Ammendola e Oppini scatenano il pubblico al Golden con “C’eravamo tanto odiati”

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Al Teatro Golden, Pino Ammendola e Franco Oppini vanno in scena con “C’eravamo tanto odiati”, una commedia che prende avvio con il passo brillante della farsa per poi spostarsi, quasi senza che lo spettatore se ne accorga, su territori più sfumati e inattesi.

Si entra aspettandosi una serata leggera e ci si ritrova coinvolti in qualcosa che lavora sotto pelle.

Al centro c’è un incontro che guarda avanti proprio mentre riapre il passato: una sorta di ritorno al futuro in cui tutti potrebbero avere qualcosa di importante da guadagnare. Ma è chiaro fin da subito che non si tratta solo di affari o opportunità: ciò che davvero conta è ciò che non è mai stato risolto.

Il ritmo è sostenuto e il pubblico viene agganciato fin dai primi scambi.

La comicità nasce dal contrasto continuo tra i due protagonisti e trova alcuni dei momenti più riusciti nei divertentissimi siparietti tra Ammendola e Oppini, soprattutto quando entrano in gioco gli esilaranti errori e le parole clamorosamente storpiate di Oppini, puntualmente colte e rilanciate dalla precisione comica di Ammendola.

In sala si ride di gusto, e non per abitudine: sono risate vere, spontanee.

Quello che colpisce, però, è come lo spettacolo riesca a cambiare temperatura senza strappi. A un certo punto ci si accorge che il riso si fa più sottile, quasi prudente, perché sotto la superficie iniziano ad affiorare solitudini, rimpianti e fragilità. È uno di quei casi in cui la commedia funziona proprio perché non ha paura di fermarsi un attimo.

Accanto ai protagonisti, Annalisa Favetti accompagna la scena con equilibrio e misura, mentre Marco Gabrielli introduce un elemento che sposta l’asse dello spettacolo in modo inatteso, costringendo lo spettatore a riconsiderare quanto visto fino a quel momento.

La regia di Pino Ammendola è essenziale e intelligente: non cerca effetti, ma lascia che siano i tempi e gli attori a fare il lavoro più difficile.

“C’eravamo tanto odiati” è uno spettacolo che diverte senza essere superficiale e incuriosisce senza svelare troppo dove si denota la capacità di non chiudere tutto con una risata facile, ma di accompagnare il pubblico verso un finale che lascia una sensazione più complessa, e per questo più onesta.

Al Teatro Golden, fino all’8 febbraio, è una commedia che vale la pena vedere perché fa ridere molto, sì, ma soprattutto perché dimostra che dietro una buona battuta può nascondersi una verità che riconosciamo tutti.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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