Intervista a Max Giusti “aiutare gli altri rende migliore la propria vita”

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Con le sue esilaranti imitazioni nella trasmissione “Quelli che il calcio” ha conquistato e fatto divertire milioni di telespettatori.esclusiva

E se quella di far sorridere è la sua specialità, con la solidarietà riesce a toccare le corde del cuore. Da sempre in prima linea per il sociale, Max Giusti è il testimonial della campagna solidale di Casa Amica Onlus, associazione impegnata ad offrire accoglienza e supporto ai malati costretti a sottoporsi a cure mediche lontano dalle proprie città e ai loro accompagnatori. Lo incontriamo per una breve chiacchierata presso il barcone Baja, una location suggestiva adagiata sulle sponde del Tevere. E così, sotto il sole cocente di una giornata di fine maggio, ci facciamo raccontare da Max qualcosa in più su Casa Amica e sul suo rapporto con l’associazione.

 

Max, cos’è Casa Amica Onlus e di cosa si occupa?
Casa Amica è un’avventura in cui mi sono imbattuto grazie a Lucia, una signora che dopo aver ereditato i beni della sua famiglia ha aperto una casa per accogliere i malati costretti a curarsi lontani dalle loro città assieme ai loro familiari. In seguito, con altri soldi, è riuscita ad aprire anche un’altra struttura. Parlandoci ho capito quanto avesse a cuore questo progetto e ho deciso di sostenere la sua causa perché ne sono rimasto positivamente colpito. Ho conosciuto poche persone che hanno deciso di investire il loro tempo per gli altri. Io l’ho voluto fare e da qui è partito il mio rapporto con Casa Amica.

Cosa ti ha spinto a diventarne il testimonial?
Mi ha spinto a diventarne testimonial il fatto che raramente vedo persone che si impegnano così tanto per gli altri mettendoci i propri soldi. Questo mi ha molto rassicurato. Quando poi ho saputo due anni fa che si stava aprendo Casa Amica a Roma ho deciso di prestare il mio aiuto.

Una volta, lo scrittore Sergio Bambaren disse che “Ogni volta che fai qualcosa per gli altri, pensando solo alla loro felicità, ti senti meglio e questo alla fine ti riempie il cuore di gioia. È un esperienza che ti può cambiare la vita per sempre”. Anche a te l’ha cambiata?
Anche a me ha cambiato la vita. Peccato che la solidarietà debba sostenersi da sola. Immagina infatti di entrare per un attimo in una struttura ospedaliera e togli tutto ciò che è volontariato. Ebbene, penso che si bloccherebbe tutto. Quando una persona deve chiedere qualcosa ad un’altra deve farlo con la coscienza pulita e sapendo che ce la sta mettendo tutta anche a livello economico. Si organizzano tanti eventi di solidarietà, ma secondo me per partecipare ognuno di noi dovrebbe dare un gettone. E’ bello parlare ma l’aiuto deve essere concreto. Se poi non si possono mettere soldi l’importante è riuscire a donare il proprio tempo. Per farti capire quanto la frase che mi hai detto sia vera ti cito un esempio. A te fa più piacere ricevere un bel regalo o vedere la faccia felice di chi a sorpresa riceve il tuo regalo? Direi che non c’è paragone. La seconda vince su tutto (ride n.d.a.).

Dal 20 maggio al 9 giugno è attiva la campagna solidale #comeacasa:. Lascio a te il compito di convincere i nostri lettori a versare un piccolo contributo inviando un sms al numero 45588.
Se donate al 45588 fatelo non per le famiglie che sono a Casa Amica né per i malati che sono in cura. Fatelo semplicemente per voi stessi perché noi siamo loro e non c’è differenza. Spero che tutti voi possiate essere sempre felici e stare in ottima salute tutta la vita, ma non c’è differenza tra chi è a Casa Amica e chi sta a casa propria. Siamo le stesse persone. Pertanto, aiutiamoci!

#ComeACasa

 

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