Anghingò, la danza dei giochi d’infanzia a Roma

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Anghingò, quando il gioco diventa danza: a Roma lo spettacolo che riporta in scena l’infanzia prima degli schermi

Prima di uno smartphone, prima di un videogioco, prima ancora che il divertimento passasse attraverso uno schermo, bastavano una strada, un gruppo di bambini e una filastrocca per dare inizio a un gioco. Ma che cosa resta oggi di quella dimensione fatta di incontri, regole condivise, movimento e fantasia?

È da questa domanda che prende forma Anghingò, il nuovo spettacolo di Compagnia Atacama, che debutterà il 7 e 8 novembre 2026 al Teatro Villa Lazzaroni di Roma. Una creazione firmata da Patrizia Cavola e Ivan Truol che riporta sul palcoscenico il mondo dei giochi tradizionali dell’infanzia, trasformando conte, rime e filastrocche in una partitura di danza, movimento e voce.

Al centro non c’è soltanto il ricordo di un’infanzia diversa, ma una riflessione sul modo in cui stanno cambiando le relazioni tra le nuove generazioni, sempre più confrontate con esperienze di gioco che si sviluppano anche attraverso i dispositivi digitali.

Dai giochi di strada al palcoscenico: Anghingò riscopre il valore dello stare insieme

C’era un tempo in cui per giocare serviva soprattutto incontrarsi. Le conte decidevano chi avrebbe iniziato, le filastrocche accompagnavano i movimenti, le regole venivano stabilite insieme e ogni partita diventava un’occasione per misurarsi con gli altri.

Era un mondo fatto di parole, gesti, ritmo e partecipazione. Un patrimonio di esperienze che Anghingò recupera e trasforma in linguaggio coreografico.

Lo spettacolo prende ispirazione dal libro Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada di Piero Dorfles e porta sulla scena una memoria collettiva che appartiene a generazioni diverse. Non si tratta semplicemente di riproporre giochi del passato, ma di riscoprire ciò che li rendeva importanti: la possibilità di condividere uno spazio, inventare regole, confrontarsi e costruire relazioni attraverso il corpo.

Il gioco diventa così materia artistica. Le parole si trasformano in ritmo, le conte diventano movimento e le filastrocche entrano nella composizione insieme alla danza.

Bambini e tecnologia: che cosa cambia nelle relazioni?

Il rapporto tra infanzia e dispositivi digitali è uno dei temi centrali della creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol.

Anghingò guarda alle trasformazioni delle esperienze di gioco e alle possibili conseguenze che lo spostamento verso gli ambienti digitali può avere sulla crescita individuale e collettiva.

La riflessione non si traduce in una semplice contrapposizione tra il passato e il presente. Il punto è un altro: riportare l’attenzione su ciò che accade quando i bambini si incontrano fisicamente, condividono un’esperienza e imparano a stare insieme.

Nel gioco tradizionale si negoziano le regole, si accettano le decisioni del gruppo, si sperimenta il confronto. Si impara anche a perdere, a cambiare strategia, a trovare un nuovo equilibrio con gli altri.

Sono proprio queste dinamiche a diventare parte della ricerca scenica. Il corpo e la voce lavorano insieme, mentre ironia, ritmo, ritualità e gestualità costruiscono una composizione nella quale il movimento non è mai separato dalla relazione.

La danza di Compagnia Atacama: cinque interpreti in scena

Sul palco saranno presenti Isabella Campiglia, Francesco Vitale Farris, Iris Morello, Nunzia Prisco e Henry Tanzini.

La creazione porta la firma di Patrizia Cavola e Ivan Truol, che curano ideazione, coreografia, regia e luci. Le musiche originali sono di Sergio de Vito, mentre i costumi sono affidati a Irene Boni.

Attraverso il lavoro degli interpreti, conte, parole e suoni diventano parte di un’unica costruzione scenica, nella quale la danza incontra l’oralità e il gesto quotidiano si trasforma in espressione artistica.

Il risultato è un percorso che mette al centro il corpo come strumento di comunicazione e il gioco come esperienza capace di creare legami. Una dimensione che lo spettacolo invita a riscoprire, non soltanto come ricordo, ma come possibilità ancora presente.

Compagnia Atacama, quasi trent’anni di ricerca nella danza contemporanea

Fondata nel 1997 da Patrizia Cavola e Ivan Truol, Compagnia Atacama è una realtà di produzione e ricerca nell’ambito della danza contemporanea, sostenuta dal MiC – Ministero della Cultura.

Dal 2009 ha la propria sede artistica presso La Scatola dell’Arte di Roma, centro di formazione e produzione diretto dagli stessi coreografi.

Nel corso degli anni le creazioni della compagnia sono state ospitate in teatri e festival italiani e internazionali, raggiungendo Paesi come Germania, Spagna, Belgio, Francia, Brasile, Polonia e Portogallo.

La ricerca artistica di Atacama si sviluppa intorno alla costruzione di un teatro fisico multidisciplinare, nel quale danza, movimento, voce, testo, immagine e musica concorrono alla definizione di un linguaggio scenico in continua evoluzione.

Il corpo è il punto di partenza di questo percorso: viene esplorato attraverso gestualità quotidiana, essenzialità e virtuosismo atletico, in una ricerca che attraversa differenti possibilità espressive.

Dal 2019 Patrizia Cavola dirige Paesaggi del Corpo – Festival Internazionale di Danza Contemporanea, mentre dal 2022 Compagnia Atacama cura a Roma anche District Dance Festival.

Con Anghingò, questa ricerca incontra il mondo dell’infanzia e della memoria collettiva, portando sul palco un tema che riguarda il modo in cui le persone imparano a stare insieme fin dai primi anni di vita.

Anghingò a Roma: date, orari e informazioni

Il debutto dello spettacolo è in programma al Teatro Villa Lazzaroni di Roma con due appuntamenti.

  • Sabato 7 novembre 2026: ore 19.00.

  • Domenica 8 novembre 2026: ore 17.30.

Luogo: Teatro Villa Lazzaroni, Roma.

Ideazione, coreografia, regia e luci: Patrizia Cavola e Ivan Truol.

Interpreti: Isabella Campiglia, Francesco Vitale Farris, Iris Morello, Nunzia Prisco, Henry Tanzini.

Musiche originali: Sergio de Vito.

Costumi: Irene Boni.

Produzione: Compagnia Atacama.

Contributi: MiC – Ministero della Cultura, Regione Lazio e SIAE Art Bonus.

Informazioni: info@compagniaatacama.it.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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