non sanno che anche la terapeuta ha il cuore infranto.

Le tre donne sono caratterialmente differenti ma tutte cercano, attraverso la professionista, di tornare ad aprirsi e ricominciare ad amare. Riuscirà la terapeuta a salvarle da questo buio momento a ritrovare anche lei l’autostima per riconciliarsi con l’amore? Per farlo le servirà la complicità di un uomo. Ed ecco apparire Marco, che subito si innamora perdutamente della dottoressa, che però lo snobba. La chiave per sbloccare la professionista sta nelle sue pazienti. Se loro riusciranno a lasciarsi andare grazie al suo aiuto, allora anche lei si sentirà in diritto di poterlo fare. Inutile dirvi cosa escogiterà Marco…

Il grande Marco Cavallaro è Ettore, un simpatico romanticone che crede nell’amore ma sa che è un’ impresa difficile trovarlo. Luigi (uno strepitoso Peppe Piromalli) è il gestore di un locale, a suo dire un grande esperto di donne che cercherà di aiutare il suo amico Marco nell’impresa di fare innamorare la donna, interpretata divinamente da una strabiliante Alessia Francescangeli che riesce a dare vita ad un personaggio schietto, diretto e vero, facendone emergere con naturalezza le sue fragilità. Davvero una grande prova, la conoscevo attraverso i suoi video sul web con “I due e mezzo”, e già lì si era mostrata bravissima; stasera mi ha colpito la sua capacità di far spiccare il suo personaggio senza adombrare gli altri, anzi entrando in perfetta sintonia con loro.

Le sue pazienti sono deliziose come lei, ognuna con una sua particolarità.

Roberta è una sensuale e altezzosa snob interpretata da una fantastica Anna Bellucci. Anche lei l’ho seguita in simpaticissimi corti sul web e l’ho vista interpretare una bella parte nel film “Freaks out” di Mainetti. Anna adotta una serie di movenze da prima donna e in seguito si scoprirà, nonostante la sua raffinatezza, amante dell’uomo rozzo.

Giselle è una dolce ragazza dai comportamenti adolescenziali, un po’ svampita, stravagante ma con un aspetto di donna prosperosa che cozza con il suo carattere. Salta da un letto all’altro nella ricerca di una sua moderata sessualità e dell’uomo della sua vita. È interpretata in maniera efficace da una divertente, esuberante e simpaticissima Ludovica Bei, che ho seguito sul web in spezzoni di esilaranti monologhi. Spassosa e confusionaria, Ludovica rende il suo personaggio frizzante e imprevedibile.

Poi c’è Laura, amante della cultura e dell’arte, alla perenne ricerca di un uomo con i suoi stessi gusti, peraltro molto particolari. Lei è la deliziosa e dolcissima Margherita Russo, sembra una mite professoressa, sobria nel vestire e con gli occhiali da intellettuale che riescono in parte a nascondere una sensualità che riaffiora prepotentemente ogni qualvolta pensa di aver trovato l’uomo giusto.

Le attrici, con le loro evidenti grandi capacità recitative, hanno caratterizzato i personaggi rendendoli comici senza mai snaturarli o ridicolizzarli.

Non da meno sono Marco e Peppe, che si travestono continuamente negli improbabili uomini che le donne incontrano nei vari appuntamenti. I due si rivelano affiatati e complici, con grande maestria si spalleggiano e insieme alle ragazze danno vita a scenette rocambolesche e divertenti.

Lo spettacolo, seppur con ironia, riesce a toccare con profonda attenzione e garbo l’emotività femminile esaltandola attraverso i suoi paradossi. Mentre i maschi cercano vanamente di capire l’animo femminile, le donne manifestano continuamente le loro singolarità che tanto li destabilizzano. Intelligente e sensibilmente attenta risulta quindi la visione dell’intimo femminile proposta da Marco.

Nel vortice della comicità, la scenografia cambia di continuo: una parte del palco ruota e dà vita ad ambienti sempre diversi e curati nei minimi dettagli. Anche i costumi cambiano frequentemente ad ogni scena. Un plauso anche ai tecnici dietro le quinte, il cui invisibile lavoro ha permesso che tutto funzionasse al meglio.

Le scene infatti si susseguono molto velocemente, con i personaggi che entrano ed escono di continuo in un susseguirsi mozzafiato e con un ritmo incalzante.

Lo spettacolo è davvero molto diverte e anche profondo. Un altro bel colpo assestato di Marco Cavallaro.

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