Nino Rota, Sting voce narrante del film di Walter Fasano

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Nino Rota, Sting voce narrante del film di Walter Fasano

Sting presta la sua voce a “Nino – Un film su Nino Rota”, il nuovo documentario diretto da Walter Fasano e dedicato a uno dei più importanti compositori italiani del Novecento. Il film sarà presentato nella sezione Open dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e arriverà nelle sale italiane nel 2026.

C’è la voce inconfondibile di Sting a guidare il pubblico dentro la vita, la musica e il mondo creativo di Nino Rota. Il celebre musicista e cantautore sarà infatti la voce narrante di “Nino – Un film su Nino Rota”, il nuovo documentario firmato dal regista Walter Fasano, che porta sul grande schermo il ritratto di un artista capace di attraversare il Novecento lasciando un’impronta profonda nella storia della musica e del cinema.

Il film sarà presentato nella sezione Open dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’anteprima mondiale al Lido rappresenterà il primo incontro con un’opera che sceglie di raccontare Rota non soltanto attraverso le sue celebri colonne sonore, ma anche attraverso i legami personali, artistici e spirituali che hanno accompagnato la sua esistenza.

Sting racconta Nino Rota

La presenza di Sting aggiunge una voce internazionale al viaggio cinematografico costruito da Walter Fasano. La sua narrazione accompagna il racconto di un compositore che ha saputo muoversi con straordinaria libertà tra cinema e quella che Rota stesso considerava la “musica assoluta”.

Nino Rota nacque all’inizio del Novecento e manifestò fin da bambino un talento musicale fuori dal comune. La sua formazione passò attraverso figure come Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella e Raffaele Scalero, mentre il rapporto con il cinema iniziò molto presto.

Nel corso della sua carriera arrivò a firmare circa 150 colonne sonore, lavorando con alcuni dei più importanti registi della storia del cinema italiano e internazionale.

Tra questi ci sono Luchino Visconti, per film come Il Gattopardo e Rocco e i suoi fratelli, Franco Zeffirelli, per Romeo e Giulietta, e soprattutto Federico Fellini, con cui Rota costruì un sodalizio artistico destinato a diventare leggendario: da Lo sceicco bianco a La strada, Le notti di Cabiria, La dolce vita, , Amarcord e Prova d’orchestra.

Poi arrivò Il padrino di Francis Ford Coppola, uno dei momenti più celebri della sua carriera. Con Il padrino – Parte II, Rota ottenne il Premio Oscar per la Colonna Sonora Originale, diventando il primo compositore italiano a conquistare il riconoscimento.

Un ritratto oltre il cinema

“Nino – Un film su Nino Rota” non si limita però a ripercorrere i successi più conosciuti del compositore.

Il documentario costruisce un racconto libero nel quale fotografie e materiali d’archivio vengono messi in relazione con le testimonianze degli intervistati. Tra le voci coinvolte figurano Park Chan-Wook, Alexandre Desplat e Caterina D’Amico, quest’ultima testimone in prima persona dell’amicizia tra Nino Rota e sua madre, Suso Cecchi D’Amico.

È attraverso questi incontri che il film prova a restituire la complessità di un uomo che fece della musica il centro della propria vita e che seppe legare in maniera indissolubile suono e immagini.

Un percorso che conduce anche lontano dai luoghi più prevedibili del cinema italiano.

Da Milano a Bari, la scelta di Rota

Tra gli elementi raccontati dal documentario c’è infatti anche il rapporto particolare di Nino Rota con il Sud Italia.

Il compositore scelse di vivere a Bari, preferendola alla sua città natale, Milano, e a Roma, considerata la città del cinema. Proprio a Bari, nel film, l’arrangiatore statunitense Vince Mendoza mette in prova e dirige un grande concerto celebrativo nella sala concerti del Conservatorio che Rota diresse per quasi trent’anni.

Un passaggio che contribuisce a spostare il racconto dalla semplice celebrazione alla scoperta di un artista e delle sue scelte.

La musica di Rota tra tradizione e avanguardia

Durante la sua vita il rapporto di Rota con una parte della critica musicale non fu sempre semplice.

Il suo legame con la musica del passato e il suo naturale trasporto verso la tradizione si confrontarono con un’epoca nella quale l’avanguardia musicale tendeva a mettere in discussione proprio quelle forme.

Il tempo, però, ha contribuito a ridisegnare la prospettiva sulla sua opera.

“Nino – Un film su Nino Rota” guarda così a un compositore che oggi viene nuovamente riconosciuto per la forza e l’originalità del proprio percorso, capace di lasciare un segno personale tanto nella musica quanto nell’immaginario cinematografico.

L’appuntamento a Venezia

Il film sarà presentato alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Open.

Walter Fasano sarà presente venerdì 11 settembre per le attività legate alla presentazione del film. Sono previste le attività stampa alle 10.30, il photocall alle 12.00, la conferenza stampa alle 12.30 e la proiezione ufficiale alle 14.45 in Sala Grande.

Le proiezioni stampa sono invece previste giovedì 10 settembre alle 19.30 e alle 22.00, entrambe in Sala Darsena.

Dopo l’anteprima mondiale al Lido, “Nino – Un film su Nino Rota” arriverà nelle sale italiane nel 2026, distribuito da Be Water Film con Adler Entertainment.

Il film è una produzione Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment e I Diavoli, in collaborazione con Rai Documentari.

La produzione è affidata a Mattia Guerra per Be Water Film, Filippo Sugar ed Elisabetta Biganzoli per Sugar Play, Marco Colombo per Adler Entertainment, con Marco Morabito e Walter Fasano.

L’opera ha inoltre ricevuto il contributo del MIC-DGCA Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e il contributo di Apulia Film Fund di Apulia Film Commission e Regione Puglia.

Con questo documentario, Walter Fasano porta dunque al centro della scena non soltanto il compositore delle musiche che hanno accompagnato alcuni dei film più celebri del Novecento, ma l’uomo che quelle musiche le ha pensate, vissute e trasformate in una parte indelebile della memoria collettiva.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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