Serafino Iorli

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È un simpaticissimo attore, lo conobbi e lo vidi in azione tempo fa nel progetto “inCORONAte comiche”, un’iniziativa che coinvolge per la maggior parte donne che propongono spettacoli con l’ausilio di traduttori LIS fruibili sia per un pubblico udente che sordo

Lui travolgente, presentava un monologo sull’omosessualità diffusa nel mondo animale… Da piegarsi dal ridere! Non sono solo le battute e l’efficace scrittura del suo monologo a colpire lo spettatore, ma anche gli atteggiamenti, le movenze, l’espressività, il trasformismo, e soprattutto il modo di interagire con il pubblico, che risponde sempre divertito alle sue provocazioni rendendo lo spettacolo ogni volta diverso e sempre coinvolgente.

A breve al Teatro Off Off di Roma dal 13 al 15 aprile proporrà il suo nuovo lavoro, “Un bacio senza nome. Cronache di Battuage”.

È una narrazione ironica e autobiografica di vita omosessuale, fino alla nascita del movimento gay e di liberazione sessuale. Sono molto curioso ed ansioso di vederlo cimentarsi in uno spettacolo completo, dove non condividerà il palco con altri colleghi attori, cosi da poterlo apprezzare nella sua interezza.
Facciamo una chiacchierata con lui.

serafino iorliSerafino, ti ho conosciuto solo poco tempo fa, ma so che è già in bel po’ che calchi le scene. Da quanto tempo è? E soprattutto cosa hai fatto?

Da tantissimo, negli anni ‘90 già calcavo le scene … Sono stato diretto da registi molto preparati come Marco Maltauro, Lamberto Carrozzi, Rosa Masciopinto, Claudio Orlandelli, Giorgia Filanti, Luisa Merloni, ecc … Hanno faticato molto insieme a me, ma siamo andati in scena sempre con un grande entusiasmo ….

Di cosa parla il tuo nuovo spettacolo?

È una narrazione autobiografica che copre quarant’anni di vita omosessuale in presa diretta: le mie prime esperienze sessuali, i primi amori, i primi campeggi gay, i primi locali del sesso, gli spettacoli e travestismenti, l’attivismo politico e le “feste queer”. Esperienze spesso strampalate ma molto formative che racconto con delicatezza e tanta ironia. Una giovinezza che ho speso alla ricerca del piacere e dell’amore: due strade spesso parallele, che non si incontrano tanto facilmente, ma che lungo il cammino mi hanno permesso l’incontro con amici, mentori e compagni di battaglia per fare fronte all’omofobia e alla ghettizzazione, alla “guerra ai froci” scoppiata dopo l’Aids … Era una comunità a cielo aperto in cui conoscersi, spettegolare, condividere sogni e frustrazioni, e nel frattempo rimorchiare a più non posso. Lo spettacolo alterna curiosità e riflessione a racconti esilaranti sull’incontenibile e screziato mondo gay, e sarà impossibile non ridere, non stupirsi, non commuoversi ripercorrendo insieme a me tutte le emozioni e le vicissitudini che hanno segnato non solo la mia vita ma tutta la nascita del movimento gay e di liberazione sessuale.

serafino iorliPerché proprio questo tema? Che messaggio o morale vuoi trasmettere?

Perché ho bisogno di parlare della fatica che ho fatto per affermare i miei diritti … Anche in famiglia ho capito che solo cercando di essere me stesso sono felice.

Che reazioni ti aspetti dal pubblico? Ma soprattutto è pensato per un pubblico particolare?

Quando si parla di amore, di rapporti, di battaglie sia personali che sociali, diventa universale. Hanno scritto di me: “L’arte del far ridere non appartiene a tutti e non tutti i bravi attori possono pensare di divertire facendo cultura e riflessione comune.” Ti giuro, non me lo so’ scritto da solo, ah ah ah …

Qualche aneddoto particolare su questo spettacolo o su altri che vuoi raccontare?

Molto spesso, ripetendo il testo mi commuovo ricordando il passato. Ero giovane, erano anni liberi e spensierati, racconto aneddoti divertentissimi ma nello stesso tempo li inserisco in un contesto sociale e politico … Parlo della fine degli anni ‘70, c’era il terrorismo, ma anche tanta voglia di stare insieme e di cambiare il mondo … Arrivando ai giorni d’oggi con una chiusa spiazzante, di cui non posso parlare …

serafino iorliVuoi raccontare qualche situazione della tua vita nello spettacolo, negativa o positiva, legata alla tua sessualità?

Di storielle ne racconto varie, divertenti e non, ma tutte, quando subentrano i sentimenti, diventano problematiche, questo lo posso dire ma non aggiungo altro …

Qual è il tuo sogno irrealizzato? O cosa ti aspetti o desideri dal tuo futuro?

Non ho sogni, faccio l’attore e mi piace … Desidero solo stare bene con me stesso e con gli altri e non è facile, soprattutto con se stessi …

Perché fai l’attore?

Il Teatro per me è terapia … così mi risparmio lo psicologo, ah ah ah ….

Sì, Serafino è proprio così: schietto, simpatico, dalla battuta pronta e molto diretto, genuino e stravagante. Con lui è un piacere parlare e scambiare qualche battuta. Spero che questa chiacchierata serva a farlo conoscere meglio e ad incuriosire chi ha letto queste righe, motivandolo a venire a vedere il suo spettacolo. Io ci sarò!

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