Intervista a Max ed Ennio, gli hairstilyst più amati dai Vip

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Sono gli hairstilyst più amati dai Vip e nel curriculum hanno numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, della moda e della Roma Bene.

Nel quartiere Portuense di Roma, nasce il salone di Max e Ennio, un posto magico in cui rilassarsi e chi entra farà un salto nella belle époque. I due, condividono lavoro e vita privata. MaxEnio è considerato tra i 7 saloni più belli del mondo.

Cosa c’era in questo locale prima che arrivassero Max e Ennio ?

Max: Qui in zona è da ventotto anni che ci conosciamo tutti. Il nostro salone era un ex negozio di giocattoli che abbiamo trasformato in un piccolo mondo fuori dal tempo, in cui i nostri clienti possono rilassarsi, raccontarsi e soprattutto respirare aria di famiglia. Si distaccano così dalla routine quotidiana e passano alcune ore sereni e coccolati.

Ennio: Ci siamo spostati di pochi metri da dov’eravamo prima, adesso sono 10 anni che siamo in questo negozio e abbiamo restaurato tutto, dal soffitto al pavimento. Lo abbiamo arredato da soli, con oggetti comprati durante i nostri viaggi o presi da mercatini di antiquariato. Infatti, da fuori, non c’è nulla che richiama ad un salone per parrucchiere. Sembra più di vivere un viaggio in un’altra epoca.

max ennioE’ cambiato qualcosa spostandovi di pochi metri?

Max: Il rapporto con alcuni clienti e noto il comportamento di alcuni giovani nell’approccio col lavoro, perchè se non è ben collegato non si spostano. Fortunatamente alcuni di quelli che lavorano da noi si sono traferiti in zona e anche noi lo abbiamo fatto.

Ennio: Ci siamo dovuti spostare perchè eravamo troppi in un ambiente troppo piccolo. Se potessi sceglierei un’altra zona o un’altra città, per quello che offriamo, è sprecato in questa zona. La gente viene qui e si esula da tutti, i clienti vengono coccolati dall’accoglienza col caffè servito in tazze di porcellana fino a quando non vai via. Dimenticano lo stress ed entrano in un’altra dimensione.

Com’è stato il vostro primo incontro?

Ennio: Ci siamo conosciuti qui a Roma, è stato un colpo di fulmine e da quel momento non ci siamo più lasciati. Mi piaceva molto il suo modo di fare, mi faceva sentire importante. Prima avevo lavorato a Milano, Parigi e Montecarlo, poi Roma mi ha scelto e sono rimasto qui. Max mi rimprovera perché non ricordo mai le date, ma ammette anche che rispetto a lui sono avant garde e iperattivo.

Max: Io stavo con un’altra persona da 12 anni, ma le cose non andavano più bene. Dopo tutto quel tempo rompere non era facile, c’era la paura di lasciare il certo per l’incerto. Mi ha da subito affascinato la sua spiccata creatività, nonostante rappresentasse l’opposto del mio tipo ideale. Stare insieme è la nostra forza, è così che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi.

E’ difficile vivere insieme ogni singola giornata, sia a casa che al lavoro?

Max: È difficile perché paradossalmente non c’è mai un “incontrarsi”. Litighiamo ovviamente, come tutti coloro che stanno insieme 24 ore su 24, ma ormai basta uno sguardo per capirci. Il bello è che quando siamo lontani e ci telefoniamo, sentiamo ancora le farfalle nello stomaco.

max ennioSecondo voi, hairstilyst si diventa o è una vocazione?

Max: Ricordo mia nonna quando un giorno mi disse che sarei divenuto un parrucchiere, ma io non ci speravo perchè avrei voluto fare il cameraman o altro (ride). Quindi si nasce.

Ennio: Si nasce con predispozione, io sono molto manuale e mi esprimo con qualunque cosa abbia tra le mani.

Tornando al vostro lavoro, quali Vip avete pettinato?

Max: Abbiamo pettinato Carol Bouquet, Massimo Ghini, Marta Marzotto, Renato Guttuso, Jane Colonna, Gai Mattiolo, Eva Grimaldi, il bassista dei Simple Minds e molti altri. Peccato che anni fa non esistevano i cellulari con la fotocamera, avrei immortalato volentieri quei momenti.

Ennio: Quando lavoravo a Piazza di Spagna, ho avuto la fortuna di pettinare la sorella di Audrey Hepburn. Non dimenticherò mai la classe e l’eleganza di Audrey, una vera icona di stile. Non so se avrei mai fatto un selfie con loro. Sono uno che tende a voltare pagina e a non guardare indietro. Non dimentico, ma faccio bagaglio delle mie esperienze.

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