Intervista a Fabio Massenzi

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esclusivaSiamo solo piatti spaiati: Debutto nazionale al Festival Videocorto Nettuno

Abbiamo partecipato, quasi in incognito, al Festival VideoCorto di Nettuno. Tanti i concorenti, e buona partecipazione di un pubblico di qualità.

E’ stato presentato in anteprima nazionale “SIAMO SOLO PIATTI SPAIATI”, diretto da Mattia Riccio, al suo debutto e tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Curti.

fabio massenzi La trama è attuale, Davide (interpretato da Simone Baldasseroni) è un adolescente di diciasette anni, proveniente da una famiglia benestante abituata a coprire le sue malefatte. In seguito ad un evento negativo, si ritrova nei guai e si vede costretto a trascorrere del tempo in una comunità insieme ad altri ragazzi, e qui conoscerà il suo educatore Andrea, (interpretato da Fabio Massenzi).

Sarà Andrea il traghettatore che gli mostrerà la strada per crescere, insegnandogli come sia giusto che sia lui stesso a pagare per gli errori comessi, senza la “copertura” dei genitori.

Il videocorto è girato con cura e riesce comunque a riassumere in 15 minuti il romanzo di quasi 300 pagine.

E’ un film consigliato, specie per il messaggio che viene trasmesso e che dovremmo far vedere tanto ai ragazzi, quanto ai loro genitori.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Fabio Massenzi

fabio massenziCiao Fabio in primis vorremmo sapere qualcosa di te, i tuoi inizi e la tua evoluzione in questi 10 anni di carriera.
“Da quel che possa ricordarmi, come dico sempre, un inizio nella mia memoria non c’è. Ci sono però foto, racconti, vhs che mi riportano indietro con i ricordi. Nei periodi scolastici, sempre protagonista negli spettacoli teatrali. Quando si è giovani andando ancora a scuola, magari non sai mai cosa vuoi essere o intraprendere nella vita, io bene o male le idee le avevo già ben chiare. E ti dirò di più, questo fatto mi ha anche salvato in alcuni episodi sia a scuola che all’università.

Si può dire che il La me lo diete un mio professore che nel lontano 2009 mi mise in mano un progetto scolastico, dicendomi scrivimi qualcosa, senza darmi troppe spiegazioni, poche settimane dopo ritornò dicendomi “Hai il passaporto? Bene il tuo soggetto ha vinto un bando , andiamo nel Saharawii a girare uno spot sull’importanza dell’acqua “A drop in the Ocean”.

Io rimasi tipo per qualche istante zitto ad elaborare la frase, poi mi misi a ridere avevo 21 anni, ancora non avevo ben capito l’importanza a livello umano di ciò che vi era dietro quell’esperienza. Si può dire che forse da li è un po’ partito tutto. Poi ci sono stati i vari studi di mezzo, come La Corrado Pani, Lavorare con la voce, Acting Lab.

Ho capito che non ci si può improvvisare, essendo un lavoro artigianale bisogna affinarlo giorno per giorno. Sicuramente la maturità che ti porta la gavetta ti fortifica. Forse è per questo che stiamo iniziando a vedere i risultati.

Alla fine il lavoro paga sempre quindi mi sento di ringraziare la mia agenzia Sosia e Pistoia, che dopo anni di corteggiamento mi ha accolto nelle propria scuderia. Ci vuole pazienza, attitudine e sacrificio.”

fabio massenziLa casa produttrice è al suo primo progetto, come è stato il primo incontro con loro e cosa ti ha convinto?
“Si, per la C1V Film è stato il primo progetto, e mi sento molto orgoglioso di essere entrato in questa famiglia.

In realtà un vero e proprio incontro non c’è stato, nel senso che come saprai noi lo scorso anno abbiamo avuto un discreto successo festivaliero con “L’Ultimo Ninja” portandoci a casa più di 16 premi.

Un giorno mi chiama Mattia dicendomi che gli volevano affidare un progetto inedito, appunto “Siamo Solo Piatti Spaiati”, poiché io collaboro anche come acting coach sul set per quanto riguarda le scene, ovviamente ero dentro il progetto, poi mi dice che la produttrice Cinzia Tocci, si era innamorata di me come attore e che di conseguenza mi voleva come protagonista della storia scritta da Alessandro Curti.

Sinceramente, io ho visto dietro la C1V una serietà e professionalità degna di una grande produzione, dunque c’è stato poco da convincersi. C’è stata una minuziosa scelta del dettaglio sia a livello artistico che produttivo.”

Il tuo personaggio è particolare, educatore di una comunità, come ti sei preparato al ruolo?
“La figura dell’educatore è una figura professionale molto importante in diversi contesti. Non è molto conosciuta, e sinceramente se non approfondisci non puoi dire di conoscerla, e io stesso ho affiancato il vero educatore, Alessandro Curti, l’autore del libro e della sceneggiatura di Piatti.

Poi ovviamente per preparami al ruolo sono dovuto andare a scavare. La cosa che mi è stata d’aiuto e che io letteralmente ho tirato fuori il mio personaggio dal contesto, avendolo davanti a me di persona, studiandone l’abbigliamento i modi di fare, le reazioni, i silenzi. E’ stato un bel cimentarsi. Un dare e un avere indiretto.”

fabio massenziRitornando a te. Quali sono i tuoi futuri progetti?
“Ad ottobre volerò dieci giorni a New York per girare il videoclip di una cantante. Sarà un esperienza pazzesca. Poi a Novembre ci saranno delle date, di cui una romana, di Promuovi la tua musica, il contest itinerante sul cantautorato italiano, che mi vede in veste di presentatore.

Poi è in fase di pre-produzione un nuovo cortometraggio che tratta il tema del femminicidio “Prima che diventi buio” sempre una produzione della C1V Film, sarà una bella sfida per quanto riguarda la preparazione del mio ruolo.

E visto la stima reciproca che si è instaurata si sta lavorando anche alla pre-produzione del film di “Siamo Solo Piatti Spaiati”, ma magari per questo ci risentiremo più avanti, quando ci saranno basi più solide.”

Ultima domanda, quale sono le caratteristiche di questo corto che se trasformato in un film potranno far avere il successo che merita?
“Sicuramente in un cortometraggio di 15 minuti si cerca di trarre l’essenza della storia non avendo la possibilità di sviluppare tutti i punti.

In Piatti sono state toccate appunto varie tematiche in modo superficiale, senza scavare a fondo. Nel film, personaggi e storie che si intrecciano a quella di Davide saranno più sviluppati e questo permetterà di entrare ancor di più nel messaggio che troviamo anche già nel corto: si può sbagliare ma è ciò che facciamo dopo l’errore che ci qualifica.

Avrà il giusto appeal sia per un pubblico giovane, come quello dei teen, ma secondo me può far riflettere anche un pubblico adulto per quanto riguarda “il come approcciarsi” ad un teenager, con le dovute e giuste difficoltà.”

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