A Roma, a Roma! 2026: il teatro contemporaneo allo Spazio Rossellini

Pinterest LinkedIn Tumblr +

Dal 4 novembre al 5 dicembre 2026, a Roma, lo Spazio Rossellini ospita A Roma, a Roma!, la rassegna curata da Francesca De Sanctis e prodotta da ATCL.

In programma spettacoli, incontri con gli artisti e laboratori dedicati alla scrittura autobiografica e alla critica teatrale.

Cinque appuntamenti teatrali, due laboratori e occasioni di confronto con artisti e autori. Dal 4 novembre al 5 dicembre 2026, lo Spazio Rossellini di Roma diventa il punto d’incontro di linguaggi, storie e percorsi artistici diversi con A Roma, a Roma! 2026, la rassegna curata dalla giornalista e critica teatrale Francesca De Sanctis e prodotta da ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, diretta da Isabella Di Cola.

Il progetto nasce con un obiettivo preciso: dare visibilità a compagnie e artisti che, pur contribuendo alla ricerca teatrale contemporanea, faticano a trovare spazio nei circuiti di programmazione della Capitale. Al centro ci sono la pluralità delle esperienze, il confronto tra linguaggi e la possibilità di mettere in discussione i meccanismi che regolano l’accesso alle scene romane.

«A Roma, a Roma! nasce per creare spazi di dialogo, per sconfinare e per aprirsi agli altri», spiega la curatrice Francesca De Sanctis. L’intenzione è accogliere compagnie provenienti da altre città e artisti che difficilmente riescono a esibirsi nella Capitale, puntando su apertura, pluralità e dialogo.

Il programma di A Roma, a Roma! 2026

La rassegna attraversa temi che toccano da vicino la società contemporanea: identità personale e social media, violenza di genere, rapporto con il male, memoria e ricerca espressiva. Il cartellone si apre con un classico della narrativa teatrale italiana e prosegue con spettacoli partecipativi, riletture di Pirandello e un lavoro ispirato al romanzo di Nicola Lagioia, fino alla ricerca sulla voce di Ermanna Montanari.

4 novembre: Ciro Masella porta in scena Novecento

Ad aprire la rassegna, alle 20.30, è Novecento, tratto dal testo di Alessandro Baricco, con Ciro Masella, che firma anche la regia insieme a Salvatore Arena. La produzione è di Mana Chuma / Teatro Popolare d’arte.

CIRO-MASELLA-fonte foto teatro popolare d'arte

CIRO-MASELLA-fonte foto teatro popolare d’arte

Al centro c’è la storia del pianista che trascorre la propria esistenza su una nave senza mai scendere a terra. Un racconto di amicizia, scelte, paure e libertà, in cui la musica diventa il modo per attraversare la vita e darle una forma. Una vicenda sospesa tra ironia e malinconia, affidata alla forza della parola e all’immaginazione del pubblico.

5 novembre: Vietato innamorarsi, il pubblico entra nella storia

Alle 20.30 arriva Vietato innamorarsi, creazione di Francesca Albanese, Silvia Baldini, Chiara Boscaro, Marco Di Stefano e Laura Valli, con drammaturgia di Silvia Baldini, Chiara Boscaro e Marco Di Stefano.

Il progetto porta il pubblico in un futuro distopico: è il 2042 e, dopo il fallimento di diversi tentativi di contrastare la violenza di genere, lo Stato introduce un decreto che vieta l’amore. La passione viene considerata una minaccia e la soluzione proposta è eliminarla alla radice.

Vietato innamorarsi _2 ph Lorenza Daverio

Vietato innamorarsi _2 ph Lorenza Daverio

In questa realtà, il pubblico non resta semplice spettatore, ma partecipa a un’esperienza immersiva fatta di scelte e dilemmi etici. Il gioco di ruolo performativo nasce dall’incontro tra Qui e Ora Residenza Teatrale e La Confraternita del Chianti, intrecciando teatro e partecipazione per interrogare le relazioni affettive, la violenza e il rapporto tra individuo e comunità.

Con la partecipazione in video di Eleonora Paris, Irene Serini e Jacopo Spunton.

6 novembre: Mario Perrotta rilegge Pirandello nell’epoca digitale

Alle 20.30 è in programma Qualcuno nessuno centomila – Pirandello in loop, diretto da Mario Perrotta, con Paola Roscioli e Dalila Cozzolino. La produzione è di Permar Compagnia Mario Perrotta.

01_Qualcuno nessuno centomila_©LuigiBurroni.jpg

01_Qualcuno nessuno centomila_©LuigiBurroni.jpg

Partendo dall’opera di Luigi Pirandello, lo spettacolo affronta una domanda sempre attuale: quanto della nostra identità dipende dallo sguardo degli altri? Se nel Novecento la molteplicità dell’io metteva in crisi le certezze sull’individuo, oggi i social media moltiplicano le immagini che costruiamo di noi stessi, in un continuo gioco di rappresentazioni.

Le figure pirandelliane dialogano con le esperienze quotidiane, mentre teatro e vita, finzione e realtà si sovrappongono. In scena, Paola Roscioli e Dalila Cozzolino danno corpo a un’indagine sull’identità contemporanea e sulle maschere che indossiamo per essere riconosciuti.

2 dicembre: La città dei vivi e l’oscurità che attraversa Roma

Alle 20.30 arriva La città dei vivi, spettacolo liberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia, con regia, video e drammaturgia di Ivonne Capece. Gli interpreti sono Sergio Leone, Daniele Di Pietro, Ian Gualdani e Cristian Zandonella. La produzione coinvolge Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari, Fondazione Teatro di Napoli e Teatro di Sardegna.

Il lavoro prende le mosse da un caso di cronaca nera realmente accaduto e sposta l’attenzione dal racconto dei fatti alle domande sul male, sulla responsabilità individuale e sul ruolo della società. Roma non è soltanto lo sfondo della vicenda: diventa una presenza viva, ambigua e contraddittoria, capace di riflettere le fragilità umane.

La regia di Ivonne Capece intreccia attori dal vivo e figure semio­lografiche, immagini e suoni, creando uno spazio scenico in cui dimensione privata e pressione collettiva si confondono. L’opera, come precisato nelle note di presentazione, non intende ricostruire giornalisticamente il caso, ma esplorarne le implicazioni artistiche e umane.

Al termine dello spettacolo, Francesca De Sanctis incontrerà Nicola Lagioia, autore del romanzo che ha ispirato la rappresentazione. L’incontro sarà anche l’occasione per parlare di Santa Barbara, il nuovo romanzo dello scrittore pubblicato da Einaudi.

3 dicembre: due laboratori tra autobiografia e critica teatrale

La giornata del 3 dicembre è dedicata anche alla formazione, con due laboratori rivolti a chi desidera esplorare la scrittura e gli strumenti per raccontare il teatro.

Alle 10.00 è previsto Ho un teatro nella testa, laboratorio di scrittura e autobiografia condotto da Cuocolo/Bosetti – IRAA Theatre. Il percorso parte dai ricordi e dalle esperienze personali per riflettere su come trasformare il materiale autobiografico in scrittura capace di parlare anche agli altri.

Dalle 10.00 alle 17.00 si svolge il Laboratorio di critica teatrale, condotto da Francesca De Sanctis, giornalista professionista e curatrice della rubrica «Colpo di scena» sul settimanale L’Espresso. Il lavoro si concentra sul ruolo della critica, sullo spazio riservato al teatro nell’informazione e sugli strumenti necessari per osservare e raccontare uno spettacolo.

Per partecipare al laboratorio di critica è necessario aver assistito ad almeno tre spettacoli della rassegna. Per entrambi i laboratori è richiesta l’iscrizione via e-mail entro il 3 novembre, scrivendo a info@spaziorossellini.it e indicando nome, cognome e recapito telefonico. Agli iscritti è riservato il biglietto ridotto a 5 euro per gli spettacoli, secondo le modalità indicate dall’organizzazione.

4 dicembre: Francesca De Sanctis incontra Ermanna Montanari

Alle 19.00 torna l’appuntamento con Aperitivo con l’artista. Francesca De Sanctis incontrerà Ermanna Montanari, offrendo al pubblico un’occasione di confronto diretto con l’artista.

5 dicembre: Luṣ, la voce di Ermanna Montanari chiude la rassegna

La chiusura, alle 20.30, è affidata a Luṣ, ideato e diretto da Ermanna Montanari e Marco Martinelli, con la voce di Montanari e le musiche al contrabbasso e live electronics di Daniele Roccato. Il testo è di Nevio Spadoni, la regia del suono di Andrea Veneri e il disegno luci di Luca Pagliano. La produzione è una coproduzione di Ravenna Festival e Albe / Ravenna Teatro.

Lo spettacolo riporta in scena Bêlda, figura di veggente e guaritrice nata trent’anni fa dalla voce-corpo di Ermanna Montanari. Emarginata dal proprio villaggio, Bêlda accoglie chi soffre senza distinzioni, ponendo il proprio corpo accanto a quello dei malati.

Il lavoro torna oggi in una nuova forma, con Montanari sola in scena e la musica di Daniele Roccato a dialogare con la voce. La lingua di Nevio Spadoni, legata alla materia della terra e alla memoria, accompagna una ricerca che attraversa dolore, marginalità e bisogno di luce.

Biglietti e informazioni utili

Gli spettacoli si svolgono allo Spazio Rossellini, in via della Vasca Navale 58, a Roma.

Il biglietto intero costa 14,50 euro più diritti di prevendita online e 15 euro al botteghino. Il comunicato indica un prezzo di 15 euro anche per il ridotto al botteghino riservato agli under 18 e agli over 65.

La biglietteria e il bar aprono un’ora prima dello spettacolo. È disponibile un parcheggio gratuito e custodito fino a esaurimento dei posti, con ingresso da via della Vasca Navale 70.

Per informazioni e iscrizioni ai laboratori:

Spazio Rossellini
Via della Vasca Navale 58 – Roma
Telefono: 345 2978091
E-mail: info@spaziorossellini.it
Sito ufficiale: spaziorossellini.it

Con A Roma, a Roma! 2026, lo Spazio Rossellini mette in dialogo spettacoli, ricerca e formazione, aprendo un confronto sulle identità, sulle relazioni e sulle contraddizioni del presente. Un mese di appuntamenti in cui il teatro non si limita a raccontare storie, ma prova a mettere in discussione il modo in cui guardiamo noi stessi e la società in cui viviamo.

Scrivi a: redazione@viviroma.tv
Share.

About Author

Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

Leave A Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com