L’opera del fantasma

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TEATROVID-19 Il teatro ai tempi del Corona (verso nuove varianti).

Teatro Vittoria

con: Simone Balletti, Chiara Bonome, Valerio Camelin, Sebastian Gimelli Morosini, Mattia Marcucci, Enrica Pintore.

Regia Chiara Bonome

Dopo aver mietuto successi nei cinque anni di repliche, stasera il Teatro Vittoria ripropone questo divertente spettacolo. Una sgangherata compagnia teatrale rimane senza regista poco prima di portare in scena il proprio spettacolo. Il povero regista prematuramente scomparso, però, ricomparirà come fantasma, è questo porterà a un susseguirsi di eventi paradossali e assai divertenti.

Dopo un veloce incontro con la simpatica e disponibile Teresa Bartoli dell’ufficio stampa e dello staff dell’ elegante teatro sito nel cuore di Testaccio, mi accingo ad assistere alla prima. Da subito noto una scenografia ben fatta che riporta agli anni ’40; lo spettacolo sicuramente è ambientato durante il secondo conflitto mondiale, tant’è che uno degli attori è vestito da ufficiale tedesco, mentre un’attrice intona canzoni sullo stile di Edith Piaf o di Marlene Dietrich.

Inevitabile l’accostamento, già dalle prime battute, al famoso spettacolo “Rumori fuori scena”, il classico di Michael Frayn, con l’aggiunta di un pizzico di “Che disastro di commedia” di Lewis, Sayer e Shirlds e, a mio parere, con una spolveratina dell’ironia di Pirandello. Si tratta però solo di un punto di partenza, di un’ ispirazione. In comune con le altre opere questa rappresentazione ha il tipo di comicità e l’impacciata e discutibile compagnia teatrale incompetente, ostacolata inoltre dagli attriti personali degli artisti, nel portare in scena il dramma. Nasce così uno spettacolo nello spettacolo, esplosivo, dove degli attori assai dinamici riversano una sequela continua di battute. I nostri si accavallano e si scontrano divertendo grazie a una sceneggiatura ben riuscita e che, pur mantenendo lo stile delle sopracitate commedie, sviluppa una sua direzione personale ed originale. Uno spettacolo adatto a tutti, ricco di colpi di scena, ma soprattutto di fantasmi! I nostri sono affiatatissimi, ognuno spinge il suo personaggio all’estremo, rincarando sempre di più la dose, mentre la storia si fa sempre più intricata e la trama più fitta, una sorta di giallo thriller black comedy. I nostri si inventano davvero di tutto per farci divertire senza che ci sia mai un calo di tensione. È un concentrato esilarante di comicità in cui il gruppo funziona perché ogni singolo elemento si amalgama con gli altri in una riuscita sinergia teatrale. Si sfornano gag a profusione, ed è davvero difficile descrivere tutti i momenti migliori. Sicuramente il picco si raggiunge quando tutti insieme propongono un medley di brani famosi a cappella in stile gospel; armonia e comicità si fondono raggiungendo quello che personalmente ritengo uno dei momenti più forti della serata, quando la comicità si fonde efficacemente con la musica. Un susseguirsi di cori in un crescendo che danno istintivamente voglia di schioccare le dita a tempo e di agitarsi sulla propria poltrona. Tutti insieme sono una macchina da spettacolo che non lascia respiro al pubblico.

oepra del fantasmaI personaggi: Elena, una cameriera svampita, sempre fuori fase, interpretata da una grande e poliedrica artista, l’eccezionale Enrica Pintore; il romanissimo e rozzo tecnico Achille (Simone Belletti), nel quale si nasconde la vena di un latinista erudito; Livio (Mattia Marcucci) il regista in cerca di gloria, che disperato tenta di portare in scena il suo spettacolo affrontando in maniera esilarante i continui problemi tecnici e i costanti attriti personali dei membri del cast; Tancredi Maria Pascal (Sebastian Gimelli Morosini), incerto e titubante attore dal lessico forbito che cerca di farsi spazio tra gli altri, prova vanamente ad apparire professionale risultando però suo malgrado buffo e divertente; Diego (Valerio Camelin), l’attore poliedrico e vulcanico dai vivaci scioglilingua portati all’estremo; e infine l’altezzosa, conturbante ma soprattutto intrigante attrice e cantante Isadora (Chiara Bonome), nonché insieme a Mattia Marcucci autrice di questo geniale testo.

oepra del fantasmaBrillanti ed intelligenti le trovate per portare in scena e dare vita al fantasma, idee partorite da una mente geniale che incastra e crea un rapporto esilarante tra vivi e morti grazie ad interazioni che riportano alla mente quei vecchi film commedia con il morto, dove il fantasma non spaventa, anzi diviene una vera e propria macchietta che riesce ad esorcizzare la nostra paura dell’estremo passo. Quei film che hanno fatto divertire e crescere le generazioni dei nostri padri e dei nostri nonni. Un revival a base di comicità vintage, che questi artisti resuscitano e che con il loro tocco magico e la loro bravura riescono a modernizzare, a rinfrescare a far rivivere, a personalizzare e rendere odierno. Una comicità fatta di gestualità esagerate, di battute semplici ma schiette, di atteggiamenti ed espressioni estremizzate dal sapore retrò, ma mai dimenticate e che, seppur distanti dalla comicità moderna, vengono riportate in auge con classe e rivestite di nuova linfa vitale.

Riusciranno i nostri a portare in scena finalmente questo spettacolo? L’idea vincente sta proprio in questo, nel proporre uno spettacolo nello spettacolo, un dietro le quinte, una prova generale zeppa di errori divertenti sempre diversi, battute che sembrano partorite dall’ improvvisazione. Il carattere di ogni personaggio poi viene messo a nudo e farcito di aspetti divertenti, in un ambiente dove ogni personalità cozza con l’altra, grazie ad una serie di intrighi, retroscena, segreti e colpi di scena efficaci e divertenti.

Bella, da non mancare.

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