Intervista a Grazia di Michele

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“Quando trovo dei talenti insegno loro ad essere se stessi e a sviluppare una propria personalità”esclusiva

Quando arrivo in teatro, mi trovo davanti una donna di rara eleganza e fascino. Per molti anni, è stata l’insegnante di canto del talent “Amici di Maria De Filippi” e ora oltre a continuare la sua attività di insegnamento la ritroviamo alla direzione artistica della rassegna musicale “A tu per tu” che ha debuttato il 23 marzo al Teatro Golden di Roma con un ampio cartellone di artisti. Stiamo parlando di Grazia Di Michele, un’artista e una cantautrice raffinata che ha scelto di mettere la musica a servizio dell’impegno sociale occupandosi della condizione delle donne. E proprio nel suo spettacolo “Sante, bambole, puttane” Grazia racconta storie di donne abusate, private della propria dignità, che non si arrendono ma che decidono di lottare per una vita migliore.

Grazia, dal 23 marzo al 14 aprile al Teatro Golden si aprirà la rassegna “A tu per tu” dedicata agli incontri d’autore. E lei ha la direzione artistica di questa importante iniziativa. Come è nata?
E’ nata da questo spazio che è molto particolare perché favorisce una bella comunicazione tra l’artista e il pubblico. Il direttore artistico del teatro Golden Andrea Maia mi ha proposto di fare una rassegna musicale chiedendomi di occuparmene. Ho così messo su in poco tempo un cartellone di cantautori e cantautrici che spero possano piacere al pubblico.

Il 7 e l’8 aprile porterà in scena lo spettacolo “Sante, bambole, puttane”. La donna è sempre stata al centro del suo percorso creativo. Quanta influenza ha avuto il suo impegno sociale nel raccontare le sue protagoniste?
Ho dedicato il mio primo disco “Cliché” alle donne. Dopo quel progetto, ho continuato ad occuparmene. Credo che nelle canzoni sia importante l’impegno sociale perché la musica ha il compito di sensibilizzare su alcune tematiche.

Grazia di Michele

Ogni giorno si verificano episodi che ledono i diritti delle donne. Cosa deve ancora cambiare?
Deve cambiare l’educazione e ci dovrebbe essere più attività di prevenzione. I genitori dovrebbero insegnare i valori ai loro figli sin da piccoli a partire dal rispetto nei confronti dell’altro. E anche le scuole e gli educatori dovrebbero fare la loro parte.

Parlando di musica, cosa pensa del panorama musicale attuale? E quali prospettive vede per chi si affaccia in questo periodo nel mondo e nel mercato della musica italiana?
Il panorama musicale attuale è molto variegato. C’è di tutto e di più: dalla canzone melodica tradizionale italiana al rap, al trap. I cantautori continuano ad esistere fortunatamente e penso che ci sia spazio per tutti. La musica italiana va dove è sempre stata cioè per chi ama il cantautorato e la musica italiana c’è questa rassegna interessante che approda anche in teatro. Un ragazzo che oggi si affaccia al mondo della musica più che seguire le mode dovrebbe essere se stesso cercando di sviluppare una propria originalità. Infatti, le mode passano mentre il lavoro su se stessi per far emergere una propria personalità resta. In questa rassegna ho voluto inserire giovani cantautori e cantautrici proprio per dar loro un’opportunità.

Grazia di Michele

Dopo tanti anni di insegnamento e dopo l’esperienza di Amici, cosa la spinge ancora ad appassionarsi ai giovani aspiranti interpreti e cantanti?
Amo la musica da sempre. Credo che seguire un ragazzo nel suo processo di formazione sia una bellissima esperienza per chi insegna e per chi apprende. Da quando ho iniziato “Amici” e anche girando nei conservatori, masterclass, seminari la mia curiosità è sempre stata tanta nel cercare dei talenti. E quando li trovo sono felice di seguirli in un percorso didattico.

E’ d’accordo con la proposta della Lega di riservare una quota di un terzo di spazio nelle radio a canzoni di autori italiani? Cosa ne pensa?
Non sono assolutamente d’accordo. Penso che la musica non possa e non debba avere confini di nessun genere. La musica, sia essa africana, tibetana, brasiliana o quello che è può solo dare begli stimoli. Le radio mandano in rotazione tanto sempre gli stessi brani.

Alcuni critici musicali hanno stroncato in questi anni i talent definendoli molto spesso una scorciatoia. Perché molti giovani hanno una breve vita artistica e scompaiono subito nel dimenticatoio?
Perché sono troppi e non tutti lavorano con la stessa intelligenza su se stessi. I talent sono un’occasione. “Amici” è nato per offrire un’opportunità ai ragazzi che non ne avevano. La ricordo come una bella esperienza e ho imparato cosa vuol dire lavorare nella formazione. Mi porto dietro tanti ricordi. Chi non vede di buon occhio il talent è forse chi si concentra sullo spirito competitivo e sulla gara. Quelli che non emergono sono quelli che hanno meno chances e piacciono di meno. Dopotutto, non possono farcela tutti.

Grazia di Michele

Grazia di Michele

Un periodo o un momento dedicato alla musica che ricorda con maggiore emozione.
Ce ne sono tantissimi. Ricordo i miei quattro Festival di Sanremo, le varie tournée. E comunque anche il teatro ha avuto un certo peso. La mia prima esperienza con Maria Rosaria Omaggio mi ha permesso di approdare con un nostro spettacolo al Palazzo delle Nazioni Unite a New York. Come ho già detto in questi anni mi sono occupata della condizione della donna e un progetto a cui sono legata è “Dì a mia figlia che vado in vacanza” in cui con Alessandra Fallucchi ho vestito i panni di una carcerata. La musicoterapia poi in questi anni è stata determinante.

Prossimi progetti.
In tarda primavera uscirà il mio nuovo album dal titolo “Sante, bambole e puttane” e porterò lo spettacolo teatrale in giro per l’Italia. Contemporaneamente, sarò anche in libreria con un romanzo.

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