“I NASONI RACCONTANO”

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La storia ha il naso lungo.

Sì tratta della sesta edizione di uno spettacolo itinerante, che stavolta sceglie come ambientazione le strade del Quadraro. Venerdì 24 e sabato 25 giugno, venerdì 1 e sabato 2 luglio 2022. L’appuntamento e la partenza del mini tour sarà a Piazza Don Sardelli alle ore 20:30.

Come ogni anno, Fabio Morgan propone un viaggio tra le piazze e le vie dei quartieri popolari romani, riscoprendone e riproponendone le storie. Quest’anno tocca al Quadraro. Conosceremo storie che passano per la Seconda Guerra Mondiale, le speculazioni edilizie degli anni ’80, la Scuola 725 di Don Roberto Sardelli, i movimenti politici degli anni ‘70… Fabio nelle sue sceneggiature inserisce sempre l’amore, le lotte, le problematiche, i contrasti sociali, gli scontri caratteriali e politici dei periodi trattati, aggiungendo un pizzico di sana ironia al forte spirito di sopravvivenza dei personaggi, che spesso sono la rappresentazione di persone esistite: quelle che vengono dal popolo, con i loro problemi, i sogni infranti, i loro sfoghi, le confidenze al pubblico al quale esternano la rabbia e il dolore. Il tutto, però, sempre con un sorriso e un fondo ti ottimismo. Immergiamoci allora alla riscoperta di quell’umanità che ha percorso e abitato queste strade per due abbondanti ore, ridendo e divertendoci, ma anche riflettendo, in compagnia di otto fantastici attori e degli immancabili “nasoni”, le caratteristiche fontanelle pubbliche romane, testimoni di queste storie.

Il progetto è stato partorito da Fabio Morgan, che ha voluto con sé Matteo Cirillo, Ilario Crudetti, Alessandro Di Somma, Diego Migeni, Giulia Nervi, Francesca Pausilli, Giacomo Rasetti e Riccardo Viola, con la regia di Ariele Vincenti e l’aiuto regia di Teo Guarini.

Le scene e i costumi sono di Alessandra Muschella,

il disegno e le luci di Martin Emanuel Palma, la

fonica di “Emergenze Sonore” e l’aiuto costumista è Martina Turella. L’organizzazione di Gianni Parrella e Daniele Grifoni.

Alla Segreteria organizzativa Cecilia Casini; alla

Comunicazione e Promozione Caterina Occulto.

Una produzione di “Progetto Goldstein” per “La Città Ideale”.

Lo staff, sempre gentile e premuroso, accoglie il pubblico prenotatosi sul sito

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-i-nasoni-raccontano-quadraro-367414906877

per un evento completamente gratuito. Durante il percorso, attirati dalle musiche e dalle luci, dal pubblico divertito e rumoroso e dalle simpatiche battute degli attori, c’è un cospicuo gruppo di “infiltrati” che ad ogni edizione inevitabilmente si aggiunge alla già numerosa schiera dei partecipanti.

Fabio Morgan si aggira tra il pubblico e gli attori da buon “padre” della manifestazione, controllando con attenzione che tutto proceda senza intoppi; poi apre la serata con una breve introduzione sul progetto.

La prima scenetta è con degli antichi romani, che in realtà sono comparse di Cinecittà in sciopero durante il periodo fascista. Mentre i nostri lamentano la loro precaria situazione lavorativa, è appena stato ucciso Matteotti. In sua memoria viene addirittura letto l’ultimo toccante discorso, in cui il politico già presagiva la sua triste fine.

In scena ci sono Diego, Ilario ed Alessandro, che passano da uno schietto e vernacolato romanaccio, con cui al tempo si sarebbero espressi questi personaggi, per poi mutare tono e passare ad un italiano impeccabile quando leggono, con grande rispetto e profondità, la testimonianza di Matteotti. Irrompono poi sulla scena dei partigiani che rivedremo in seguito, seguiti da Matteo in bicicletta che evita i chiodi gettati dai gappisti per forare le gomme dei mezzi tedeschi.

Matteo ci traghetterà verso le altre location e le altre storie tra gli scorci del Quadraro. Seguiamo lui e la luce del capofila, mentre un altro tecnico si trascina dietro una cassa da cui ascoltiamo brani musicali dei classici del periodo, così tutti in coro cantiamo “Parlami d’amore Mariú”,” Ba, ba, baciami piccina sulla bo, bo, bocca piccolina…”, “Non ti fidare di un bacio a mezzanotte”, “Solo me ne vo per la città ”. Il grande Matteo si rivela, come sempre, un grande trascinatore, un pifferaio magico seguito ipnoticamente da un pubblico incantato come i topolini della celebre fiaba. Tutti a tempo di una musica scelta con gusto ed attenzione, perché coeva al periodo rappresentato. Si fa sera e l’ottimo uso delle luci (anche queste mobili) che l’infaticabile staff si trascina dietro a supporto del buon pifferaio Matteo, rendono tutto più suggestivo.

Nella seconda scena, in un piccolo parco, Matteo è Costantino che incontra la sua ragazza, una bravissima Giulia nei panni di Beatrice. Ci sono appena stati i bombardamenti su San Lorenzo e c’è il coprifuoco. Arrivano i partigiani del GAP: Riccardo, Francesca e Giacomo. Complottano per organizzare altri attentati contro i tedeschi. Ma ecco, inaspettatamente, irrompere sulla scena Diego, vestito da ufficiale tedesco. Dopo un fuggifuggi generale, subito si percepisce la tensione tra i rimasti, il nervosismo, la paura e poi il risvolto tragicomico della storia, toccante e profondo.

Cambio di scena: arriva Ilario, che è appena diventato prete, Don Roberto Sardelli da giovane, mentre Alessandro è un suo superiore che cerca una destinazione tranquilla per il neo prelato, che invece sicuro di sé vuole andare al Quadraro per portare la sua opera in questa difficile realtà.

Lasciamo ora il piccolo parco che ha ospitato queste storie al suono di una canzone che inneggia a Sant’Eusebio, intonata dal pubblico e da Alessandro, che ci riporta tra le case del quartiere; destinazione il mercato all’aperto della zona. Qui c’è Giulia che ci aspetta; interpreta Rita, una ragazza che pratica il mestiere più antico del mondo, che si confronta con Don Roberto. Dopo un divertente ma profondo scambio di idee piuttosto divergenti, arrivano i baraccati Riccardo, Francesca e Giacomo. Tra loro, con i dialetti più disparati, parte una vivace discussione è evidente la mancanza di istruzione tipica della gente semplice di quel periodo. Parlano di quello che Don Roberto ha fatto per migliorare la qualità della loro vita. Inevitabile sarà il successivo scontro tra il “parroco del popolo” e le alte sfere della chiesa, visto che il primo si batte per i diritti e per trovare un alloggio ai suoi baraccati nel dopoguerra. Sollecitato, arriverà Matteo, nei panni di uno stravagante sindaco, visibilmente più interessato all’attenzione del pubblico che non a risolvere i problemi di questi disgraziati. Finalmente, dopo le insistenze del parroco si assegneranno le prime case popolari.

Ci spostiamo di nuovo, questa volta intonando “I ragazzi della via Gluck” di Celentano, mentre arriviamo agli anni ’70 insieme a Giulia, Riccardo, Giacomo e Francesca che, con un pezzo di De Gregori in sottofondo, formano una movimentata combriccola di giovani comunisti che parlano di politica. Siamo a ridosso del massacro di Acca Larenzia; infatti, dall’altra parte, giovani fascisti si preparano per vendicare l’attentato subito. Bella la scena, gli abiti sono perfetti (come sempre i vestiti di Alessandra Muschella sono impeccabili); il modo di parlare, gli atteggiamenti… rendono la ricostruzione efficace e realistica, soprattutto molto d’impatto. Fantastico l’inaspettato colpo di scena!

nasoniL’ultima storia ci porta in un altro parco limitrofo. Qui troviamo gli ex tossici spacciatori (la formidabile coppia Diego e Alessandro), che di “ex” hanno ben poco. Si portano sempre dietro il loro ragioniere (Matteo). Il trittico è sempre stato presente nelle ultime edizioni. Stavolta i due simpatici malviventi appesantiti dall’uso delle droghe, facendosi accompagnare da questo povero imbranato ed impacciatissimo ragioniere, si sono buttati nel mondo dello spettacolo. Li troviamo alle prese con degli improbabili remake cinematografici con cui cercano di dare una svolta alla loro vita. Ma l’arrivo di un attivo collettivo politico che si spende per la protezione delle aree del quartiere fa finire tutto simpaticamente “in caciara”, “a tarallucci e vino”… Così termina la divertente serata.

Tirando le somme, lo spettacolo è stato piacevole, divertente e toccante ed il pubblico si è dimostrato interessato e divertito.

Conosco tutto il cast da tempo e lo seguo ormai da anni con attenzione e passione.

Francesca Pausilli stasera per la prima volta è con loro, e si è subito ben inserita nel gruppo con la sua verve e la spiccata personalità. Un’ artista che conosco bene per averla vista più volte in azione. Anche Giacomo è una new entry. È la prima volta che lo vedo, ma mi ha fatto subito un’ottima impressione. Sì è reso subito simpatico, sciorinando una serie infinita di dialetti che ha caratterizzato in modo molto divertente.

Di Riccardo, Alessandro, Diego, Matteo, Ilario e Giulia cosa posso dire se non quello che penso da sempre? Sono dei grandi artisti, istrionici, completi, ricchi di idee e personalità. Sono sempre pronti a cogliere l’occasione per coinvolgere il pubblico, dando fondo alla loro improvvisazione che inseriscono ogni volta che si presenta l’occasione, rendendo sempre originale e diversa ogni serata. Hanno sempre a portata di mano un nuovo ingrediente in grado di insaporire ed arricchire con gusto il loro già succulento piatto. Sono dei grandi “chef dello spettacolo”, e questo piatto consiglio di gustarlo.

Prenotatevi! Avrete la fortuna di vedere gratuitamente un grande spettacolo con grandi artisti!

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