Ammessa alle Nazioni Unite la Casa Dinastica del Rio de la Plata, con governo provvisiorio nella Città di Roma

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Mosso dall’incontenibile desiderio di contribuire al bene dell’umanità, già a metà del XIX secolo, don José María Jantus de Sobremonte promosse la costruzione nei territori del Río de la Plata di un ospedale per il ricovero degli indigenti, anche stranieri, richiedendo l’approvazione dell’allora Presidente della Nazione, Brigadiere Generale don Justo José de Urquiza con una lettera oggi conservata presso l’Archivio Generale della Nazione, Sala VII, Archivio Urquiza, Fascicolo 119, Pagina 156, Anno 1857.

Trisnipote del secondo Marchese de Sobremonte e bisnipote della sorella del terzo Marchese e Viceré, Governatore e Capitano Generale del Vicereame del Rio de la Plata, don José María Jantus de Sobremonte (1817-1884) fu un grande filantropo.

Battezzato con il nome di Desiderio Mas de Sobremonte y Villanueva, per discrepanze di ordine privato don José María Jantus ruppe le relazioni con suo padre e si trasferì in Brasile adottando il cognome JANTUS preso da un sacerdote greco che gli fu a quei tempi vicino.

Quindi, mosso dall’incontenibile desiderio di contribuire al bene dell’umanità, promosse -tra l’altro- la costruzione di un ospedale per il ricovero degli indigenti, anche stranieri («para asilo de los desgraciados enfermos bien fuesen del país o extranjeros»), richiedendo l’approvazione dell’allora Presidente della Nazione, Brigadiere Generale don Justo José de Urquiza con una lettera oggi conservata presso l’Archivio Generale della Nazione, Sala VII, Archivio Urquiza, Fascicolo 119, Pagina 156, Anno 1857.

Ma eroico filantropo fu anche lo stesso Viceré de Sobremonte che il grande storico argentino Arturo Capdevila (1889-1967), saggista, avvocato, giudice e professore di filosofia e di sociologia, definí come «il più illustre dei viceré ed il migliore dei cavalieri» («el más ilustre de los virreyes y el mejor de los caballeros»).

Ed anche i Padri Francescani, in una relazione del 13 settembre 1806, hanno elogiato la condotta ineccepibile del Viceré don Rafael de Sobremonte, sottolineando che «egli mai si fece tentare dalla possibilità di un facile arricchimento o dal fascino del potere o dai piaceri della carne» («jamás se dio a la voz del oro, ni a los atractivos de la gobernación, ni a los hechizos del sexo débil»).

Per il suo operato durante le invasioni inglesi del Río de la Plata, don Rafael de Sobremonte, zio del bisavolo del trisavolo di don Alejandro Gastón Jantus de Sobremonte, cofondatore ed attuale Capo della Casa Dinastica del Rio de la Plata (www.virreinatodelriodelaplata.org) fu promosso Maresciallo di Campo e nominato Ministro del Reale e Supremo Consiglio delle Indie. E per lo stesso motivo gli fu concessa anche la Gran Croce dell’Ordine di Carlo III.

Perfino il Decano Gregorio Funes (1749-1829), ecclesiastico e politico argentino, rettore dell’Università di Cordoba, giornalista e scrittore, seppure sostenitore della Rivoluzione di Maggio e quindi avversario del Viceré, non ebbe dubbi nel riconoscere che «don Rafael de Sobremonte ha portato la Città di Cordoba ad un livello di decoro fino a quel tempo del tutto sconosciuto» («don Rafael de Sobremonte levantó a Córdoba a un punto de decoro desconocido hasta su tiempo»).

Così, ispirandosi proprio a questi grandi filantropi di Famiglia, per iniziativa del Consiglio Generale dell’Illustrissima Casa Jantus Lordi de Sobremonte (www.icjlds.org), venne creata, istituita e fondata in perpetuo l’anno 1989 il giorno 9 del mese di giugno la CASA DINASTICA DEL RIO DE LA PLATA (www.virreinatodelriodelaplata.org), quale ente extraterritoriale con sede nell’antico Vicereame del Río de la Plata e con governo provvisorio nella Città di Roma.

Dunque ancora un prestigioso riconoscimento per la Casa Dinastica del Rio de la Plata, ammessa ora nell’«United Nations Desa’s Civil Society Database», con codice di registrazione numero 678124 del 14 novembre 2019.

Per la Casa Dinastica del Rio de la Plata si apre così la strada per ottenere lo «status consultivo» presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) e potere così intervenire alle Nazioni Unite ed esercitare le proprie attività nei settori principali di competenza dell’ECOSOC e dei suoi organi sussidiari.

Nata per conservare la memoria storica del Vicereame del Río de la Plata, la Casa Dinastica rivendica qualità sovrane che nascono «jus sanguinis» per diritto nativo in perpetuo e si prefigge di preservare le tradizioni dinastiche attraverso la diffusione delle proprie opere benefiche e filantropiche a favore delle vittime di catastrofi naturali, guerre e carestie, prestando una particolare attenzione agli anziani ed ai bambini.

Accolta nella Città di Roma, la Casa Dinastica del Rio de la Plata ha poi registrato il suo Proclama/Atto-Costitutivo presso l’Ufficio del Registro della Capitale italiana al numero 4823 serie 3 del 22 maggio 2017, proponendosi precipuamente di operare a livello nazionale ed internazionale per conservare la memoria storica dell’Illustrissima Famiglia, preservarne l’identità e mantenerne vivi i valori, la tradizione, la cultura e la spiritualità, favorire la vera cavalleria e la fratellanza Cristiana e conseguire finalità di solidarietà sociale ispirate dai più alti valori della cultura Cristiana.

Attuale Capo della Casa Dinastica del Rio de la Plata, è don Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, Capo di Nome e d’Arme della Dinastia discendente dal Ramo Rioplatense della Casa de Sobremonte e dal Viceré del Río de la Plata che esercitò il Governo del Río de la Plata

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