Andersen Tax & Legal chiama a raccolta il mondo del cinema e dell’audiovisivo

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La nuova legge sul cinema segna una svolta epocale per l’industria cinematografica italiana in termini di agevolazioni fiscali, riconoscendone l’indiscussa valenza culurale.

Se ne parla al convegno “Il nuovo tax credit nel settore cinema e audiovisivo” organizzato da Andersen Tax & Legal al Senato della Repubblica.

Il cinema italiano diventa a tutti gli effetti una forma d’arte riconosciuta e da sostenere, oltre che apprezzata dal grande pubblico. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) punta infatti a rilanciare un ritorno degli italiani al cinema, visto il calo del 12,38% delle presenze nelle sale dal 2016 al 2017 (fonte Cinetel). La filmografia nostrana, tuttavia, è molto apprezzata nelle nostre sale: 203 pellicole su 536, erano produzioni italiane.

L’entrata in vigore dell’atteso ddl Cinema, arrivato a compimento dopo un lungo iter legislativo, permetterà all’industria cinematrograIca e dell’audiovisivo (a seguito dell’introduzione della Legge n. 220 del 14/11/2016) di accedere a crediti d’imposta e agevolazioni fiscali applicabili a decorrere dal 1° gennaio 2017.
Una svolta epocale a favore del mondo del cinema, dei giovani autori e di chi investe in nuove sale e a salvaguardia del grande schermo. Andersen Tax & Legal il 22 marzo dedica al tema il convegno Il nuovo tax credit nel settore cinema e audiovisivo, con la partecipazione della DG Cinema del Mibact; l’evento prevede un confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, produttori, distributori cinematografici, registi e gli esperti fiscalisti di Andersen Tax & Legal.

La nuova legge sul cinema porta a compimento una riforma attesa da oltre cinquant’anni con la creazione di un fondo autonomo per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva e pone fine alla discrezionalità nell’attribuzione dei fondi. La norma appena entrata in vigore rende disponibili risorse certe per 400 milioni di euro l’anno (oltre il 60% in più rispetto ai fondi attuali) e introduce sistemi automatici di finanziamento con forti incentivi per i giovani autori e per chi investe in nuove sale e a salvaguardia dei cinema storici, con l’obiettivo di raddoppiare gli schermi.

«Grazie alla Camera dei Deputati che ha consentito un celere esame del provvedimento, il ddl Cinema è legge», ha dichiarato il ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, «L’approvazione rapida e senza modifiche del testo ha permesso che questa legge sia in vigore, già con i decreti attuativi, dal gennaio 2018. Si tratta di una riforma molto attesa e ben preparata nei lavori della commissione Cultura al Senato che prevede la creazione di un fondo completamente autonomo per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva e pone fine alla discrezionalità. Grazie al nuovo ddl si interviene in modo sistemico sulla disciplina del settore del cinema e della produzione audiovisiva, riconoscendo il ruolo strategico dell’industria cinematografica come veicolo formidabile di formazione culturale e di promozione del Paese all’estero».

Il convegno di Roma, organizzato da Andersen T&L al Senato della Repubblica, vede fra i relatori per Andersen Tax & Legal la dottoressa commercialista Sabrina Caporale e l’avvocato Ciro Serio che faranno luce sulle agevolazioni fiscali introdotte dalla nuova legge: per l’intero settore sono infatti previsti crediti di imposta, contributi automatici, contributi selettivi e contributi legati alle attività e alle iniziative di promozione.

«La Nuova Legge Cinema», spiega Sabrina Caporale, managing partner di Andersen Tax & Legal «prevede interessanti incentivi fiscali per gli operatori del settore cinema e audiovisione interni ed esterni. In particolare, con riferimento alle diverse tipologie di tax credit, questi crediti sono riconosciuti nella misura massima del 30% per chi investe nel settore del cinema e audiovisivo, e aumentano fino al 40% per i produttori indipendenti che distribuiscono il film in proprio e per le imprese esterne che investono in pelicole che accedono ai contributi selettivi».

A beneficiare dei tax credit sono le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano; le imprese di produzione, distribuzione e post-produzione; i distributori che programmano il cinema italiano incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato; le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere; e gli esercenti che gestiscono le sale. Evidenti le ripercussioni positive sull’intero settore che, in sofferenza da tempo, auspicava incentivi fiscali che riscattassero il fondamentale ruolo di formazione culturale del cinema italiano e incentivassero produzioni cinematografiche che promuovono l’Italia come Paese d’arte nel mondo.

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