Si è concluso il processo seguito da LNDC Animal Protection.
I tre animali erano stati trovati nel 2019 in condizioni di grave denutrizione e successivamente sequestrati. Piera Rosati: «Una sentenza importante, ma la pena è poco incisiva»
È arrivata la condanna nel caso di Norma Autiero, la donna accusata di accumulare gatti a Roma in una vicenda seguita da tempo da LNDC Animal Protection.
Il processo si è concluso con una pena di cinque mesi di reclusione. Al centro del procedimento c’erano, in particolare, tre gatti trovati nel giugno 2019 durante un sopralluogo, successivamente posti sotto sequestro perché, secondo quanto riportato da LNDC, si trovavano in condizioni di grave denutrizione e maltrattamento.
La sentenza è stata pronunciata il 22 settembre 2026.
Il giudice ha riconosciuto il maltrattamento
Secondo quanto riferito da LNDC Animal Protection, il giudice ha ritenuto provata l’accusa e riconosciuto il maltrattamento dei tre gatti.
Per l’associazione animalista si tratta di un passaggio significativo all’interno di una vicenda che aveva già avuto precedenti risvolti giudiziari e che aveva portato nuovamente l’attenzione sulle condizioni degli animali durante l’ultimo sopralluogo.
I tre gatti erano stati trovati in condizioni di forte denutrizione e, dopo il sopralluogo del giugno 2019, erano stati sequestrati. Da quella situazione era scaturito il procedimento per maltrattamento.
Piera Rosati: «Finalmente arriva una condanna»
La presidente di LNDC Animal Protection, Piera Rosati, commenta positivamente il riconoscimento giudiziario del maltrattamento, pur esprimendo perplessità sulla pena.
«Finalmente arriva una condanna per una vicenda che abbiamo seguito da tempo e nella quale erano emerse condizioni di particolare sofferenza per gli animali».
Rosati sottolinea quindi il valore del riconoscimento ottenuto in sede giudiziaria:
«Il giudice ha riconosciuto come provato il maltrattamento dei tre gatti trovati durante l’ultimo sopralluogo, nel giugno 2019, e questo per noi è un risultato importante».
La presidente di LNDC aggiunge però una considerazione sulla durata della pena:
«Resta però il rammarico per una pena che, a nostro avviso, è poco incisiva rispetto alla gravità dei fatti accertati».
Una vicenda iniziata prima dell’ultimo sopralluogo
Il procedimento si inserisce, secondo LNDC Animal Protection, in un quadro più ampio legato all’accumulo di animali e a una vicenda che aveva già avuto altri risvolti giudiziari.
L’ultimo sopralluogo, nel giugno 2019, aveva portato alla luce le condizioni dei tre gatti. Gli animali, trovati in condizioni di grave denutrizione, erano stati sequestrati e la vicenda era successivamente approdata in tribunale con l’accusa di maltrattamento.
Con la sentenza, il giudice ha quindi riconosciuto il maltrattamento contestato in relazione ai tre animali.
Per LNDC è un passaggio importante
Per LNDC Animal Protection, il significato della sentenza va oltre la singola condanna.
L’associazione sostiene infatti che condizioni di grave sofferenza degli animali non possano essere considerate semplicemente come la conseguenza di una difficoltà nella loro gestione, ma debbano trovare una risposta anche sul piano penale.
La condanna a cinque mesi rappresenta così, per LNDC, un riconoscimento giudiziario delle responsabilità contestate nella vicenda. Allo stesso tempo, l’associazione mantiene le proprie perplessità sull’entità della pena, ritenuta poco incisiva rispetto alla gravità dei fatti accertati.
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