Mentre quella che sembrava una brutta influenza è divenuta ormai una pandemia mondiale, l’aspetto e la vita delle persone è mutata con essa

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Le strade sono vuote come e più di Ferragosto, serrande chiuse con sopra apposti cartelli di scuse per la forzata chiusura, ma che celano di fondo una forte preoccupazione sia per l’mpossibilità di poter offrire i loro servizi, che per il futuro incerto della loro attività.

Pochi sparuti cittadini occultati dietro l’ormai immancabile mascherina, si aggirano per una fugace passeggiata o alla ricerca di una fila più breve per entrare in supermercato o in una farmacia, dove farmacisti tesi sgranano gli occhi terrorizzati verso quei clienti che distrattamente e pericolosamente si avvicinano troppo al bancone.

Di quando in quando un’ambulanza rompe il silenzio con le urla delle sue sirene, ormai inutili per un traffico assente, ma efficaci per gelare il sangue di chi le sente e che immagina stia portando un nuovo infetto all’ospedale.

Rigidi ed intransigenti i tutori dell’ordine ai loro posti di blocco, più simili a check point di luoghi di guerra, sanzionano severamente chi ancora crede di poter uscire a proprio piacimento, mentre volanti della polizia si accostano a passo d’uomo ai pochi pedoni che si aggirano solitari sul marciapiede per chiedergli con l’ausilio di un altoparlante quale è la loro meta…

Tutto ricorda la trama di un film catastrofico che riaffiora alla mente di ognuno di noi, qui però siamo noi i protagonisti…

Nessuno pensava che ci saremmo mai trovati in una situazione così e intanto i giorni passano nell’indecisione, nell’incertezza… Quando riprenderemo la nostra normale attività?

Ci annichiliamo nel sentire i bollettini medici che ci annunciano il crescere del numero di infettati e morti, o esultiamo silenziosamente e con ponderazione ai timidi annunci di inversione di tendenza della propagazione della malattia, abbiamo raggiunto già il picco o ancora il tutto dovrà peggiorare?

Intanto siamo obbligati agli arresti domiciliari, non si può uscire neanche per fare una passeggiata, sentiamo una stretta allo stomaco per questa privazione di libertà, a volte il fiato mancare…

Unica consolazione edulcorare la nostra giornata accumulando calorie e grassi con pietanze gratificanti atte ad anestetizzare il nostro bisogno di normalità, qualcuno già si preoccupa per l’eventuale prova costume.

Chi è più concreto invece è preoccupato per gli strascichi economici e per l’inevitabile crisi che questa malattia si trascinerà dietro.

L’unica distrazione antagonista alla realtà propinataci dai media, sono i social e le piattaforme web.

Un uso più ponderato e utile del Web porta insegnanti di scuola a recuperare nel possibile il rapporto con i loro studenti, cercando di alleviare la monotonia delle giornate dei loro alunni con questo contatto catodico, ma anche di recuperare le lezioni perdute attraverso le più svariate piattaforme web.

Altri insegnanti come quelli di musica, di recitazione, di ballo, di fitness, cercano di recuperare i loro allievi per non abbandonarli a se stessi e per quanto sia possibile, di portare avanti un minimo del loro programma di allenamento o didattico. Uno sprazzo di normalità che squarcia questa assurda situazione apocalittica.

Altri si dilettano o si sfogano inondando il web di video esilaranti, un ottima pillola di buon umore che attori in momentanea stasi ed inevitabile crisi d’astinenza da palco creano.

Ottimo rimedio per riportare il buon umore ed un sorriso sui nostri visi emaciati, pallidi, struccati, dalla barba in colta e con la capigliatura in rivolta.

Ringrazio di cuore tutti questi crociati del sorriso che alleviano così la nostra giornata, cercando di non farci scivolare, sia noi che loro, nel baratro di apatia e depressione generata da questa insolita realtà.

Nominarli tutti sarebbe doveroso ma impossibile. Ognuno nel loro piccolo fa quello che può per alleviare il fardello che ci opprime.

Cercateli e seguitemi sul web:

Dalla già da me citata Radio Magliana, con Matteo Cirillo, Michele Iovane e Chiara David, che tutte le sere danno appuntamento al vicinato sul balcone per intrattenerlo con musica, gag e dediche, alla bellissima e bravissima Eleonora Scopelliti, tante volte vista ballare in televisione, la ballerina segue i suoi piccoli allievi attraverso il web continuando a fargli lezione e proponendo video dolcissimi delle performance di questi piccoli e adorabili ballerini.

Chiara Casali, anche lei da casa continua le sue lezioni di teatro per suoi allievi in video conferenza.

Enzo Casertano, con le sue ironiche ma anche crude dissertazioni sul covid 19 e ciò che lo circonda, un azzeccato gruppo: ildecameron2.0 che rifacendosi al Boccaccio dei tempi della peste, dalla loro casa leggono le sue novelle, più in tema di così…

Pietro de Silva anche lui su facebook propone vignette esilaranti trovate sul web e video sarcastici e pungenti in cui dice la sua.

Alessandra Merico, con i suoi divertenti clip sulla sua quarantena, Veronica Pinelli che nei panni di un improbabile presidentessa ci illustra divertentemente la situazione attuale, Igor Pedrotto che prende possesso del suo balcone condominiale con atteggiamenti alla Narcos, gli attori del neo nato gruppo Fil Rouge con Valerio Palozza le sorelle Serrao, Max Auci, Gian Paolo Caprino e molti altri che riempiono la pagina con messaggi, brevi monologhi, una canzone.

Fabio Avaro, appare spesso con brevi video su Facebook, la comica umorista Luisanna Vespa, con la sua chitarrina e le sue simpatiche canzoncine, il dolcissimo gruppo di ragazze della compagnia teatrale Tabù con le loro simpatiche foto, Max Balza Genco e le sue storie di Ugo e Tea per bambini…

Tanti, tanti e tanti altri, non me ne vogliano se non li ho distrattamente citati, ma sono davvero un infinità.

Questo per dire che a suo modo il teatro vive, freme, scalpita e non aspetta altro di risorgere sulle ceneri di questo maledetto virus, che lo ha ferito ma non ucciso…

Loro come vedete ci sono, la loro voce c’è ancora, ascoltatela fatevi deliziare dalle loro idee, ridete con loro, non abbandonateli perché loro non lo hanno fatto, ma soprattutto quando tutto questo finirà, andateli a vedere su un palco, a conoscerli di persona, li troverete uguali a come sono sul web e a braccia aperte saranno li per accogliervi ed immergervi nel fantastico mondo del teatro.

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