Intervista a Irene Grasso

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TEATROVID-19 Il teatro ai tempi del Corona

Irene Grasso

Sala Umberto, sono alla prima dello spettacolo “Non ci resta che… Ridere”. In cartellone ci sono grandi nomi dello spettacolo: Enzo Casertano, Giuseppe Cantore, Francesco Procopio e Maria Bolignano.

Comincia lo spettacolo, molto divertente, i nostri sono davvero dei grandi, ma, c’è qualcosa che non mi quadra. Noto che l’unica attrice presente, non somiglia molto a quella che avevo visto sul manifesto… Penso che magari mi sbaglio, dato poi che sono un noto collezionista di grezze, che accumulo quando spesso e volentieri non riconosco gli attori una volta scesi dal palco dopo lo spettacolo, tanto si trasformano in scena; la mia conclusione è che forse ho preso un abbaglio. Ma il dubbio mi perseguita, l’attrice in scena è bionda, inoltre mi sembra più giovane di quella sul manifesto… Bah, dubbio o meno, continuo a divertirmi con lo spettacolo offerto da questi grandi artisti. Alla fine però si svela l’arcano. Irene sta sostituendo Maria per motivi di salute. Bene, allora non sono così rimbambito come credevo!

irene grassoSono rimasto sorpreso venuto a sapere in seguito, del poco preavviso e dell’esiguo numero di prove con cui Irene è riuscita a sostituire la sua collega. Senza tentennamenti, incertezze o indecisioni e nonostante la differenza di età del personaggio della sceneggiatura, Irene e riuscita a vestirne i panni in maniera credibile e a dare un’ottima prova di se.

Lei è un ciclone, è divertente, pazzesca, piena di sfumature ironiche. Padrona di una sua gestualità ed di una mimica davvero divertenti ed incredibili. Capisco perché sia stata scelta a sostituire una collega della risma di Maria.

È stata perfetta, si è ben amalgamata con gli altri, dimostrando affiatamento e complicità, riuscendo a fondersi con il gruppo composto da grandi interpreti e facendolo in maniera ineccepibile.

Dunque sono andato su facebook ed Istagram per approfondire la sua conoscenza, ed ho scoperto delle clip in cui appare (Casa Surace) davvero divertenti; tant’è che sto ancora ridendo! In questi cortometraggi, si esprime con una comicità diversa da quella che ho apprezzato nello spettacolo prima citato. Forse perché non legata ad una sceneggiatura particolare, si esprime con una comicità diversa, dimostrando una grande preparazione artistica ed una sua personalità, evidentemente possiede un grande spirito di adattamento. Molto ironica, ricca di sfumature, espressive e mimiche, riempie queste gag partecipando con gli altri suoi colleghi a renderle davvero esilaranti.

Mi auguro di rivederla presto in azione. In attesa di ciò vorrei fare due chiacchiere con lei per conoscerla meglio insieme a voi.

irene grassoCome ti sei trovata a sostituire Maria nello spettacolo “Non ci resta che… Ridere”?

Io e Maria ci conosciamo da diverso tempo ma solo tre anni fa ci siamo ritrovate a lavorare insieme e in quell’occasione conoscendoci a fondo, ci siamo amate artisticamente e umanamente! Quando ha avuto il sospetto di poter essere positiva al Covid mi ha chiamato e mi ha chiesto se fossi libera per poterla sostituire in poco tempo soprattutto per la stima e la fiducia che nutre nei miei confronti e questo mi ha fatto molto piacere e mi ha molto colpito! E’ sempre bello e gratificante ricevere la stima e la fiducia dei colleghi!

Quali difficoltà hai dovuto superare? Mi parli della tua esperienza con il resto del cast?

Non è la prima volta che mi trovo ad affrontare una sostituzione e posso dire che ogni esperienza è a sé.

Certamente entrare in un gruppo affiatato e costruire un personaggio in poco tempo non è semplice, soprattutto per una secchiona come me che cerca sempre di migliorare step by step, però nel mio percorso lavorativo ho capito anche che buttarsi senza paracadute fa bene e fa emergere istintivamente sfumature interessanti. I miei meravigliosi compagni di scena mi hanno accolto benissimo, è stato un grandissimo lavoro di squadra oltre al fatto che mi sono divertita da morire! Sono artisti e persone incredibili! Per me l’aspetto umano è fondamentale nel lavoro, certo non sempre è così ma devo dire che sono stata quasi sempre molto fortunata!

irene grassoCosa ti ha detto Maria dopo il tuo spettacolo? È rimasta contenta di come l’hai sostituita?

Maria è una persona eccezionale oltre ad essere un’artista pazzesca! Mi ha sempre supportata in tutto il percorso, mi ha motivato e scenicamente mi ha dato le dritte giuste, anche perché, nonostante siamo due attrici molto diverse, lei da subito è stata convinta che avrebbe funzionato con entrambe infatti la risposta del pubblico è stata calorosissima. Alla fine era davvero entusiasta della mia interpretazione e questo mi ha reso molto contenta del risultato.

Ti ho trovata molto ironica e divertente nello spettacolo a differenza delle clip di “Casa Surace”, dove ho notato un approccio comico differente, per certi aspetti forse più esuberante. Sbaglio?

No non sbagli! In Casa Surace l’approccio è senz’altro più esuberante, questo nasce dall’esigenza di creare dei personaggi portati all’estremo ma pur sempre credibili, il tutto viene alimentato da una buona dose d’improvvisazione che viene modulata ed equilibrata insieme al regista ed al gruppo. Anche in questo caso parliamo di una grande lavoro di squadra in cui, a seconda delle necessità dei vari video ovviamente, ci si può esprimere con grande libertà.

irene grassoA questo punto mi parli anche del progetto “Casa Surace”?

E’ un progetto bellissimo nato ormai poco più di 7 anni fa da un gruppo di amici ognuno con una professionalità differente che ha lavorato duramente con grande creatività, genuinità e lungimiranza per creare dei contenuti per il web che potessero interessare diverse tipologie di persone! Io ho avuto la fortuna di vivere quest’evoluzione dall’inizio quando i video si giravano in un appartamento di Napoli e ci si autogestiva un po’ su tutto dal trucco e parrucco al cucinare per la pausa pranzo fino ad oggi che è ormai una vera propria casa di produzione con set ben strutturati, un’agenzia di riferimento e numerosi brand in collaborazione e sponsorizzazione! E’ stata una gran bella intuizione considerando che oggi il web ha assunto un ruolo fondamentale tramite i social soprattutto per tutto ciò che riguarda l’advertising.

Sei un’attrice prettamente comica o come credo interpreti efficacemente anche ruoli drammatici?

Devo dire che sono stata molto fortunata nel mio percorso perché ho avuto la possibilità di spaziare attraverso vari generi e di provarmi su più livelli!! Diciamo che in fase di studio un po’ per fisicità un po’ per predisposizione, ho affrontato tendenzialmente ruoli drammatici o comunque da attrice giovane e non avrei mai immaginato di poter avere o approfondire delle note brillanti o comiche, è una cosa che ho scoperto successivamente, più che altro ho avuto la fortuna d’incontrare delle persone che hanno visto in me quell’energia, quella potenzialità e, dandomi fiducia, ho avuto la possibilità di testarmi sul campo. E questo mi è stato di grande arricchimento anche quando poi sono tornata a ruoli drammatici.

A questo punto mi parli della tua formazione artistica?

Mi sono diplomata all’ Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli all’epoca diretta da Alvaro Piccardi! Ho avuto una formazione a trecentosessanta gradi! Decisamente sono stati tre anni molto intensi ed entusiasmanti! Comprendi che ami fare qualcosa, quando non ti pesa più svegliarti presto la mattina per prendere il treno da Caserta ed andare in Accademia a Napoli a fare lezione. E poi per tre anni ho vissuto praticamente dentro un teatro…e che teatro! Di una bellezza che ti toglie il fiato, ne conosco davvero ogni angolo! Il Bellini è sicuramente rimasto nel mio cuore ed ogni volta che ci torno come spettatrice o come attrice mi sento a casa! Successivamente al diploma ho continuato ad approfondire la formazione partecipando ad importanti stage sia cinematografici sia teatrali a Roma e Milano.

irene grassoE delle tue esperienze nel mondo dello spettacolo che mi dici?

Sicuramente tanto teatro! Subito dopo l’accademia sono entrata a far parte della compagnia di Tato Russo in spettacoli con tournée nazionali come “Masaniello il musical”, “Il paese degli idioti” di Dostoevskij. Successivamente affronto autori classici e contemporanei come: Shakespeare, Cechov, De Filippo, Triana e Anhouil in diverse compagnie partecipando ad importanti festival come: “Il Napoli Teatro Festival”, “Benevento Città Spettacolo”, “Todi Festival”.

Altri due progetti prestigiosi e meravigliosi a cui ho preso parte sono stati: “Museum” diretto da Renato Carpentieri e “Dignità Autonome di Prostituzione” format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna.

Qualche anno fa insieme ad una mia amica attrice bravissima ho sperimentato con una buona dose d’incoscienza anche la regia di un testo di Durrenmatt, devo dire anche con un buon riscontro di critica e pubblico, in cui sono anche una delle due protagoniste. Per 5 anni oltre che come attrice, ho collaborato alla gestione e all’organizzazione del Nuovo Teatro Sanità. Credo molto nei gruppi ed amo lavorare in team ed è per questo che, in parallelo al mio percorso personale, dal 2018 collaboro con un nuovo gruppo “Cantiere Teatrale Flegreo-Enart” con cui abbiamo già realizzato diversi progetti.

Durante l’ultimo “Campania Teatro Festival” ho avuto l’opportunità di lavorare con la compagnia internazionale di Daniel Pennac, altra esperienza assolutamente straordinaria per gli artisti stranieri con cui ho lavorato e per l’incontro con il maestro Pennac scrittore e artista magnifico.

Prima della pandemia ero in tourneè con due spettacoli e due compagnie bellissime. “Anfitrione” da Plauto con la regia di Teresa Ludovico con il Teatro Kismet Opera di Bari e “Miseria e Nobiltà” da Scarpetta con Lello Arena e la regia di Luciano Melchionna prodotto da Ente Teatro Cronaca. E speriamo di poter ripartire al più presto.

Quali sono invece le esperienze che più ti hanno fatto crescere lavorativamente o che ti hanno colpito di più emotivamente?

Ogni spettacolo, ogni set è un mondo a sé ed in un certo senso ha contribuito alla mia crescita personale.

“Dignità autonome di prostituzione” è sicuramente uno di quegli spettacoli tosti assolutamente non convenzionale, che mi ha fatto crescere tanto per diversi motivi. In primis perché l’ideatore ed il regista Luciano Melchionna ha visto in me un qualcosa di cui ancora non avevo coscienza, e mi ha affidato questo monologo comico-brillante spietato nella sua attualità, che mi ha dato tantissime soddisfazioni dirigendomi con grande rigore e generosità… E poi senz’altro attorialmente si lavora su diversi livelli, c’è un rapporto con gli spettatori costante mentre li intrattengo, mentre li seduco, gioco con loro, li convinco a venire in stanza con me, e poi fare il monologo lì davanti a loro veramente ad un passo da me senza filtri, è un grandissimo atto d’amore non a caso si chiamano “pillole di piacere teatrale”! Metti in campo tutta te stessa non solo come artista ma anche umanamente. E’ sicuramente una grandissima palestra molto emozionante!

Quali sono i tuoi progetti futuri?

In questo periodo è tutto un grande work in progress quindi ci sono in cantiere delle cose ma per il momento non diciamo ancora nulla per una buona dose di scaramanzia visti i tempi difficili.

Invece i tuoi sogni?

Bè si sogna sempre in grande e anche io non mi privo di questo piacere! Ti lascio con questa citazione tratta da “La Signorina Papillon” di Stefano Benni

“Se hai un sogno non dirlo…tienilo segreto! Fermalo alla soglia delle frasi!”

A seguito alcuni link di video scelti proprio da Irene in cui possiamo vederla in azione!

https://fb.watch/aI5sRoYOzN/

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