Blitz all’alba nel carcere di Pescara
Maxi operazione dei Carabinieri nelle prime ore del mattino: nel mirino il sistema illecito attivo all’interno della Casa Circondariale di Pescara.
I militari del N.O.R.M. della Compagnia di Pescara hanno eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare, nell’ambito di un’indagine complessa sul traffico di stupefacenti e sull’uso di dispositivi di comunicazione illegali in carcere.
Le misure: detenuti, arresti e divieti
Le misure cautelari riguardano:
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13 soggetti già detenuti, reclusi tra Pescara e altri istituti penitenziari
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3 persone condotte in carcere
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2 agli arresti domiciliari
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1 destinatario di divieto di dimora nel Comune di Pescara
L’operazione si estende anche ad altri istituti, tra cui quelli di Rieti, Frosinone, Civitavecchia e Siena.
L’indagine: microcamere e controlli interni
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Gennaro Varone della Procura di Pescara, nasce nel febbraio 2025 dopo il sequestro di droga e dispositivi elettronici all’interno del carcere.
Da lì, un’attività investigativa articolata:
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installazione di microcamere e sistemi audio ambientali
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controlli nell’area perimetrale
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collaborazione con la Polizia Penitenziaria
Un dispositivo che ha permesso di documentare una vera e propria rete organizzata.
Droga e cellulari: il sistema dall’interno delle celle
Secondo quanto emerso, i detenuti gestivano dall’interno:
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traffico di hashish e cocaina
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comunicazioni con l’esterno tramite cellulari introdotti illegalmente
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gestione dei proventi e delle spartizioni
Un sistema strutturato, capace di operare anche fuori dal carcere.
I rifornimenti dall’esterno: palline da tennis e stratagemmi
Le indagini hanno documentato diversi metodi utilizzati per introdurre droga e telefoni:
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lanci di palline da tennis contenenti stupefacenti durante le ore d’aria
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occultamento in provviste alimentari e oggetti personali
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tentativi di introduzione tramite occultamenti endorettali
Alcuni complici esterni sono stati individuati e arrestati proprio durante queste operazioni.
Trasferimenti e stop alle attività illecite
Nel corso delle indagini, alcuni indagati sono stati trasferiti in altri istituti penitenziari, tra cui:
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Viterbo
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Civitavecchia
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Frosinone
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Rieti
Una misura necessaria per interrompere le attività criminali documentate.
Il provvedimento del Gip
Le misure cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Pescara, Sacco, su richiesta della Procura, dopo gli interrogatori di garanzia.
Presunzione di innocenza
Come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel corso del processo.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.
Un sistema sotto accusa
L’operazione “Prison Break” porta alla luce un quadro allarmante:
un sistema capace di trasformare il carcere in un centro operativo per traffici illeciti, con collegamenti costanti tra interno ed esterno.
Un’indagine che riaccende i riflettori su sicurezza, controlli e gestione degli istituti penitenziari in Italia.
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