“Quarto piano stanza 2”

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TEATROVID-19 Il teatro ai tempi del Corona (verso la terza dose, mentre arriva la nuova variante…)

di Elettra Zeppi e Francesco Imundi.

Con Elettra Zeppi e Giancarlo Porcari, è con l’amichevole partecipazione di Paolo Celata. Regia di Federico Vigorito, assistente alla regia Francesca La Scala.

Teatro Trastevere

Finalmente di nuovo al teatro Trastevere! Mi accoglie il grande, grandissimo Marco Zordan, direttore artistico del teatro, che ho avuto anche il piacere di vedere poco tempo fa nei panni di Capitan Uncino nella grandiosa commedia in cartellone al Teatro Brancaccio “Che disastro di Peter Pan”, terminata da poco. Un grande attore e una grande persona.

Stasera sono qui per questo nuovo spettacolo, una produzione del Teatro di Alice. Giancarlo Porcari è nelle vesti di Marco, un senatore della Repubblica sotto indagine per reati contro l’ambiente. Sta attendendo in una camera d’albergo una votazione parlamentare che, a seconda dell’esito, lo porterà a rispondere in tribunale dei reati per cui è imputato. Nella stessa stanza si rifugerà una cameriera di nome Anna (Elettra Zeppi), per sfuggire alle molestie di un suo superiore. I due, nonostante appartengano a due ceti sociali completamente differenti e lontani tra loro, dopo l’inevitabile scontro iniziale si avvicineranno grazie ad un segreto che li accomuna e che cambierà i loro destini.

La scenografia ripropone una stanza di un albergo molto particolare, il design delle pareti richiama alla mente inequivocabilmente le sbarre, quelle del velato presagio incombente sull’uomo. In realtà la sinossi che ho letto non fa presagire neanche lontanamente cosa ci proporrà la trama; è un vero e proprio giallo, che riserva una serie di colpi di scena davvero inaspettati.

Giancarlo per me è una rivelazione nel ruolo drammatico, lo seguo da tempo e lo apprezzo e stimo come artista, ma finora lo avevo sempre visto in ruoli comici. Dopo le prime battute, mi ha subito coinvolto sorprendendomi, rivelando le sue capacità recitative e vestendo egregiamente il suo ruolo drammatico, duettando efficacemente con Elettra. Lei per me invece è stata una vera rivelazione. Pur non conoscendola, già da subito sono stato colpito dalla sua recitazione molto realistica. Le sue espressioni di difficoltà, di paura, di imbarazzo sono così ben miscelate che fanno capire immediatamente la grande preparazione di quest’artista, che svela nell’arco del dramma tutto il suo potenziale in un crescendo e turbinio di emozioni. Dotata di un evidente carisma e di una forte personalità, li usa per arricchire ed animare il suo personaggio. Possiede una voce profonda ed intensa, che la caratterizza senza pregiudicarne la femminilità.

I due personaggi appaiono all’inizio completamente diversi da come poi si paleseranno, e questo crea un crescendo nella storia. I due si raccontano svelando i retroscena più nascosti della loro vita e del loro carattere.

stanza 2Sono rimasto perplesso all’inizio quando Marco, nonostante sia in una situazione di forte tensione emotiva, accoglie la donna visibilmente terrorizzata e scioccata in maniera forse troppo naturale ed altruistica per un personaggio politico nella sua situazione. Un atteggiamento che cozza con la nostra visione del parlamentare, sempre molto altezzoso, distaccato dalla realtà dell’uomo comune ed egocentrico. Infatti il primo attrito tra i due verterà proprio su questa tema. Anna, persona “comune”, sbatterà in faccia a Marco questa sua visione. Quello che sembrava a mio avviso un discutibile passo della trama, si rivela invece il trampolino di lancio per tutta una serie di scontri verbali e di opinioni contrastanti tra i due. Mi sono chiesto se con questo gesto di disponibilità Marco volesse alleggerire inconsapevolmente il suo karma, o il destino a cui sta andando ineluttabilmente incontro. Mentre Marco svelerà man mano la sua parte più cinica ed egoistica, Anna da parte sua metterà a nudo il lato più coriaceo e risoluto. La sapiente sceneggiatura si destreggerà bilanciandosi tra le due personalità che si attraggono e respingono, colpendo nel segno e sorprendendo lo spettatore, che resta coinvolto nella storia sempre più ricca di retroscena interessanti ed intricati fino ad un inaspettato epilogo.

Interessanti i commenti del pubblico a fine spettacolo, tra cui alcuni esperti del settore, colleghi dei nostri, uno su tutti Leonardo Buttaroni da me stimato attore, sceneggiatore e regista. Molto attento, ha evidenziato alcuni passaggi della storia non così scontati, dando un suo giudizio alquanto positivo e lusinghiero, tanto sugli attori quanto sulla sceneggiatura.

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