“2033. Quando la terra divenne Cielo”: il thriller di Cristiano Ceresani

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Un ragazzo di sedici anni, un discorso pronunciato dalla finestra dell’Angelus, i mercati finanziari che crollano, poteri occulti, intelligenza artificiale, transumanesimo e un mondo che precipita nel caos.

È l’universo narrativo di “2033. Quando la terra divenne Cielo”, il romanzo d’esordio di Cristiano Ceresani, pubblicato da Edizioni Cantagalli.

La presentazione del libro è in programma mercoledì 7 ottobre 2026 alle ore 17.30, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, sede della Biblioteca della Camera dei Deputati.

Con l’autore interverranno S.E. il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, e gli onorevoli Maria Elena Boschi, Alessandro Cattaneo e Giorgia Latini.

A moderare l’incontro saranno la giornalista del Tg5 Simona Branchetti e Gigi Marzullo.

CRISTIANO CERESANI

CRISTIANO CERESANI

Un thriller che porta l’Apocalisse nel mondo contemporaneo

“2033. Quando la terra divenne Cielo” è un thriller escatologico di 416 pagine, pubblicato da Edizioni Cantagalli al prezzo di 24 euro.

Il romanzo intreccia geopolitica, intelligenza artificiale, poteri economici, tentazioni transumaniste e profezia cristiana, spingendosi fino a immaginare il ritorno di Cristo sulla terra e, soprattutto, ciò che potrebbe accadere dopo il giorno dell’Apocalisse.

È proprio questo il punto di partenza narrativo scelto da Ceresani: non cercare di prevedere o spiegare l’Apocalisse, ma trasformare l’eschaton in una storia da raccontare attraverso gli strumenti del thriller contemporaneo.

Mercati finanziari, governi, intelligence, algoritmi, Vaticano e poteri internazionali diventano così gli elementi di una vicenda che si sviluppa nel 2033.

Cristiano Ceresani, dal saggio al romanzo

Cristiano Ceresani è giurista e saggista, consigliere parlamentare alla Camera dei Deputati.

Prima di questo esordio narrativo ha pubblicato una trilogia di saggi dedicata all’intreccio tra teologia, storia e rivoluzione tecnologica: “Kerygma. Il Vangelo degli ultimi giorni” (Giubilei Regnani, 2018), “Èschaton. Gesù di Nazareth e il futuro del mondo” (Cantagalli, 2022) e “Dio, Io, AI. La mente artificiale incontra il divino” (Cantagalli, 2025).

Con “2033. Quando la terra divenne Cielo” quelle riflessioni entrano quindi nel territorio della narrativa.

ceresaniSette minuti che fanno tremare il mondo

Al centro della storia c’è un ragazzo.

Dalla finestra dell’Angelus pronuncia un discorso di sette minuti. Un intervento capace, nella trama del romanzo, di provocare conseguenze enormi: i mercati crollano, le opinioni pubbliche si dividono e i governi del pianeta entrano in una fase di crisi.

Mentre il Papa cerca di proteggerlo, dodici uomini riuniti al novantesimo piano di un grattacielo di Manhattan tentano di neutralizzarlo.

Il tentativo fallisce.

Da quel momento il mondo precipita nel caos, fino ad arrivare alla notte di Natale del 2033, quando su ogni schermo della Terra compare un Volto destinato a cambiare ogni cosa.

Potere, algoritmi e sogno di sconfiggere la morte

Il romanzo ambienta la propria storia nel 2033, ma affronta questioni strettamente legate al presente.

Uno dei temi centrali è il potere, rappresentato dai dodici uomini che dal novantesimo piano di un grattacielo di Manhattan cercano di decidere le sorti del mondo.

Poi c’è la tecnologia, presentata nella storia anche come possibile promessa di salvezza.

Tra i personaggi compaiono il miliardario americano Leonard Prescott e il tecnoprofeta Raoul Elizondo, legati ad algoritmi, criptovalute e a un progetto segreto che punta ad abolire la morte biologica.

È il sogno transumanista di un’eternità senza Dio.

Quando l’intelligenza artificiale si ribella

L’intelligenza artificiale occupa un altro spazio centrale nella narrazione.

A un certo punto, l’IA smette di obbedire ai propri creatori e si ribella. Accanto alla tecnologia c’è poi il tema dell’informazione e del prezzo della verità, incarnato da una giornalista impegnata a inseguire quello che viene presentato come il più grande complotto della storia.

E al centro di tutto c’è Giovanni.

Ha sedici anni, non ha alleati e non possiede un piano. Ha però una certezza: secondo la sua convinzione, i “segni” ci sono tutti e il tempo sta per scadere.

Un’Apocalisse lontana dai soliti scenari cinematografici

Uno degli elementi distintivi del romanzo è il modo in cui Ceresani affronta l’immaginario della fine del mondo.

La narrativa apocalittica degli ultimi decenni è stata spesso associata a catastrofi, bunker e supereroi, con un immaginario prevalentemente cinematografico e americano.

“2033. Quando la terra divenne Cielo” sceglie invece di confrontarsi con le categorie della tradizione cristiana: la grande apostasia, lo spirito dell’Anticristo, i falsi profeti, il Giudizio, la Risurrezione dei morti e la vita eterna nel Paradiso.

Questi elementi vengono calati all’interno di un mondo riconoscibile, fatto di schermi, mercati finanziari, vertici dell’Onu e stanze vaticane.

Il risultato, secondo l’impostazione del romanzo, non è quindi una fantascienza fatta soltanto di scenari futuristici, ma una storia che porta il presente verso le sue conseguenze ultime.

La fine del mondo come trasformazione

Nel libro, l’Apocalisse non viene presentata esclusivamente come sinonimo di distruzione, morte e dolore.

La prospettiva narrativa immaginata da Ceresani la interpreta anche come un evento cosmico capace di rigenerare l’umanità e l’intera creazione.

È una prospettiva che ribalta uno degli immaginari più consolidati sulla fine dei tempi e che costituisce uno degli elementi centrali della visione proposta dal romanzo.

“L’Apocalisse è già iniziata”

Nel corso della storia, il protagonista pronuncia dalla finestra dell’Angelus una frase destinata a sintetizzare il cuore del romanzo: «L’Apocalisse è già iniziata».

È da questa idea che prende forma una narrazione nella quale ciò che normalmente appartiene alla profezia religiosa viene fatto dialogare con i meccanismi concreti del mondo contemporaneo: finanza, politica internazionale, tecnologia, comunicazione e intelligenza artificiale.

Il confine tra futuro immaginato e inquietudini del presente diventa così uno degli elementi narrativi più forti del libro.

Il romanzo guarda già oltre l’Italia

L’interesse per “2033. Quando la terra divenne Cielo” ha già superato i confini italiani: i diritti del romanzo sono stati acquistati per la traduzione francese da Éditions Salvator, con sede a Parigi.

Intanto il primo appuntamento pubblico con il romanzo sarà a Roma, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto.

Un incontro che metterà attorno allo stesso tavolo Cristiano Ceresani, S.E. il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Maria Elena Boschi, Alessandro Cattaneo, Giorgia Latini, Simona Branchetti e Gigi Marzullo, per parlare di un libro che sceglie di trasformare una delle domande più antiche dell’umanità in un thriller ambientato nel futuro: che cosa accadrebbe al mondo se l’Apocalisse non fosse soltanto la fine, ma l’inizio di qualcosa di completamente nuovo?

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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