Intervista a Janet De Nardis

Digital Media Fest: l’evoluzione digitale a 360° del più grande evento in Italia dedicato ai prodotti audiovisivi webnativi

Abbiamo incontrato Janet De Nardis, già direttore del Roma Web Fest, per chiederle delle anticipazioni e le novità di questa edizione.

Quest’anno si svolgerà la seconda edizione del Digital Media Fest, il festival vetrina per contenuti indipendenti. Parlaci un po’ delle novità di questa edizione, come saranno strutturate le giornate del festival e quali sorprese ci riserverà?
La prima sorpresa, anche per noi è che sarà totalmente online. Avevamo previsto un’edizione tradizionale in cui i giovani creativi avrebbero incontrato i fan, ma anche produttori e distributori… invece avverrà tutto virtualmente. Avremo in ogni caso tre giornate di panel, workshop e pitch con la presentazione dei prodotti in gara e con interessanti dibattiti sul futuro dell’audiovisivo. Inoltre, come sempre saranno presenti personaggi del mondo del cinema e le webstar più amate dai giovani.

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Janet De Nardis ph: Alessandro Bachiorri

Quali opportunità offre il festival ai partecipanti e quali sono le aspettative dei filmmakers?
Il digital Media Fest è un vero tavolo di lavoro in cui si discute di progetti che spesso si realizzano grazie alle giornate da noi organizzate. E’ una vetrina che fa da amplificatore al talento, ma è anche il luogo di consacrazione per lavori ottenuti con impegno. A giudicare le opere sono sempre personaggi autorevoli del mondo del cinema italiano e internazionale, che spesso offrono reali opportunità di collaborazione ai soggetti più talentuosi. Inoltre i premi sono sempre ricchi e stimolanti.

Che tipo di argomenti vengono affrontati dai concorrenti nella rappresentazione di un corto o di un semplice video?
In questo momento si parla principalmente di ciò che stiamo vivendo, della pandemia, ma anche di una vita sempre più complicata. Spesso si ironizza sul delirio della quotidianità, mentre altre volte nascono analisi profonde che fanno riflettere sul futuro dell’umanità.

Il Digital Media Fest è gemellato con altri Web Fest. Qual è l’obiettivo che vi prefiggete con questa sinergia?
Dare l’opportunità a tutti i partecipanti di creare nuove collaborazioni.

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Paola Minaccioni, Janet De Nardis

Quali sono le differenze tra il Roma Web Fest e il Digital Media Fest?
Il Roma Web Fest era incentrato sul prodotto webseriale e da tutti veniva riconosciuto come luogo di crescita dei filmmaker. Oggi con il Digital Media Fest indaghiamo l’universo di tutti i prodotti digitali: dai vertical video, ai fashion film, dai viral video al 360°, ma abbiamo dato un ruolo importante anche ai cortometraggi che oggi nascono per avere fondamentalmente una distribuzione via web. Inoltre, i nostri interlocutori non sono più solo i filmmaker, ma anche gli youtuber e sempre di più i creator!

Dal momento che il partecipante medio è colui che si cimenta su internet e che per realizzare le proprie creazioni utilizza, spesso, strumenti “semplici” potrebbe esserci un risultato di scarsa qualità? Come viene affrontato questo aspetto?
Capita spesso, anche con opere che partono da un’idea interessante, che sono poi realizzate con una scarsissima qualità penalizzando l’intero prodotto. Cerchiamo quindi di mettere a sistema l’opera nel suo complesso valutando le potenzialità reali di chi ha realizzato il progetto.

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Ludovica Pagani, Angelica Massera, Alina Person, Janet De Nardis, Giulia Penna ph: Alessandro Bachiorri

Sapersi muovere sul web è sicuramente un’occasione per avere una vetrina in un evento come quello che dirigi, ma è sufficiente per avere delle opportunità in futuro?
Assolutamente si! E’ dimostrato dal successo di tantissimi creators, youtubers, ma anche da attori o registi che hanno mosso i primi passi proprio grazie a web serie o video di satira. Il talento deve trovare la sua occasione e oggi la vetrina più libera, anche se molto affollata, è il web. Se un prodotto vale e non c’è nessuno in ascolto nel mondo reale, vale la pena creare la propria fanbase su internet e dimostrare con passione e pazienza ciò che si ha da dire.

Qual è stata la più grande soddisfazione che hai avuto da quando dirigi il Digital Media Fest?
Ne ho avute tantissime, ma senza andare lontano posso dire che la stima dei collaboratori e dei creators che hanno ricevuto attenzioni grazie al festival, mi fanno capire, giorno dopo giorno, che ciò che faccio è importante.

Qual è la tua opinione sull’utilizzo frenetico dei giovani, in particolare, dei cellulari o di internet in generale?
Penso che la vita sia al di fuori di qualsiasi mezzo tecnologico. Sono convinta che la tecnologia debba servire a creare delle opportunità e a facilitare il nostro lavoro, ma noi siamo animali sociali e per essere felici e “sani di mente” necessitiamo il confronto diretto e reale con i nostri simili. Guardare una persona negli occhi, sentirne il profumo, coglierne una sfumatura, permette la realizzazione di rapporti altrimenti impossibili e così anche la nostra crescita psicologica e affettiva. Io uso molto il telefono e il computer per il mio lavoro, ma allo stesso tempo mi privo con gioia di qualsiasi strumento tecnologico, per ore e giorni se mi è concesso dalla vicinanza della mia famiglia (e ovviamente dagli impegni lavorativi). E’ bello sapere che la vita possa scorrere senza ossessioni o dipendenze. Mi fa sentire libera e sicura di me. Quanti possono dire lo stesso?

Come vi state preparando all’evento visto il particolare periodo di restrizioni?
Come dicevo inizialmente ci prepariamo ad affrontare tre giornate di incontri totalmente online. Lo facciamo con passione e pazienza, ma soprattutto con la consapevolezza che anche questa tempesta dovrà finire e che presto si tornerà a darsi pacche sulle spalle e a vedere con orrore gli uomini che incitano alla denuncia tra pari, alla paura dell’altro. Orwell ha raccontato questo presente nel lontano 1949… ma non è il mondo che posso augurare a mia figlia. Lei e le nuove generazioni dovranno scrivere capitoli migliori.

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ViviRoma

Il Gruppo ViviRoma fondato da Massimo Marino nel 1988, nasce come giornale murale per ampliarsi nel tempo in un magazine, TV e WEB.

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