C’è un bar dove il tempo si è fermato agli anni ’70. Le macchinette del caffè sbuffano, i telefoni sono ancora a disco e i giubbotti di pelle raccontano notti infinite. È lì che prende vita “L’Orchestraccia canta Califano – Bar Califfo”, il nuovo spettacolo con cui l’Orchestraccia rende omaggio a Franco Califano.
Un tributo affettuoso, poetico e scanzonato al “Califfo” e a quella Roma che vive ancora nelle sue canzoni.
Il debutto a Roma e il tour nei teatri italiani
Lo spettacolo debutta dal 20 al 23 novembre al Teatro Olimpico di Roma, per poi proseguire in tournée:
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7 dicembre – Teatro Concordia (Cupramontana, AN)
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16 dicembre – Teatro Carcano (Milano)
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17 gennaio – Teatro D’Annunzio (Latina)
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28 febbraio – Teatro Giuseppetti (Tivoli)
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13 aprile – Teatro Brancaccio (Roma)
I biglietti sono disponibili su TicketOne, nei punti vendita autorizzati e nei botteghini dei teatri.
Un viaggio tra mito e ironia
Guidata da Marco Conidi, l’Orchestraccia – band rock-folk profondamente radicata nella tradizione romana – costruisce uno spettacolo che è molto più di un concerto: è teatro musicale, racconto popolare, memoria collettiva.
La trama è semplice e geniale. Un giornalista entra nel Bar Califfo per indagare su un gruppo di nostalgici che sostengono di essere stati amici, collaboratori, qualcuno addirittura parente del grande Califano.
Nel locale non è ammessa tecnologia moderna: solo un vecchio registratore per raccogliere testimonianze. Ma ogni domanda scatena un ricordo, ogni ricordo diventa una canzone, ogni canzone accende un bicchiere e un’esagerazione.
L’inchiesta si trasforma così in un viaggio tra leggenda e verità, dove la nostalgia è una bugia raccontata bene.
Le canzoni che non invecchiano mai
Tra un racconto e l’altro risuonano brani immortali come “Roma Nuda”, “Minuetto” e “L’ultimo amico va via”, tasselli di un repertorio che continua a parlare a generazioni diverse.
C’è chi giura di aver insegnato a Franco a rimorchiare, chi sostiene di avergli fatto scoprire la vodka con l’acqua tonica, chi si spaccia per figlio segreto. I “califfi del bar” suonano, cantano, esagerano, e tra ironia e malinconia riportano in vita un’epoca.
Roma, poesia e verità da bancone
“Bar Califfo” incarna perfettamente lo stile dell’Orchestraccia: potente, diretto, profondamente romano.
Non è un’operazione nostalgia, ma un atto d’amore verso un artista che ha saputo raccontare solitudini, notti sbagliate e amori senza scadenza.
E alla fine, tra una risata e un nodo in gola, resta la sensazione che in quel bar il tempo non si sia mai fermato davvero.
Perché finché qualcuno canta Califano, il Califfo continua a vivere.