“TAU. In segno d’amore”: il libro nato dall’incontro tra Baglioni e Caccamo

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Un incontro tra parole, spiritualità e visioni che prende forma in un libro.

Da oggi, martedì 15 settembre, arriva nelle librerie e negli store digitali “TAU. In segno d’amore”, opera firmata da Claudio Baglioni e Michele Caccamo, pubblicata da Castelvecchi editore.

Il volume nasce all’interno di un progetto artistico dedicato a san Francesco, in occasione degli 800 anni dalla sua morte, e costruisce un percorso poetico e spirituale ispirato anche alla figura di sant’Antonio da Padova.

E il riscontro al debutto è arrivato immediatamente: nel primo giorno di uscita il libro è risultato esaurito al lancio, in prevendita, ed è in ristampa.

L’edizione numerata a tiratura limitata è disponibile su Amazon fino a esaurimento scorte e nelle librerie San Paolo e Paoline.

copertina TAU. In segno d’amoreOtto notti per arrivare al cuore del mistero

“TAU. In segno d’amore” si sviluppa come un’invenzione poetica e morale articolata in otto notti.

Al centro della narrazione c’è sant’Antonio da Padova, santo portoghese ormai malato e prossimo alla morte, che riceve la presenza di san Francesco d’Assisi.

Non una semplice visione, ma un richiamo verso l’origine più profonda della propria vocazione.

Notte dopo notte, la distanza tra le due figure si assottiglia. Antonio, uomo della parola, della predicazione e del sapere, viene accompagnato verso un territorio nel quale anche la conoscenza sembra dover lasciare spazio al silenzio.

È proprio questo cammino interiore a dare alla struttura del libro il suo ritmo.

Otto notti, otto visioni, otto spoliazioni.

Un percorso che conduce progressivamente verso ciò che resta quando ogni certezza viene lasciata cadere.

Il Tau, tra salvezza e umiltà

Il titolo richiama il Tau, simbolo scelto da san Francesco per indicare salvezza e umiltà.

Anche la particolare esperienza fisica del volume partecipa a questo viaggio: la lettura è scandita dal taglio delle pagine intonse, trasformando il gesto stesso di aprire il libro in parte del percorso.

Il racconto affonda le proprie radici nelle fonti francescane, con particolare riferimento agli scritti di Tommaso da Celano e al Cantico delle creature.

Ma il libro non si limita a ripercorrere una tradizione.

Nella scrittura di Baglioni e Caccamo, la povertà francescana viene riletta come un concetto radicale: non soltanto rinuncia ai beni materiali, ma abbandono di ogni forma di possesso, compresa quella legata al nome, all’identità, alla verità e persino all’immagine di Dio costruita dall’uomo.

Baglioni: “Abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto”

Il punto di partenza dell’opera è anche racchiuso nelle parole di Claudio Baglioni:

«In un tempo che insegue sempre più l’accumulo e il possesso, abbiamo scritto di due uomini che si sono spogliati di tutto, per essere essenza dell’essenziale. Ognuno a fare la sua parte».

Un’idea che attraversa l’intero libro e mette in relazione le due figure al centro della storia.

Francesco e Antonio seguono strade differenti verso una medesima forma di spoliazione.

Francesco abbandona i beni.

Antonio abbandona il sapere.

Il primo lascia la casa del padre, il secondo quella della mente.

Il loro percorso conduce così verso quel “luogo del nulla” descritto nel libro non come uno spazio vuoto o morto, ma come un luogo capace di contenere tutte le possibilità.

Michele Caccamo: “Pensiero, visione e scrittura”

Anche Michele Caccamo racconta la genesi del lavoro e il confronto con Baglioni:

«Con Claudio abbiamo costruito questo libro facendo convergere pensiero, visione e scrittura, parola dopo parola, perché Francesco e Antonio non restassero trattenuti nella sola devozione, ma riemergessero come due vite nelle quali Dio si è reso visibile».

È in questa convergenza tra pensiero e scrittura che prende forma un racconto nel quale le figure dei due santi vengono portate fuori dalla sola dimensione devozionale e trasformate in protagonisti di un percorso umano e spirituale.

“Ogni istante che vivo è il Paradiso che si china su di me”

La frase che apre il percorso dedicato alle otto notti diventa una delle chiavi dell’opera:

«Ogni istante che vivo è il Paradiso che si china su di me».

Sono parole attribuite a sant’Antonio nella prima notte e destinate a riecheggiare lungo tutto il racconto.

Poi arriva il Tau, insieme a una delle immagini centrali del libro:

«Questa è l’ultima cosa che vi do. Una lettera».

Una pausa.

Poi il riferimento all’angelo e al segno del Tau sulla fronte di chi ancora piange per il male del mondo.

La dimensione simbolica diventa così parte integrante della narrazione.

Otto visioni, otto spoliazioni

Il percorso narrato da Baglioni e Caccamo procede verso una progressiva sottrazione.

Ogni notte Francesco toglie ad Antonio qualcosa.

La conoscenza umana viene progressivamente svuotata fino a lasciare spazio a una presenza che non ha più bisogno di essere definita.

La morte, nel racconto, viene osservata attraverso questa prospettiva.

Antonio arriva agli ultimi istanti credendo ciò che Francesco aveva creduto: che la morte non esista come fine, ma sia il nome che gli uomini attribuiscono a ciò che non riescono più a seguire.

Le otto visioni diventano quindi otto passaggi verso l’abbandono.

E proprio nell’abbandono Antonio trova la presenza assoluta.

Un’opera tra poesia, storia e spiritualità

“TAU. In segno d’amore” si presenta così come un’opera costruita sull’incontro tra la scrittura di Claudio Baglioni e Michele Caccamo, le fonti francescane e un racconto che mette al centro Francesco d’Assisi e Antonio da Padova.

Un libro nel quale la povertà diventa libertà, il sapere viene messo in discussione e il silenzio acquista un valore che va oltre l’assenza di parole.

Il volume è disponibile da martedì 15 settembre.

Claudio Baglioni e Michele Caccamo
TAU. In segno d’amore
Castelvecchi editore
228 pagine
20 euro

L’edizione numerata a tiratura limitata è disponibile su Amazon fino a esaurimento scorte e nelle librerie San Paolo e Paoline. Al lancio, il volume è risultato esaurito in prevendita ed è già in ristampa.

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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