Intervista a Giuseppe Lorin

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TEATROVID-19 il teatro ai tempi del Corona (in vacanza con Omocron)

Come al mio solito mi piace girare per il teatro prima di uno spettacolo alla ricerca di amici da salutare o di volti noti famosi da conoscere. Questa sera è stato il caso di due personaggi piuttosto autorevoli del settore. Uno è Giuseppe Lorin, un uomo davvero poliedrico e particolare. L’ho conosciuto al Teatro Marconi prima dello spettacolo di Antonello Avallone “Central Park West”. L’altro è la grande attrice Athina Cenci, molto amica di lui e di cui spero di parlare presto.

Simpatico, disponibile, colto, appassionato; con Giuseppe si potrebbero passare ore a conversare senza mai annoiarsi, tanto sono vaste la sua esperienza di vita e la sua cultura. Credo (come gli ho anche confidato) che sia impossibile “racchiuderlo” in una sola intervista per scoprirlo tutto. Forse scrivere un libro su di lui sarebbe più esaustivo, anche se non ho capito ancora di quante pagine o addirittura volumi dovrebbe essere. Autore di saggi, narrativa, cinema e teatro; giornalista, scrittore, regista e attore…

Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 1976; uditore straniero all’ “International Film Institute of London-XIII”, corso del 1977; laureato in psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma nel 1987; giornalista pubblicista e Free Lancer presso l’ “International Press”, collabora con varie testate giornalistiche on web e cartacee. Ha lavorato con numerosi registi. È docente di recitazione, dizione, dizione interpretativa. Ha vinto vari premi e riconoscimenti ed è l’autore di svariati libri, tra cui romanzi e saggi storici. Alcuni suoi testi teatrali sono stati rappresentati e premiati. Dal 2003 è membro di giuria di concorsi di poesia e narrativa. Ha pubblicato saggi su personaggi della cultura e dello spettacolo e ha intervistato numerosi artisti famosi. Conduce eventi di prestigio con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia, del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, del Comune di Roma Capitale, del XII Municipio, ed è lettore e moderatore nella presentazione di libri.

Collabora con accademie, scuole e associazioni culturali per la realizzazione di corsi su “La magia dell’interpretazione con il Metodo Mimesico”; è docente di dizione, dizione interpretativa, scrittura creativa, dizione della comunicazione interattiva per politici, di marketing e pubblicità, di ufficio stampa e giornalismo. E’ membro di giuria di vari concorsi nazionali ed internazionali…

Ora capite che scrivere di lui in maniera generica non sarebbe esaustivo, né credo che lo valorizzerebbe come merita.

Sono rimasto incuriosito, parlando con lui, da alcuni testi che ha scritto sulla storia antica della nostra città, cose che nonostante io sia un divoratore di libri che riguardano l’Urbe e sia stato abbonato per anni a due riviste di spicco dell’archeologia, non conoscevo. I suoi testi: “Da Monteverde al mare”, “ Cistiberim, Umbilicus Urbis Romae” e “Cistiberim, Potere e ambizione” e poi “Transtiberim Trastevere il mondo dell’ oltretomba” senza dimenticare l’imminente libro su Cleopatra, ma anche altri… Già dopo un breve scambio ero al corrente, grazie a lui, di tutta una serie di notizie ed aneddoti interessanti sulla storia antica di Roma…

Sarebbe bello “rapirlo” per qualche ora ed andare con lui a passeggio per la “sua” Monteverde alla scoperta della storia di questo antico quartiere, che nasconde una moltitudine di storie sconosciute alla maggior parte dei romani ma non a lui, e saziarsi con la sua cultura, che peraltro è in grado di profondere con un approccio alla portata di tutti. Basta leggere una delle tante interviste che ha rilasciato per capire la passione che lo pervade e come il suo modo di porsi sia sempre alla portata di tutti, indirizzato ad un pubblico vasto che non può non rimanere affascinato.

lorinHai una grande esperienza nel settore della cultura e dello spettacolo; quale tra questi preferisci?

Lo spettacolo, l’arte, la musica, la fotografia, la storia, sono poche sfaccettature della cultura che abbraccia un’ampia infinità di forme della comunicazione. Pablo Picasso ricorda che l’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità. È la cultura, che raggruppa la multiforme genialità dell’Uomo, il settore che più mi rappresenta.

Quali sono gli aspetti, gli avvenimenti o i riconoscimenti che più ti hanno dato soddisfazione in questi ambiti?

Interpretare, mettere in scena, scrivere ed essere premiato è la fase di crescita di ogni artista così come assistere all’evoluzione di qualsiasi evento ideato, organizzato e riconosciuto dalle autorità politiche e cittadine; mi riferisco ai dieci anni del premio internazionale per la poesia, narrativa e pittura “Le Ragunanze” arrivato, nonostante tutto, alla sua decima edizione.

So che stai per pubblicare un nuovo libro che parla di Cleopatra. Cosa ha in più o di diverso rispetto a quelli già in commercio? E perché parlare proprio di lei?

Il libro, o meglio, il saggio della Bonfirraro edizioni che è in uscita, è l’introduzione al viaggio nella terra dei Faraoni. Cleopatra la schiava dei romani è un appellativo affettuoso che gli storici non imperiali ovvero, non di Cesare Ottaviano Augusto, diedero a colei che amò il loro leggendario combattente Gaio Giulio Cesare e dal quale ebbe un figlio. Nel saggio parlo di Cleopatra VII discendente dal macedone Ptolemaȋos Sōtḕr, Tolomeo I della dinastia Lagide, militare sotto il comando di Alessandro Magno, suo fratellastro e amico d’infanzia, sovrano e scrittore macedone. Parlare oggi della regina dell’Egitto, Cleopatra VII Thea Philopatore, è riflettere sul progetto di unificazione e sul dialogo tra le culture e le religioni insito nel pensiero della sovrana; Cleopatra VII, intesa come strumento di pace dalle radici europee trapiantate in terra d’Egitto, sembra essere ancora viva! Non appartenente ai miti e alle leggende raccontate e raccolte dal passato solo per essere interpretata dagli storiografi “eletti”, ma Cleopatra è una realtà vitale che ha custodito quel passato per raccontarlo agli uomini di oggi e disporli così, tutti insieme, all’apprendimento del presente per tramandarlo al futuro. L’arte e le azioni hanno in sé una dimensione salvifica così come le vibrazioni di quel passato che devono essere ricordate da tutti se si vuole culturalmente progredire, e ad ognuno offrire almeno la speranza di non perpetuare gli errori che hanno portato alla distruzione dell’uomo e delle sue opere. Per questo motivo la Cultura e gli organi preposti al suo sviluppo e alla sua conoscenza devono promuovere l’uso dell’arte nella sua opera di “risveglio” e di ricordo dei fautori di questa, guardando al passato nella prospettiva delle tante forme espressive attuali che genereranno originali forme artistiche future. Il mio saggio, che si pregia della prefazione di S.A.I.&R. Principe di Montenegro e Macedonia Stéphane Černetić, è un indagare personalmente su Cleopatra VII Thea Filopatore, figlia macedone, figlia dell’Europa unita. È un excursus storico nella terra delle origini sia della Macedonia greca o meglio, ellenica, sia della storia millenaria degli Egizi, per comprendere l’unicità della cultura della quale Cleopatra è figlia ma anche ultima rappresentante del mondo dei faraoni.

Da cosa nasce questa tua passione per i misteri e per la storia di Roma antica?

Avendo avuto genitori sia di Padova sia di Capua ed abitando nella capitale, sin da piccolo la nostra casa era visitata da parenti del Nord e del Sud Italia. Così mia mamma, per rendersi libera a casa nelle preparazioni di accoglienza, mi mandava con loro nella visita turistica di Roma. Ed eccomi trasformato in un Cicerone, senza Filippiche, perché quelle le riservavo alla mamma appena partiti i parenti! C’è da dire che frequentai l’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo”, dove la professoressa di Storia dell’Arte ci portava a conoscere nel dettaglio la nostra meravigliosa Roma, antica e moderna. Ed è qui lo sbocciare di questa mia personale passione per l’Vrbis Romae, fondata il 21 aprile 753 a.C. ed i suoi misteri.

lorinHo notato nelle tue interviste che il tuo modo di porti, di parlare e spiegare ogni cosa è semplice, alla portata di tutti, ma al contempo profondo, professionale e coinvolgente. Credi che questo approccio possa essere un modo per avvicinare un pubblico più vasto alla lettura?

La chiarezza d’espressione e la semplicità d’esposizione sono i punti forti della personale comunicazione che i miei insegnanti, fin dalla scuola media, superiore ed universitaria mi hanno infuso. Sì, mi auguro che questo approccio sia il modo giusto per avvicinare i miei lettori che con me si congratulano su Facebook, fotografandosi con i miei libri.

Cosa mi dici della tua esperienza come attore, regista e sceneggiatore?

Ho iniziato il mio percorso artistico in tenera età tra le braccia di Ingrid Bergman. L’attrice mi volle per una ripresa in uno dei suoi memorabili film. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, laureato in Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma; specializzato in marketing e pubblicità alla Luigi Bocconi di Milano, collaboro con varie testate giornalistiche. Ho lavorato con i più noti registi italiani e stranieri: Luca Ronconi, Richard Attenborough, Giuliano Montaldo, Orazio Costa Giovangigli, Gianni Amelio, Roberto Faenza, Franco Giraldi, Vittorio Sindoni, Ruggero Jacobbi, Andrea Camilleri, Mario Landi, Giorgio Presburger, Gennaro Duccilli, Carmela Colaninno, Federica Fiorillo, Giuseppe Andreozzi, ed altri. Ricordavo con Carlo Verdone una scena scritta da me nel suo film “Al lupo al lupo”. Ero stato scelto da Leo Benvenuti per scrivere quella scena. Fu una emozionante esperienza non priva di qualche sofferenza!

Quale personaggio dello spettacolo, della cultura e della politica ti è piaciuto di più intervistare?

Uno per tutti, il premio Nobel Carlo Rubbia.

lorinQuanto ti aiuta la tua laurea in psicologia nel lavoro e nel relazionarti con gli altri?

Mi laureai a La Sapienza in Psicologia Applicata con il prof. Luciano Mecacci con la tesi “I Potenziali Evocati nelle ricerche sull’Autismo Infantile”. La specializzazione la feci presso Villa Maraini per l’aiuto ai tossico dipendenti e alle loro famiglie. Il mio referente era il dott. Gianfranco Barra. Esperienza unica nel suo genere.

Quali sono le tue più grandi soddisfazioni in questa tua brillante carriera e vita?

Brillante non direi! Mi ha arricchito l’anima nell’aiuto a chi più ne aveva bisogno. Sono stato per molti anni volontario presso i Cavalieri di Malta aiutando gli emarginati.

Le tue delusioni?

Non essere riuscito a lavorare con Giorgio Strehler nel “Campiello” per un raccomandato politico subentrato all’ultimo momento.

Cosa non rifaresti se potessi tornare indietro?

Sinceramente rifarei tutto, proprio tutto così come nell’ordine mi è capitato di fare. Tutto è esperienza.

Cosa vorresti ancora realizzare?

È dal 2019 che vorrei mettere in scena “Claudio, lo straniero”, ma poi arrivò il Covid 19, ed ora mi manca l’appoggio politico!

Beh, converrete con me che Giuseppe Lorin è una persona davvero interessante!

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