L’anniversario della lingua ebraica. Il sogno di Ben Yehuda

La lingua ebraica è lei stessa un miracolo di cultura, tradizione e modernità.

Fare un viaggio in Israele significa scoprire la magia di un mondo che riesce a coniugare tradizione con innovazione, antico con moderno, storia con tecnologia. E’ proprio questo il fascino della lingua ebraica che celebriamo.

L’ebraico moderno è il risultato di un sogno.

Quello di un uomo, Eliezer Ben Yehuda, che giunse in Eretz Yisrael אֶרֶץ יִשְׂרָאֵל e, lavorando a Gerusalemme prima come giornalista, cercò in ogni modo di promuovere la rinascita della lingua ebraica che avrebbe identificato ogni “sabra”, צַבָּר, tzabàr in ebraico, termine che indica la persona nata in Israele, senza identità di genere.

L’ebraico è infatti una lingua che viene identificata come lingua “resuscitata”.

Collegata con la radice ‘-b/v-r che significa “attraversare”, è la lingua degli antichi ebrei, anche conosciuta come “lashon ha-kodesh” (lingua del sacro), poiché in ebraico è scritto l’Antico Testamento: le oltre 5.000 radici che comprendono l’Ebraico moderno nella sua struttura essenziale, trovano il loro fondamenteo nell’antico ebraico biblico.

E allora Israele si prepara. con ogni probabilità, dalla prossima primavera, ad accogliere amici e turisti, magari sotto il sole שֶׁמֶשׁ – shemesh in ebraico – di quella città, Tel Aviv תל אביב il cui significato “collina della primavera” rieccheggia vacanza e divertimento che potranno poi forse concretizzarsi in un sabato שבת – shabbat appunto – estivo, passeggiando vicino al mare י ם yam, gustando un delizioso succo di רִמּוֹן rimon, melograno o un freschissimo גלידה glida, gelato appunto.

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