Il gigante di 2 metri che ha fatto piangere e ridere la platea
Venerdì sera, mentre all’Auditorium Jovanotti faceva i numeri sul red carpet, un’altra anima vera si è ritrovata alla Sala 3 del Cinema Adriano.
C’erano una foga e un calore pazzeschi, quasi da stadio: la gente applaudiva, si commoveva e rideva di cuore davanti ai racconti dritti, veraci e pieni di parolacce del protagonista.
L’occasione era l’anteprima mondiale di “Carmelo. Dalla porta di Dozier alla porta del Notorious”, presentato nella sezione Panorama Italia di “Alice nella Città”.

GABRIELLA SASSONE ALBA PARIETTA BEATRICE IANNOZZI
Il regista e storico Dj Corrado Rizza – uno che tra Roma e Miami ha già firmato 8 docufilm e 10 libri sulla vita notturna – ha fatto un lavoro pazzesco.
Ha tirato fuori un ritratto dettagliato, crudo e senza peli sulla lingua di Carmelo Di Ianni. Chiamarlo semplicemente “buttafuori” è riduttivo: Carmelo è una colonna della Roma notturna, l’uomo che per 18 anni è stato il compagno e il protettore della regina dei locali romani, Beatrice Iannozzi.
Carmelo lo conoscono tutti. Ha una presenza imponente, una camminata fiera, mani enormi capaci di rimettere in riga chiunque e una voce roca, segnata dalle sigarette e da un intervento alle corde vocali preso troppo alla leggera.
Stavolta però il palco è tutto suo. Il documentario si apre con lui di spalle che guarda un tramonto romano e dice: “Le mie mani hanno servito la giustizia, ma sono pure testimone di una vita al limite, violenza, sesso, droga. Nonostante tutto, sto ancora qua”.
Da lì si viaggia nel tempo: l’infanzia in famiglia, la boxe con le Fiamme Oro e poi l’esperienza nei Nocs. “Sono stato nei Nocs col nome di battaglia Bimbo dal 1978 al 1983, i cinque anni di Piombo li ho fatti pieni”. Di paura, dice, non ne ha mai avuta.
Il punto centrale del film è il blitz che lo ha reso un eroe: la liberazione del generale Nato James Lee Dozier, rapito dalle Brigate Rosse. Fu proprio Carmelo ad entrare nel covo di Padova, a togliersi il cappuccio e a dirgli che era libero.
Poi sono arrivate le accuse ingiuste di aver malmenato i brigatisti per farli parlare, i mesi di galera e l’addio alla polizia. La svolta verso i locali arriva quando Gilberto Iannozzi lo nota mentre placa una rissa fuori dall’Easy Going.
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Corrado Rizza, Fabia Bettini, Giovannino La Gorga Carmelo Di Ianni, Antonio Flamini
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Carmelo Di Ianni Miria Maiorani
Quando Gilberto scompare, Carmelo diventa la guardia del corpo di Beatrice, e da lì nasce la loro lunghissima storia d’amore. Nel documentario la figlia Veronica Iannozzi lo ricorda con grande affetto: “Sapere che c’era lui al fianco di mamma mi faceva stare tranquilla”.
A guardare la sua storia viene spontanea una riflessione: c’è un contrasto incredibile nella vita di quest’uomo. È passato dal respirare la tensione pura degli anni di piombo e della geopolitica internazionale al gestire la leggerezza, i vizi e i segreti delle celebrità nelle notti romane. Un salto che avrebbe stordito chiunque, ma che lui ha affrontato restando sempre fedele a se stesso.
Il film è pieno di aneddoti raccontati dagli amici di sempre: i giornalisti Roberto D’Agostino, Manuela Moreno e lo storico Giovanni Bianconi, lo scrittore Jerald Posner, Antonio Flamini, Stefano Pecci, Bruno Bilotta, Umberto Marzotto e il Dj Giovannino La Gorga.
Bellissima la testimonianza di Serena Grandi, che negli anni ’80 ebbe un flirt con lui: “Era bellissimo, un Bronzo di Riace”, ricorda sorridendo che all’epoca, essendo entrambi al verde, facevano sempre a metà per pagare la cena.
Nel documentario ci sono anche le voci di Adriano Giannini e Rosario Fiorello, che ricordano quando da ragazzini cercavano di entrare all’Histeria.
Giannini lo descrive come un guerriero antico che ti leggeva dentro con uno sguardo: “Ti riconosceva tra la folla e ti faceva entrare con una pacca sulla spalla. Gli voglio bene”.
Fiorello ci scherza su: “Mica entravi se arrivavi dalla provincia, c’era Carmelo! Io andavo dritto in cabina quando ancora non mi conosceva nessuno”.
Ed è lo stesso Carmelo a spiegare la filosofia di quei tempi: “Il locale deve essere un circolo: delinquenti, prostitute, pariolini. Quando si mischia la gente è più bello, hai sempre di cosa parlare”.
La sorpresa più emozionante del film firmata da Corrado Rizza è la trasferta in Florida. Il regista è andato a bussare alla porta dell’ex generale Dozier e lo ha messo in videochiamata con Carmelo per un saluto. Dozier lo ringrazia ancora oggi.
Si scopre così che l’America avrebbe voluto Carmelo lì, offrendogli soldi e una grande carriera, ma lui ha scelto di rifiutare e restare a Roma. Per amore di Beatrice.

CORRADO RIZZA ANTONIO FLAMINI GIOVANNINO LA GORGA CARMELO
Purtroppo la fine di quel legame lo ha quasi distrutto, portandolo nel periodo più buio della sua vita tra depressione, droga e un arresto.
Ma Carmelo ha saputo rialzarsi: “Nei 13 mesi a Regina Coeli i libri mi hanno salvato la vita, ne ho letti 73”. Oggi è tornato al suo posto al Jackie O’ e nella famiglia Iannozzi. Si esce dal cinema con un groppo in gola per quegli occhi malinconici di chi ha vissuto al massimo, tra cadute profonde e rinascite.
In sala ad applaudire c’era una bellissima atmosfera. Insieme a Rizza (accompagnato dalla moglie Francesca e dalla sorella Isabella), al produttore Giovanni Madonna e a Fabia Bettini,
c’erano tantissimi volti noti: Alba Parietti insieme a Bea Iannozzi, Stefano Pecci (il vero “Step” che ha ispirato Moccia), i registi Massimiliano Papi e Claudio Napoli, lo sceneggiatore Crescenzo Mazza.
E ancora il giornalista Leonardo Metalli con l’attrice ucraina Olga in un vistoso abito rosa, Giovanni Bianconi, Veronica Iannozzi, Miria Maiorani direttrice del ViviRoma, Antonio Flamini, il direttore della fotografia Giorgio Amendola, Daniela Jacorossi, laudia Arcara e il truccatore Gennaro Marchese.
Dopo le foto e gli applausi, la festa per Carmelo è continuata per pochi intimi dove tutto è iniziato e dove tutto va avanti: al Jackie O’, fino all’alba.
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