Educazione sessuo-affettiva a scuola: la campagna della Fondazione Una Nessuna Centomila per l’8 marzo

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Mettere al centro l’educazione sessuo-affettiva a scuola per formare consapevolezza e contrastare gli stereotipi. È questa la scelta della Fondazione Una Nessuna Centomila per l’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna.

Un messaggio chiaro: la scuola può e deve avere un ruolo centrale nel percorso di costruzione della soggettività delle donne, come già avviene in altri Paesi europei.


Perché l’educazione sessuo-affettiva è una priorità

L’educazione sessuo-affettiva è il cuore della nuova campagna di sensibilizzazione della Fondazione Una Nessuna Centomila. L’obiettivo è duplice: da un lato formare consapevolezza, dall’altro contrastare stereotipi e pregiudizi che alimentano discriminazioni e violenza di genere.

“Oltre al consolidato lavoro di sostegno e valorizzazione dei centri antiviolenza – dichiara la Presidente della Fondazione, Giulia Minoli – le due priorità in questo momento sono il contrasto al ddl Bongiorno, che intacca il concetto di consenso esplicito nel reato di violenza sessuale, e l’esigenza dell’educazione sessuo-affettiva a scuola”.

La Fondazione sottolinea come questo tema sia alla base di un cambiamento culturale ritenuto necessario per arginare discriminazione e violenza di genere, fenomeni ancora radicati nel Paese.


Diritto e rovescio: la campagna che mette davanti a una scelta

La campagna, realizzata da Hobo, si costruisce su due piani contrapposti:

  • DIRITTO: dà voce a desideri, identità e aspirazioni legittime. Parlano bambine, ragazze e donne attraverso affermazioni semplici, dirette, non negoziabili.

  • ROVESCIO: mette in scena frasi che nascono da paura, ignoranza e stereotipi, mostrando discorsi che condizionano e limitano.

L’accostamento tra diritto e rovescio rende evidente una responsabilità collettiva: scegliere se difendere i diritti o continuare a legittimare i pregiudizi.

Secondo la Fondazione, non avere accesso all’educazione sessuo-affettiva significa crescere nell’inconsapevolezza e negli stereotipi, con conseguenze che incidono sulle relazioni e sulla libertà individuale.


Le iniziative in campo: formazione, ricerca e supporto ai centri antiviolenza

Accanto alla campagna per l’8 marzo, la Fondazione prosegue il proprio impegno con una serie di iniziative strutturate.

In occasione dell’ultimo concerto di Una Nessuna Centomila a Napoli sono stati erogati 900 mila euro a favore dei Centri Antiviolenza, a conferma di un sostegno economico continuativo.

Negli ultimi mesi sono stati avviati o presentati diversi progetti:

  • La prima scuola gratuita e nazionale di formazione per operatori dei centri antiviolenza.

  • La ricerca “Educare all’affettività”, promossa in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca attraverso il Centro di Ricerca Dipartimentale ADV – Against Domestic Violence, con l’obiettivo di approfondire la necessità di un’educazione sessuo-affettiva sistematica e inclusiva nelle scuole, in linea con gli standard indicati da UNESCO e Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • La pubblicazione del libro Senza legge, edito da TLON, dedicato al tema dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole.

  • Un progetto con la Polizia di Stato per avviare un percorso di formazione specifica rivolto agli agenti chiamati a raccogliere le denunce di violenza di genere, con l’obiettivo di rafforzare ascolto, accoglienza e valutazione del rischio sin dal primo contatto.

  • L’adesione alla manifestazione generale contro il ddl Bongiorno, in programma il 28 febbraio a Roma.


Un percorso che coinvolge l’intera società

Attraverso le iniziative promosse durante tutto l’anno, la Fondazione Una Nessuna Centomila punta a coinvolgere l’intera società in un percorso di consapevolezza e cambiamento culturale.

La campagna per l’8 marzo rilancia con forza il tema dell’educazione sessuo-affettiva a scuola come strumento di prevenzione e di affermazione dei diritti, ponendo al centro una domanda cruciale: quale modello culturale vogliamo costruire per le nuove generazioni?

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Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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