Viaggio della Memoria LGBT+: da Roma ad Auschwitz per restituire dignità alle vittime dimenticate

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Memoria e diritti: il viaggio che unisce passato e presente

Un viaggio che è molto più di una commemorazione. È un atto di responsabilità, un impegno civile, una presa di coscienza collettiva.

Anche nel 2026 torna il Viaggio della Memoria ad Auschwitz e Birkenau, con la partecipazione di una rappresentanza della comunità LGBT+ romana, insieme a studenti, insegnanti e istituzioni guidate dal sindaco Roberto Gualtieri.

A prendere parte al viaggio anche:

  • Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

  • Leila Pereira, presidente dell’associazione Libellula

A sottolinearne il valore è Marilena Grassadonia, coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale.


Grassadonia: “Restituire memoria agli stermini LGBT+ dimenticati”

“Anche quest’anno il Viaggio della Memoria vede la partecipazione della comunità LGBT+ con l’obiettivo di tenere vivo il ricordo delle persone perseguitate dal nazifascismo”, afferma Grassadonia.

Un percorso che non si limita al viaggio in Polonia, ma parte da lontano.

Dal 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, Roma ha avviato un cammino di consapevolezza con un momento commemorativo a Piazzale Ostiense e attività formative rivolte alle scuole coinvolte.

“Come Amministrazione continueremo nel nostro impegno contro ogni forma di discriminazione e violenza omolesbobitransfobica, partendo proprio dalla memoria”, ribadisce Grassadonia.


Colamarino: “Trasformare la memoria in impegno quotidiano”

Parole forti arrivano anche da Mario Colamarino:

“Essere ad Auschwitz e Birkenau significa assumersi una responsabilità precisa: trasformare la memoria in impegno quotidiano. Le persone LGBT+ sono state tra le vittime dimenticate e il nostro compito è restituire loro voce, dignità e storia”.

Un messaggio chiaro, che lega passato e futuro:
“Questo viaggio è un ponte tra generazioni. Senza memoria non può esserci futuro né diritti”.


Pereira: “La memoria deve restare viva e connessa al presente”

A chiudere è Leila Pereira, che amplia lo sguardo oltre la commemorazione:

“Siamo qui non solo per ricordare, ma anche per costruire relazioni. In questi giorni incontreremo la comunità LGBT+ e trans locale”.

Un passaggio fondamentale, perché la memoria non può restare isolata:
“Fare rete a livello europeo è essenziale per difendere e rafforzare i diritti di tutt*”.


Un viaggio necessario, oggi più che mai

Il Viaggio della Memoria LGBT+ ad Auschwitz non è solo un momento simbolico.

È un richiamo concreto a una pagina di storia troppo spesso rimasta ai margini: quella delle persone LGBT+ perseguitate dal nazifascismo.

Ricordare significa restituire dignità.
Ma soprattutto significa impedire che l’oblio diventi una seconda condanna.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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