La storia di un amore intenso e profondo da superare le barriere del sesso e dell’etica

La voce rubata, aprile – ottobre 1989 è la storia di un amore così intenso e profondo da superare le barriere del sesso e dell’etica. È un viaggio interiore, quello del protagonista diciottenne, Edoardo, alla ricerca di se stesso.

Siamo in una suggestiva Liguria di fine anni Ottanta, quando ancora la musica si ascoltava attraverso gli stereo portatili o i walkman ed erano in voga i 501 e le Superga. Cullati dagli intramontabili brani dei The Doors, dei Joy Division e dei Pink Floyd, due giovani ragazzi, attratti dalla loro straordinaria bellezza, scopriranno e vivranno fino in fondo l’amore diverso a cui Edoardo ha cercato, da sempre, di sottrarsi. Ma è impossibile tenere testa al filo rosso del destino che unisce due anime. Vissuto negli anni in cui l’eroina mieteva milioni di vittime, il loro sarà un amore fatto di scelte che potrebbero trascinare la purezza dei loro stessi sentimenti in un destino amaro, capace di travolgere le loro vite.

All’inizio, volevo scrivere una storia d’amore, semplicemente e soltanto una storia d’amore.

Mi sono immaginato e ho scritto di come Edoardo, un ragazzo di diciotto anni, si potesse sentire scoprendo se stesso e portando alla luce le emozioni più intime, tra paure e scelte che condizionerebbero il corso della vita di chiunque.

Ho scritto un racconto che parla solo di amore. Quell’amore che non ha facce e che non ha sesso. L’amore senza veli, che può essere dolce, passionale, immaturo, folle, aggressivo o doloroso, ma soprattutto l’amore che è e deve essere speranza. Sì, speranza. Una semplice, ma intensa parola che non dovremmo mai dimenticarci.

Non era mia intenzione, ma ne è uscito anche un racconto sulla droga e sulla dissennatezza giovanile. La droga è stata un espediente (su cui ho riflettuto molto) per mostrare come una scelta sbagliata possa portare a conseguenze disastrose. È soltanto il sintomo di una condizione sociale che come ieri, anche oggi può colpire chiunque, senza distinzioni di classe e a qualunque età.

Soprattutto questa è una storia di fantasia che non deve essere letta tenendola ancorata alla realtà di luoghi o di comportamenti di vita.

Se questo racconto potrà indurre anche un solo giovane a leggersi dentro o un solo genitore a cercare di comprendere, nel profondo, il proprio figlio, sarà già abbastanza.

Gian Luca Oliveri

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