Oratorio di Santa Silvia al Celio

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A differenza degli altri due oratori, ovvero quelli di Santa Barbara e Sant’Andrea (che distano tra loro qualche manciata di metri), sono di origine medievale, mentre quello di Santa Silvia, è precedente ed è stato costruito per essere dedicato alla madre Silvia dal figlio San Gregorio in quella che era la casa paterna

La donna era una nobile romana, moglie del senatore Gordiano e madre del futuro papa Gregorio I. Viene venerata come santa dalla Chiesa cattolica. L’oratorio come lo vediamo oggi risale al 1603 ad opera del cardinale Cesare Baronio. Si trova in una posizione speculare rispetto a quello di Santa Barbara, separati dall’oratorio chiesa di Sant’Andrea posto nel mezzo.

La prematura morte del porporato avvenuta nel 1607, portò però ad una modifica dei progetti originali, che prevedevano una ricca decorazione delle pareti laterali con figure di santi. L’opera fu allora portata avanti dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese, tra il 1608 ed il 1609.

Dei tre l’oratorio di Santa Silvia è quello collocato più a destra del complesso dei tre oratori. Al gruppo di oratori fu concesso da papa Leone XII nel 1828 il capitolo di Santa Maria Maggiore.

Sopra la porta d’entrata vi è un timpano in marmo con decorazione a mosaico XIV secolo. Sulla piccola facciata si apre un portale sovrastata da una finestra orizzontale. Sul fianco sinistro si trova una porta con l’iscrizione dedicatoria.

All’interno la struttura è a pianta rettangolare, la parete di fondo è absidata. Sopra all’altare è collocata la statua di Santa Silvia, scolpita da Nicolas Cordier tra il 1603 e il 1604. È inserita all’interno di un’ edicola marmorea composta da due colonne di porfido con capitelli in bronzo e due praste in alabastro, sovrastate da un timpano.

Il cardinale Scipione Borghese commissionò anche le altre opere presenti nell’oratorio: l’interno a navata unica, ha un soffitto ligneo a cassettoni che ospita il simbolo araldico di Scipione Borghese.

La decorazione del catino absidale è opera di Guido Reni, rappresenta la “Gloria celeste di Santa Silvia con concerto di angeli”, nelle due finte nicchie poste ai lati dell’altare sono dipinti re Davide e il profeta Isaia, opera di Sisto Badalocchio eseguita tra il 1608 e il 1609.

Altre opere che abbelliscono l’aula sono le vetrate realizzate da Jacopo Bissoni.

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