Il divieto sionista

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Nel tempo non abbiamo mai fatto mistero sulla nostra contrarietà circa l’atteggiamento dei giovani sionisti presenti all’interno delle comunità ebraiche sparse un po’ in tutta Europa e del loro cieco sostegno dato allo Stato di Israele, anche con la raccolta di fondi economici.

Ripetiamo, cieco sostegno, cieca solidarietà perché essi non seppero neppure insieme alle intere comunità esercitare le pressioni dovute sul governo israeliano affinché cogliesse quell’attimo fuggente, quell’attimo prezioso offerto da Yasser Arafat – in seguito assassinato – quando ormai era disposto ad addivenire a trattative di pace che permettessero a due stati liberi e indipendenti di convivere.

Ma l’ultima i sionisti l’hanno fatta nei giorni scorsi, quando hanno preteso di impedire che palestinesi convenuti a Roma in occasione del settantatreesimo anniversario della Liberazione, della cacciata dei nazifascisti, manifestassero.

Essi hanno perso ogni ritegno; è stata una sorpresa generale perché. proprio ora, quando nei giorni scorsi, tutti gli italiani hanno potuto vedere in televisione militari dello stato israeliano sparare non su delle sagome inerti, ma sui palestinesi uccidendoli, fra alti strilli, grida di gioia per non aver mancato il bersaglio!

Come hanno potuto permettersi?!

Costoro , probabilmente sono ancora prigionieri di ciò che ambivano i fondatori dello stato di Israele che vedevano tutte quelle terre occupate dai palestinesi ormai una una loro conquista. I palestinesi erano da estromettere, da mandare via perché quelle terre erano state loro concesse per grazia divina.

Ecco che cosa ci ha scritto una ex partigiana Miriam Pellegrini Ferri che è presidente di una associazione, di un gruppo, che si chiama Gamadì: Gruppo atei materialisti dialettici, ex partigiana insieme al suo compagno Spartaco Ferri, oggi purtroppo scomparso; ci ha ha scritto questo:

“Gli ebrei sionisti romani hanno perso il senso delle proporzioni e della prudenza; essi devono ricordarsi che principalmente noi partigiani abbiamo lottato per difendere i loro padri (e le loro madri) dalla persecuzione nazi-fascista. Oggi lo Stato israeliano che a sua volta è diventato oppressore, applica il medesimo trattamento nei confronti del palestinesi cui noi, ancora una volta, esprimiamo tutto l’appoggio incondizionato.”.

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Mario Albanesi

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